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venerdì 15 marzo 2019

REVIEW PARTY "La ex moglie" di Jess Ryder {NEWTON&COMPTON}

Buongiorno amici dei libri, bentornati sul blog!
Siete pronti a catapultarvi in un nuovo thriller targato Newton?
Pronti ?
Ready, set, go!!



Titolo: La ex moglie
Autore: Jess Ryder
Editore: Newton Compton
Genere: Thriller
Pagine: 336
Prezzo: 12,00€
Data di uscita: 14 Marzo 2019

Natasha è una sposina fresca di nozze e la sua vita è praticamente perfetta: ha una casa da sogno, il marito Nick è molto premuroso e ama alla follia la loro bellissima bimba di nome Emily. C'è solo una cosa che stride in questo quadretto armonioso: Jen, la ex moglie di suo marito che non si è rassegnata all'idea di essere stata lasciata. Nick con lei è piuttosto accondiscendente, e Natasha finisce sempre per dargliela vinta perché tra di loro non ci sono ombre. Ma un giorno Natasha torna a casa e scopre che Nick ed Emily sono svaniti nel nulla senza lasciare traccia. Persino le loro cose sono state portate via. Ma perché Nick avrebbe dovuto fare una cosa del genere? Mettendo da parte tutto l'orgoglio pur di ritrovare la sua bambina, Natasha si decide a chiedere aiuto all'ultima persona al mondo da cui vorrebbe un favore: Jen. Nonostante l'abbia sempre considerata gelosa e inaffidabile, potrebbe sapere qualcosa in grado di aiutarla a ritrovare Emily. Ma Natasha può davvero fidarsi di lei?



Natasha è una giovane donna dalla vita normale, che un giorno, mentre va a lavoro in bicicletta viene investita dall'auto di Nick, un affascinante uomo d'affari che fa breccia nel suo cuore, e che dopo un rocambolesco corteggiamento riesce a conquistarla e a fidanzarsi con lei, fino a sposarla.
Dopo qualche tempo, Natasha e Nick sono una coppia felicemente sposata, con una magnifica bambina di nome Emily, che dona ad entrambi una gioia immensa e costante: la loro vita è meravigliosa sotto ogni aspetto, se non fosse per la presenza di Jen, la ex moglie di Nick, che è stata lasciata dall'uomo dopo l'incontro con la bella Natasha, e che non riesce a prendere le distanze dalla coppia, e la tormenta con la sua presenza asfissiante e accomodante.
Nick con la sua ex moglie è sempre molto paziente e comprensivo, e Natasha, conscia della stabilità della sua relazione, lo lascia fare fidandosi di lui al cento per cento.
Un giorno qualcosa cambia, quando Natasha scopre che Nick non ha portato a scuola la piccola Emily, e che tutte le cose della piccola e del suo papà sono sparite, chiaro segno che è accaduto qualcosa di terribile.
Natasha è confusa e spaventata, non riesce a trovare suo marito da nessuna parte, e sente che il mondo potrebbe crollarle sotto i piedi da un momento all'altro, quando, sorprendentemente trova aiuto e comprensione in Jen, che contatta in preda alla disperazione.
Natasha non sa se fidarsi di Jen, ma ha bisogno di tutto l'aiuto del mondo per ritrovare la sua Emily e suo marito Nick.
Sapranno le due donne aiutarsi l'una con l'altra per ritrovare Nick ed Emily, oppure la situazione degenererà fino ad esplodere?


"La ex moglie" è il primo libro che leggo di quest'autrice e devo dire che ne sono rimasta piacevolmente sorpresa: lo stile dell'autrice è davvero molto fluido e scrivola bene nella mente del lettore, che viene coinvolto, attraverso la presentazione di personaggi ben cotruiti e tridimensionali ed una trama trascinante e capace di catalizzare tutte le attenzioni del lettore.
Un aspetto molto importante delle scelte stilistiche dell'autrice è sicuramente quello dei punti di vista alternati, ovvero quello di Natasha, Jen e di un terzo misterioso personaggio di cui non conosciamo molto, ed oltretutto sviluppa l'intera storia su diversi piani temporali, col fine di contestualizzare i diversi comportamenti di Jen.
Come spesso accade nei romanzi con pov alternati questo 'trucchetto' permette di visualizzare la storia a trecento sessanta grandi, con la possibilità di implementare al meglio la storia e darle uno spessore decisamente più interessante, facendoci approfondire al meglio la conoscenza dei tre personaggi principali, dandoci modo di entrare in empatia con loro, e percependo fino in fondo i loro sentimenti, quali la paura, il dolore, la rabbia e molto molto altro, e nonostante non abbia apprezzato a pieno Natasha, che è un personaggio, inizialmente lasciato totalmente in balia degli eventi e di suo marito Nick, che però, migliora quando si vede costretta a prendere in mano la sua vita e trovare risposta a tutte le domande che le girano per la testa.


Sono stata molto contenta di leggere questo thriller, e di entrare in un mondo all'apparenza fatto di meraviglioso oro, ma che sotto la scorza cela uno stuolo terribile di segreti, che l'autrice è pronta a svelare attraverso una serie di colpi di scena, sviscerati lungo tutta la narrazione e pronti a colpirci quando meno ce l'aspettiamo, regalandoci una storia eccitante ed avvincente.




martedì 19 febbraio 2019

BLOGTOUR "Ricorda il tuo nome" di Nicola Valentini {LEONE EDITORE}



Buongiorno amici dei libri, buon martedì!
Oggi qui sul blog vi parlerò del nuovo Thriller, nello specifico dei suoi personaggi, firmato dall'italiano Nicola Valentini e targato Leone Editore, ed uscito il 7 Febbraio!

Blogtour Valentini.jpg

Ricorda il tuo nome - Nicola Valentini - copertina

Titolo: Ricorda il tuo nome
Autore: Nicola Valentini
Editore: Leone Editore
Collana: Misteria
Genere: Thriller
Pagine: 331
Prezzo: 13,90€
Data di uscita: 7 Febbraio 2019

Al termine della Seconda guerra mondiale, due ebrei feriti sono ricoverati nella stessa clinica. Uno ha perso la memoria, l'altro l'uso delle gambe. Durante la degenza, tra i due si instaura una profonda complicità e insieme decidono di vendicarsi dei gerarchi nazisti di Buchenwald, in particolar modo dell'ufficiale Eike Aumann. I loro movimenti attirano però le attenzioni del comandante della polizia militare americana Berger e di un altro ebreo deportato, ormai noto come il Cacciatore di nazisti. Il destino dei quattro uomini si compirà al termine delle rispettive ricerche, quando giungeranno nel covo di Aumann.


PERSONAGGI 


Nicola Valentini ha creato per noi un Thriller che trasuda storia e sentimento attraverso, soprattutto i 
suoi personaggi principali, che donano al romanzo carattere e spessore capaci di dare un valore aggiunto al romanzo: tre uomini con esperienze di vita diverse che trovano l'uguaglianza che gli era stata precedentemente negata all'interno dei campi di concentramento.
La sete di vendetta, i ricordi dolorosi, la rabbia li portarono a coadiuvarsi per riuscire a farsi vendetta, cominciando una caccia a tutti i mostri che li segregarono e li costrinsero a vivere come bestie da macello, distruggendo la loro identità e la loro persona.


Saul Ben Younes e Zakhor si conoscono nel Aprile del 1945 nella clinica San Marco a Norimberga, entrambi hanno vissuto l'esperienza della deportazione e della segregazione nei campi di concentramento, ed entrambi ne sono miracolosamente usciti vivi.
Saul, prima della Guerra, faceva il fotografo a Lipsia, e le capacità acquisite facendo questo lavoro gli hanno salvato la pelle nel campo di concentramento di Buchenwald, poichè il comandante del buker, Dieter Raab, decise di sfruttare le sue capacità per creare dei dossier sul campo e sui suoi abitanti, ma non prima di avergli affibiato il temutissimo numero, , il 101476, che lo renderva un semplice animale da macello all'interno del campo, annullando quindi la sua vera identità.
Durante la sua vita nel campo era riuscito, di nascosto, rischiando ogni giorno la sua vita, a creare a sua volta dei dossier contenenti tutte le foto e le informazioni che riusciva a raccimolare dei suoi aguzzini, con la speranza di poter utilizzare queste informazioni una volta fuori, per cercare la sua vendetta.
La clinica lo aveva accolto dopo che, durante lo sgombero del campo, era riuscito a darsi alla fuga, rischiando più volte di morire sotto i colpi tonanti delle SS, e rimanendo, infine, paralizzato e costretto su una sedia a rotelle: vivo, ma bloccato a vita, con la speranza però, di riuscire prima o poi ad attuare i suoi piani di vendetta, maturati a lungo durante la degenza, insieme a Zakhor, a cui decise di affidare i suoi ricordi attraverso i racconti vividi dei suoi momenti di segregazione, e i suoi segreti, mostrando all'amico di sventura, la sua raccolta di informazioni e di fotografie, che gli hanno fatto rischiare moltissimo durante la prigionia.


Zakhor, arrivò alla clinica a Norimberga, il primo di Aprile del 1945, ferito ustionato e sfigurato a causa dell'esplosione di una bomba: la sua pelle era completamente ustionata, ed ogni contatto con l'aria rischiava di portargli infezioni, le sue corde vocali danneggiate a causa delle schegge.
La sua situazione era critica, sotto ogni punto di vista, poichè anche la sua mente è fuori fase a causa del trauma, i suoi ricordi sono fuggiti dalla sua mente, e faticano a riaffiorare, nonostante il costante aiuto di Saul, suo amico, che cercava continuamente di stimolarlo in ogni modo per aiutarlo a ricordare almeno il suo nome: lo shock da granata aveva provocato una perdita di memoria, che si sperava fosse momentanea, come se l'esplosione avesse resettato il suo cervello.
Il nome Zakhor gli venne affibiato da Saul, che lo aveva preso da un termine ebraico che, letteralmente, voleva dire "ricorda", per indicargli come ricordare per persone come loro fosse la cosa migliore, poichè senza memoria siamo tutti alberi senza radici.
L'aiuto di Saul e la comparsa, nella loro vita di Shimon Philipkowski, aiutarono Zakhor a ricordare quali erano le sue radici, e cosa si nascondesse sotto la pelle spessa e martoriata del suo viso.


Ed arriviamo così a Shimon Philipkowski, un uomo che, come Saul, fu costretto a vivere in uno stato di segregazione all'interno di un campo di concentramento, ma che, una volta liberato era stato capace di crearsi una nuova vita, dandosi la spinta grazie alla sete di giustizia che lo aiutò a superare i suoi traumi: l'uomo, infatti, per ritrovare se stesso decise di cominciare una caccia a tutti i responsabili di quello che fu il trattamento che lui, ed altre milioni di persone, ricevettero nel suo campo di concentramento, e questo lo trasformò nel Cacciatore di nazisti.
L'uomo, nato a Saliburgo, in Austria, riuscì a vivere una giovinezza agiata grazie alle ricchezze della sua famiglia, ma sentì che qualcosa stava cambiando quando non potè iscriversi all'università a causa delle leggi raziali che iniziarono a diffonders, e fu costretto quindi, per questo, a spostarsi a Praga per poter continuare gli studi.
Nella città ceca conobbe, quella che sarebbe diventata solo poi, sua moglie, la polacca Agnes, che gli diede due figlie, prima dello scoppio della guerra, che lo portò a rimbalzare in diversi campi di smistamento e di prigionia, dove riuscì a sopravvivere grazie alle capacità che aveva nel curare i denti, che gli valsero un posto in infermieria,  fino a giungere nel più terribile di tutti, Auschwitz, dove lo marchiarono con il tatuaggio numerico che lo classificava come tutti gli altri.
Una volta recuperate la salute e la sua forma fisica riuscì a tornare in Austria e ritrovare le persone che amava, prima di fondare l'organizzazione attraverso la quale si impegnava di consegnare alla giustizia tutti i criminali nazisti che erano riusciti a fuggire dopo la caduta di Hitler e del suo regime nazista.

Tre uomini. Tre vite. Tre storie. 
Un solo obiettivo. La Vendetta.

lunedì 18 febbraio 2019

REVIEW PARTY "Tutta la verità su Ruth Malone" di Emma Flint {PIEMME}

Buongiorno amici dei libri, bentornati, buon inizio settimana!
Questo lunedì torno a parlarvi di "Tutta la verità su Ruth Malone"...



TITOLO: Tutta la verità su Ruth Malone
AUTORE: Emma Flint
EDITORE: Piemme
PAGINE: 333
GENERE: Thriller 
PREZZO: 18,50€
DATA DI PUBBLICAZIONE: 12 Febbraio 2019

New York, una torrida estate del '65. Capelli cotonati rosso fuoco, pantaloni Capri, sigaretta tra le labbra: Ruth Malone, divorziata e giovane madre di due bambini, è la Marilyn del quartiere. Le piace bere, uscire, avere uomini diversi, specie ora che ha dato il benservito al marito Frank, con cui è in guerra per la custodia dei bambini. Cindy e Frank Jr. sono i suoi piccoli tesori, i capelli che pettina ogni mattina e le bocche che sfama ogni giorno, stando attenta che mangino abbastanza verdura. Ma poi, un mattino, Ruth non li trova più nei loro lettini. La polizia arriva e subito qualcosa non quadra: trovano le bottiglie di bourbon vuote, i bigliettini d'amore di troppi uomini in una valigetta sotto il letto, e Ruth troppo truccata, troppo bella. Le vicine scuotono il capo: il Queens intero sembra traboccare di pettegolezzi e mezzi sussurri, "madre distratta", "l'ha fatto apposta". Pian piano Ruth si accorge che la "verità" degli altri - senza prove a suffragarla, solo illazioni - le si sta chiudendo sopra come il coperchio di una bara. Solo Pete Wonicke, giornalista in cerca di storie, cercherà di guardare oltre le apparenze, innamorandosi di questa donna sbagliata, che pagherà la propria imperfezione nel modo più terribile. Ispirato al caso di cronaca nera che sconvolse l'America degli anni '60.


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Nella torrida estate del 1965 nel Queens, un quartiere di New York, Ruth Malone vive un'esistenza normale con i suoi due figli, avuti dal precedente matrimonio con Frankie, con cui si è separata da poco, e lavora come cameriera per vivere una vita dignitosa, mantenendo i suoi vizi: bei vestiti, trucco e parrucco, serate all'insegna di compagnie maschili e di alcol.
Ruth vive una vita non convenzionale per una donna americana dell'epoca e tutti la osservano, la giudicano e la reputano una poco di buono; una mattina al suo risveglio però qualcosa non va, in casa sua non c'è traccia dei suoi figli e nonostante la serratura sia chiusa dall'interno lei è sicura di non aver fatto niente ai suoi figli, che ama più della sua vita.
All'arrivo della polizia però sembra che tutti gli indizi portino dritti verso di lei, e non c'è nessuno disposto a crederle. Sta a lei dimostrare di non essere colpevole della scomparsa dei suoi figli, lottando con i denti e le unghie laccate per mostrare al mondo ciò che veramente si nasconde dietro la sua bellezza prorompente ed i suoi modi da femme fatale.
A seguire le indagini non c'è solo la polizia, ma anche un giovane giornalista, Pete Wonicke, che è alla ricerca della storia del secolo per poter fare il salto di qualità, e più le indagini vanno avanti più il giornalista sviluppa un'ossessione per Ruth ed il suo caso, a cui non è facile porre rimedio.
Ruth sarà davvero la responsabile della scomparsa dei figli oppure qualcosa di più torbido si nasconde dietro di essa?

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"Tutta la verità su Ruth Malone" è un romanzo basato su una storia vera, su cui è stato facile affondare le radici per un interessante romanzo thriller; Emma Flint, la nostra autrice, è stata capace di creare un quadro molto accurato dell'epoca e riesce ad inserire perfettamente Ruth e Pete al suo interno: quando la polizia arriva a casa di Ruth trova diversi indizi che sembrano indicare che ad essersi macchiata del reato sia stata proprio la donna, e nonostante l'angoscia sia palpabile agli occhi del lettore, le emozioni contrastanti trasudanti dalla donna non sono di certo di aiuto per scagionarsi dall'accusa.
Attraverso gli occhi della donna e di Pete viene sviscerata una storia capace di lasciare il segno ed angosciare il lettore, che non capisce se Ruth e Pete siano o meno due narratori affidabili, se di loro ci si possa fidare oppure sia meglio discostarsi dai loro pensieri per seguire una logica e un'indagine personale.
Ruth è una donna interessante ed intelligente, capace di affascinare gli uomini che si lasciano trascinare nella sua rete di femme fatale alla ricerca di attenzioni e nuove emozione sempre più cariche. Il suo carisma la precede e al contempo la condanna ad essere sempre sotto il mirino della gente, pronta a giudicarla e sezionarla come se fosse una cavia da laboratorio; le sue relazioni la classificano come una poco di buono e l'etichetta le rimane addosso come un marchio fatto con il fuoco.
Pete è un giovane giornalista che rimane ossessionato dalla storia di Ruth, ammaliato dalla sua presenza, ma confuso sulla sua innocenza.


Questa doppia narrazione è stato un modo estremamente interessante ed intelligente di raccontare questa storia, poichè possiamo osservarla tramite due punti di vista ben distinti, quello di una madre distrutta dal dolore e quello di un giornalista che analizza in maniera più analitica la situazione.
Trovo davvero interessante gli approfondimenti dell'autrice per quanto riguarda la New York degli anni Sessanta che ci viene rappresentata in maniera magistrale e ci fa sentire perfettamente inseriti nel contesto e nella narrazione. Ho trovato lo stile ben congegnato per rivedere e rianalizzare una storia dalle tinte noir davvero accaduta, capace di insinuarsi sotto la pelle del lettore e sconvolgerlo, fino ad ossessionarlo dal mistero della scomparsa dei piccoli.
La costruzione e la scrittura di Emma Flint sono volte a far trasudare la disperata ricerca della verità, scatenando in noi lettori frustrazione dovuta all'incapacità di aiutare Ruth, colpevole di non essere capace di aiutare se stessa.
Ho trovato il romanzo davvero coinvolgente, a tratti crudo ed incalzante, alcune rivelazioni ci piombano addosso totalmente inaspettatamente, e ci frastornano il tanto che basta per confonderci e scombussolarci.



martedì 12 febbraio 2019

REVIEW PARTY "Alita - Angelo della Battaglia" di Pat Cadigan {SPERLING&KUPFER}

Buongiorno amici dei libri, bentornati in questo martedì sul blog!
In questi giorni vi siete fatti un giro al cinema? Perchè Alita è lì che vi aspetta...ed è proprio di lei di cui vi parlo oggi!

L'immagine può contenere: una o più persone, primo piano e testo


TITOLO: Alita - Angelo della battaglia
AUTORE: Pat Cadigan
EDITORE: Sperling & Kupfer
PAGINE: 360
GENERE: Fantascienza 
PREZZO: 17,90€
DATA DI PUBBLICAZIONE: 12 Febbraio 2019

26° secolo. La Città di Ferro è un luogo senza speranza. Nella discarica di rottami, una giornata sta per terminare come tutte le altre quando il dottor Ido trova il corpo semidistrutto e apparentemente senza vita di una ragazza cyborg, costruito con una tecnologia sofisticatissima ormai perduta nella notte dei tempi. La convinzione che in lei risiedano l'anima e il cuore di una combattente dal passato straordinario spingono il dottore a cercare di riportarla in vita donandole un nuovo corpo e un nome: Alita. Al risveglio, la ragazza non ha alcuna memoria del suo passato e non conosce nulla del suo presente, anche se sente dentro di sé una forza immensa che preme per esplodere. Il dottor Ido lo sa e, proprio come un padre, cerca di proteggere Alita non solo dalla violenza, dall'ingiustizia e dalla corruzione che imperversano nella Città di Ferro, ma anche dalla stessa potenza distruttrice che la ragazza nasconde in sé. Ma il passato non si può dimenticare e, grazie all'amore per il ribelle Hugo, Alita ritrova la sua vera identità e decide di impiegare tutta la sua potenza per combattere il male. Come un Angelo della Battaglia, pronto a vegliare sui giusti e a lottare al fianco dei più deboli per un mondo migliore.


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Un giorno come gli altri il dottor Ido nella discarica di rottami, dove abitualmente si reca per recuperare pezzi, trova i resti di un corpo di un cyborg: mezzo robot e mezza ragazza, creata in un passato e con delle tecnologie dimenticate ormai da tempo.
La tentazione per il dottore è troppa, decide quindi di portare a casa con se il corpo esanime del cyborg per poterci lavorare, poichè in lui risiede l'idea che tra le fibre dell'essere esistano ancora un'anima ed un cuore; lavorare al cyborg galvanizza il dottor Ido che si impegna ardentemente per regalare una nuova vita alla massa di ferraglia, fino a quando, finalmente, finisce il lavoro e quello che ne esce è strabiliante.



Alita, il nuovo nome del cyborg, non ricorda niente del suo passato ed è spaesata nel suo presente, ma dentro di lei arde qualcosa di ingestibile: una forza che la spinge sempre di più a toccare il limite.
Alita, nonostante la sua forza e le sue capacità è come una rosa da proteggere dalle intemperie: la malvagità del mondo rischia di inglobarla, la cattiveria potrebbe spezzarla e qualcuno potrebbe voler usare la sua forza contro non solo se stessa ma anche contro tutto il mondo.
Qualcosa accende la miccia di Alita, dei sentimenti la sconquassano e i "brividi" che l'amore che Hugo fa nascere dentro di lei provocano la spinta per la cyborg per ritrovare la sua natura originaria, e di sviluppare ciò che è e ciò che ha per migliorare il mondo in cui vive, combattendo quel male e quella cattiveria che minacciano di schiacciare l'intero mondo in cui lei, il dottor Ido e Hugo vivono.
Alita indossa quindi l'armatura e si veste da Angelo della Battaglia, per abbattere l'oscurità che le regna attorno e respirare una nuova aria, meno pesante e meno pericolosa.



E' la prima volta che mi butto nel mondo dei cyborg, non mi ero mai avvicinata a questo tipo di fantascienza, e devo dire che a me, onestamente, è piaciuto questo universo.
Non avrei mai pensato, infatti, che la fusione del mondo umano con quello delle macchine sarebbe potuto essere così interessante: più la tecnologia avanza più il nostro mondo si modifica, si evolve e con esso anche noi.
Alita è il prodotto di questa fusione, il suo corpo è il risultato di anni ed anni di sviluppo tecnologico, la perfetta unione di questi due universi diversi che trovano la loro massima congiunzione in un essere perfetto, pensante e capace di emozionarsi come un umano e con la forza sovraumana e futuristica delle macchine.
E' un personaggio davvero particolare, non ricorda nulla del suo passato, è spaesata, non riesce, inizialmente a rendersi conto di quello che sta vivendo, fino al momento in cui, comprese le sue possibilità decide di sfruttarle a suo vantaggio ed è proprio grazie alla consapevolezza che acquisisce grazie a questa decisione che la nostra protagonista acquisisce uno spessore interessante, che la rende un personaggio intrigante e davvero interessante da esplorare e sondare. Mi è piaciuto davvero tanto potermi rapportare con lei, e sono sicura che mi piacerà moltissimo anche vedere il film, e leggerne anche sul manga, per confrontare se le caratterizzazioni date al personaggio nelle sue varie versioni collimano, e quale eventualmente aderisce meglio alla mia persona.

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La storia è davvero particolare ed è stata capace di trascinarmi in un battito di ciglia in un futuro straordinariamente caotico, in cui mi sono sentita spaesata, proprio come Alita, ed in cui, mi sono ambientata poco a poco, fino a percepire e a sentire dentro di me tutta la potenza della cyborg.
Sono rimasta estremamente soddisfatta dalla mia lettura, mi ha permesso di avvicinarmi ad un genere letterario, quello fantascientifico legato a doppio filo con quello del "cyber-punk", in cui mi sono cimentata pochissime volte e in cui mi sono sentita risucchiata inaspettatamente.
Sono piuttosto sicura che sentiremo ancora parlare di Alita, ed io sarò in prima fila per leggerne e parlarne ancora con voi.


sabato 9 febbraio 2019

BLOGTOUR "Bird Box" di Josh Malerman - VIVERE AL BUIO {PIEMME}

Buongiorno amici dei libri, buon sabato!
Questa settimana qui sul blog è stata bella frenetica, ma nemmeno il weekend ci ferma...



TITOLO:Bird Box
AUTORE: Josh Malerman
EDITORE: Piemme
PAGINE: 304
GENERE:Thriller/Horror post apocalittico
PREZZO: € 9,99 ebook; € 14,90 cartaceo
DATA DI PUBBLICAZIONE: 8 Gennaio 2019

Là fuori, in un mondo dove nessuna certezza è più tale, c'è qualcosa di terrificante. Qualcosa che non deve essere visto. Chi è così folle da tenere gli occhi aperti va incontro a un destino spaventoso. 
Cinque anni dopo i primi episodi di terrore, pochi sono rimasti a popolare la terra. Vivono bendati, in una cecità autoimposta che li confina in un'oscurità perenne, in case buie e polverose con porte e finestre sprangate. Nessuno di loro ricorda di che colore è il cielo, com'è fatta una nuvola, quanto può abbagliare la luce del sole. Come Malorie che, rimasta sola con i suoi due bambini, ha soltanto una speranza: attraversare il fiume, bendata, e raggiungere un luogo dove alcuni uomini stanno combattendo contro quel male senza nome. Ha aspettato tanto perché sa che il fiume, a un certo punto del percorso, si divide in quattro canali. E, per scegliere quello giusto, Malorie dovrà fare qualcosa che non fa da anni: aprire gli occhi. E sfidare la sua stessa mente per non cedere alla follia. 
Tra La strada di McCarthy e l'immaginario di Stephen King, un debutto acclamatissimo negli Stati Uniti, la cui sottile e persistente inquietudine resterà con voi molto, molto a lungo.



VIVERE AL BUIO 


Vi siete mai chiesti come si può vivere senza usare gli occhi? Come le persone non vedenti riescono a sviluppare gli altri sensi ed adattarsi in una vita fatta di buio e ad una vita senza uno dei cinque sensi?
“Bird Box” ci fa osservare letteralmente il mondo con occhi diversi, e ci fa riflettere su come sarebbe vivere al buio, su come il corpo si deve adattare a vivere con una mancanza tale come può essere solo quella della vista.
Gli occhi sono il mezzo d'informazione più importante che utilizziamo per conoscere il mondo che ci sta intorno, e quando la vita viene meno siamo costretti ad utilizzare al meglio gli altri sensi, ovvero udito, tatto, gusto ed olfatto.
Ed è qui che che entra in gioco la plasticità neuronale, ovvero la capacità che ha il nostro cervello di modificarsi e ristrutturarsi in funzione delle condizioni in cui si trova ed in base alle esperienze acquisite, in pratica quando non riceve segnali da uno dei sensi è capace di potenziare gli altri quattro.


Attraverso l'udito coloro che non vedono sono capaci di costruire dentro la loro testa delle immagini piuttosto chiare di quello che hanno intorno: la voce delle persone, ad esempio, è il loro biglietto da visita, ed è importante ascoltarla accuratamente in modo da comprendere ciò che provano e riconoscerle tra tanti, anche il rumore dei passi di una persona può aiutarli ad identificarne la figura. Inutile dire come i rumori esterni, nel traffico, nella città, in casa, sono capaci di aiutare a creare delle rappresentazioni piuttosto fedeli di quello che esiste intorno a loro, rivelando loro dettagli minuziosi sull'ambiente in cui si trovano, come la grandezza di una stanza, la presenza di ostacoli, la direzione del traffico e molto molto altro.


Il tatto poi è fondamentale, le dita sono occhi per coloro che non possono vedere, consentono di orientarsi negli spazi, sentire sotto la pressione dei polpastrelli i diversi materiali che compongono ogni oggetto, rendendo più facile anche svolgere attività che altrimenti sarebbero impossibili come vestirsi o cucinare.
Inoltre con le mani si possono utilizzare ausili come bastoni, che possono essere utilizzati per muoversi con più facilità, grazie all'unione degli altri sensi ed alla memoria.
Il tatto consente inoltre di poter leggere, attraverso le pubblicazioni in braille infatti tutti possono godersi l'esperienza magica di leggere un buon libro, godendosi le emozioni che la lettura è in grado di portare.


L'olfatto è un'altra importante fonte di informazioni, con cui si possono mappare le strade, segnandosi mentalmente l'ubicazione di bar, locali e ristoranti ed inoltre distinguere gli odori, associandoli a persone e luoghi.

Risultati immagini per bird box netflix

E voi, come pensate che sfruttereste gli altri sensi se vi trovaste nei panni di Malorie e doveste indossare una benda sugli occhi per sopravvivere?
Sareste capaci di usare solo il tatto o l'udito o l'olfatto per orientarvi nella vostra casa o nella vostra città?



venerdì 8 febbraio 2019

BLOGTOUR "You" di Caroline Kepnes {MONDADORI}

Buongiorno amici dei libri, buon venerdì!
Oggi, con questa recensione, si conclude il blogtour dedicato a "YOU", romanzo che Mondadori ha ristampato quest'anno in occasione della serie tv prodotta da Netflix e che è possibile trovare nelle librerie con una nuova veste grafica.



TITOLO:You 
AUTORE: Caroline Kepnes
EDITORE:Mondadori
PAGINE:422
GENERE:Thriller psicologico
PREZZO: € 8,99 ebook; € 17,00 cartaceo
Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2019

Basta una mano che chiude con gentilezza la porta della libreria per non farla sbattere, basta la scelta di un libro né troppo sofisticato né troppo sciocco, basta un maglione a V senza reggiseno, ed ecco che la fantasia di Joe si mette in moto. Joe è un libraio dell'East Village, ama il suo lavoro e ha una personalissima idea sui libri che bisognerebbe leggere, e poi ha un certo occhio per i suoi clienti. Non gli può sfuggire la giovane, carina, sessualmente provocante Guinevere Beck, aspirante scrittrice che ha appena varcato la soglia e ora vaga tra gli scaffali rifugiandosi tra la F e la K, lanciando dietro di sé un sorrisetto malizioso. Beck è tutto ciò che Joe ha sempre desiderato: glaciale e al contempo più sexy di qualsiasi fantasia estrema, ha l'aria da dura, e racconta un sacco di bugie che la rendono misteriosa e ancora più affascinante. E poi non la smette di scrivere, scrive di tutto tranne che il proprio romanzo: mail alle amiche, twitter, sms, un mondo intero di informazioni private facilmente accessibili e tutti sembrano essere molto, ma molto interessati a lei. Beck ancora non lo sa, ma lei è perfetta per Joe, è la sua anima gemella. E presto non potrà più resistere a un ragazzo che sembra disposto a tutto per lei. Ma c'è qualcosa che sfugge a entrambi. Qualcosa di Joe che Beck non ha del tutto realizzato. Qualcosa di nascosto dietro la meravigliosa facciata di Beck. E la loro reciproca ossessione potrebbe rivelarsi non così innocua...


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Un giorno, nella libreria di Joe a Manhattan, entra Guinevere Beck, una donna dal fascino smisurato e dalla evidente sensualità che attraverso alcune battute argute attira l'attenzione del libraio, che ne rimane letteralmente folgorato, e quando la donna, dopo aver acquistato i libri che stava cercando, esce dal suo negozio, facendo scattare nell'uomo un insano bisogno di possesso nei suoi confronti.
L'ossessione di Joe per Beck si sviluppa giorno per giorno, e l'uomo inizia ad avere atteggiamenti maniacali nei confronti della ragazza: la segue, la osserva dalle finestre, spulcia nella sua spazzatura, la spia quando è con le sue amiche o quando è nella sua quotidinità, riesce ad inserirsi nella sua sfera "social" entrando nel suo cellulare cercando di carpire ogni sorta di informazione su di lei nel tentativo di conoscerla al fine di poterla conquistare e quando riesce ad avere un nuovo incontro con lei inizia a corteggiarla in maniera attiva.
Joe però non trova la strada spianata poichè Beck attira molti sguardi, uomini e donne la corteggiano, la desiderano, ma nonostante questo Joe sente di poterle dare quello che desidera, di essere il solo a poterla 'ingabbiare' e catturare il suo cuore.
Questa convinzione lo porta ad escogitare ogni mossa in maniera minuziosa e ponderata, e più le persona si avvicinano all'affascinante Beck più i modi di Joe diventano estremi, malati, assurdi e decisamente pericolosi.
Joe sarà capace di irretire l'ammaliante Beck oppure la sua ossessione li divorerà vivi?


In queste ultime serate mi sono goduta la lettura di "You", romanzo uscito per la prima volta in Italia nel 2015 e ristampato ora da Mondadori in occasione dell'uscita della serie targata Netflix, e sono stata molto contenta della mia lettura.
Ho letto il romanzo con vero coinvolgimento trascinata dall'incalzante forza con cui la Kepnes ha condito la storia di Joe e Beck, rendendola inquietante, sconvolgente ed al contempo attraente ed intrigante.
La storia ci viene raccontata direttamente dal punto di vista di Joe e questo è sicuramente uno degli aspetti più agghiaccianti di questo libro, perchè è attraverso la sua voce diretta conosciamo e comprendiamo ciò che gli frulla per la testa, quello che pensa di Beck e di tutti coloro che ruotano nella sua orbita: tutto ciò che passa sotto i suoi occhi ci arriva raccontato con una crudezza ed una freddezza tale da riuscire ad insinuare l'angoscia dentro il lettore in maniera del tutto inconsapevole,  poichè ci viene raccontato tutto come fosse una cosa estremamente normale e quindi non lo costringe a passare ogni istante a guardarsi intorno per assicurarsi di non avere un maniaco fuori dalla finestra o nascosto sotto il tavolo.
La cosa più scioccante è che entrando così in contatto con Joe ed i suoi pensieri il lettore riesce quasi (o totalmente) a capire e comprendere davvero quello che pensa, sviluppando una particolare empatia nei suoi confronti: oggettivamente Joe è un pazzo maniaco, ma osservando la vita attraverso i suoi occhi riusciamo a non vedere il mostro che egli è in realtà, ma al contrario a compatirlo e provare una sorta di pena/tenerezza verso di lui, questo perchè Beck ci arriva in una maniera totalmente distorta a causa dello sguardo su di lei che ci viene concesso dalle parole del libraio stalker.

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Caroline Kepnes ha uno stile davvero particolare e lo sviluppa attraverso una narrazione davvero intrigante che si muove verso di noi fluentemente e fittamente, consentendoci di vivere un'esperienza travolgente e totale nella mente maniacale di Joe, che cerca disperatamente le attenzioni dell'inafferrabile Beck, una pantera cacciatrice pronta a ricavare tutto l'attenzione possibile dalle sue vittime, e ci rende comprensibile i pensieri del nostro protagonista, rendendoli assurdamente normali, nonostante evidentemente questi non lo siano.



La storia e Joe sono tutto fuorché normali, ma sono capaci di trascinare il lettore in una storia davvero eccezionale dal punto di vista stilistico e della narrazione, che esplode nelle sue quattricento pagine e culmina in un finale da cui mi sarei aspettata, però personalmente, qualcosina in più, ma che è comunque capace di soddisfare le aspettative dei suoi lettori, poichè completo, ed al contempo apripista per un seguito, che è stato già sviluppato e pubblicato all'estero, e che spero arriverà prestissimo anche qui, per concederci ancora la possibilità di indossare i panni di Joe, il pazzo maniaco nascosto dentro il bravo ragazzo.