giovedì 21 febbraio 2019

TOP&FLOP! PERSONAGGI, DALLE SEMBIANZE ANIMALESCHE, DISNEY CHE AMO E CHE NON AMO!

Buonasera amici dei libri!
Ben tornati...


Oggi, per augurarvi una serata di relax, io e Cristina de Il mondo di Cry (Passate da lei!!!!!!vi accompagniamo in questa nuova settimana in compagnia di una nuova puntata di 'Top&Flop', con cui ogni mese stiliamo una piccola classifica top e flop su libri, film o serie tv; questa volta i protagonisti sono i personaggi dalle sembianze animalesche della Disney che amiamo e che non amiamo!


PERSONAGGI ANIMALESCHI DELLA DISNEY CHE AMO

Anche in questa situazione mi trovo un po' in crisi perchè di personaggi "animaleschi" che amo della Disney ce ne sono davvero un milione, se non di più... quindi, cominciamo ad elencare i miei preferiti in assoluto!

MUSHU e CRICRI
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Gli adorabili aiutanti di Mulan sono sicuramente tra i miei personaggi preferiti:
ancora oggi, a 27 anni, non posso evitare di ridere delle loro scene, ed adorare il modo in cui si prendono cura della coraggiosa Mulan.


FILOTTETE
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Filottete è il maestro di Hercules ed all'inizio può sembrare non proprio simpatico, ma poi, conoscendolo meglio non si può non adorare il nostro satiro, amante delle ninfe, e pronto a fare qualsiasi cosa per il suo discepolo.


TIMON e PUMBA
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Devo davvero spiegarvi perchè li amo?


DORY
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La nostra super pesciolina blu e gialla è uno dei personaggi più geniali di tutta la storia della Disney: è straordinariamente simpatica, capace di catalizzare l'attenzione del pubblico anche quando non è la diretta interessata, crea momenti divertenti e toccanti allo stesso tempo.
Amo, amo, amo.


STITCH

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Ok, ok... un po' ho barato, insomma, Stitch non è proprio un vero animale, ma dovevo trovare assolutamente un modo per inserirlo in questa mia classifica.
Non potevo assolutamente non inserirlo!
Lo amo!


ED ORA HO UN PROBLEMA VERAMENTE GROSSO...
DOVRO' COSTRINGERE LA DOLCE CRISTINA A FARE UNA SECONDA PARTE SOLO PER ELENCARVI TUTTI GLI ALTRI ANIMALETTI CHE AMO!


PERSONAGGI ANIMALESCHI DELLA DISNEY CHE NON AMO


LE IENE 

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Le tirapiedi di Scar non sono mai state tra le mie figure preferite all'interno de "Il re leone"...
Stupide, bavose e raccapriccianti!


LUCIFERO

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Il nome del gatto delle sorellastre di Cenerentola è sicuramente un indizio del perchè questo gattaccio terribile sia odiato da tutti!


RATIGAN

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"Basil L'Investigatopo" è uno dei miei cartoni della Disney preferiti, ispirato al famosissimo Sherlock Holmes, questo topolino è costretto a scontrarsi contro questo malvagio ratto in smoking.
Bruttino eh?


GATTI SIAMESI

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Ma solo a me i due gatti siamesi de "Lilli e il Vagabondo" mettevano una grande angoscia addosso?


SHERE KHAN 
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Un altro felino tra i miei non preferiti: l'antagonista di Mowgli non l'ho mai potuto sopportare.
Chi, invece, lo apprezzava?


TOCCA A VOI, FATECI SAPERE CHI SONO I VOSTRI PERSONAGGI PREFERITI, E NON, CON SEMBIANZE ANIMALESCHE DISNEY?

martedì 19 febbraio 2019

REVIEW PARTY "Beautiful Boy" di David Sheff {SPERLING&KUPFER}

Ed eccomi di nuovo qui quest'oggi con voi per parlarvi di un romanzo che racconta di quanto l'amore che un genitore provi per un figlio sia infinito, e di quanto questo sia indistruttibile.


Beautiful boy (versione italiana) di [Sheff, David]

Titolo: Beautiful Boy
Autore: David Sheff
Editore: Sperling&Kupfer
Pagine: 303
Prezzo: 17,90€
Data di uscita: 12 Febbraio 2019


Perché il mio meraviglioso ragazzo si è perso? Che cosa è successo alla mia famiglia? Dove ho sbagliato? Sono le laceranti domande che hanno ossessionato David Sheff in ogni istante dello straziante viaggio nella tossicodipendenza del figlio Nic e nel difficile percorso verso la guarigione. Prima dell'incontro con la droga, Nic era il figlio che ogni genitore vorrebbe: cresciuto con amore dal papà giornalista e dalla mamma artista, era un ragazzo allegro e simpatico, studente modello, campione nello sport, adorato dai fratellini. Ma quando raggiunge l'adolescenza, Nic comincia a sperimentare le droghe, cadendo in una devastante discesa agli inferi, fatta di metamfetamina ed eroina. La dipendenza lo rende un relitto tremante «con due buchi neri al posto degli occhi», e inizia a mentire, rubare, scappare di casa. A chiedere aiuto e a precipitare di nuovo nel tunnel. In questo memoir straziante, spietato e sincero, scritto con il cuore e con le lacrime di un padre che ama disperatamente il figlio, David Sheff racconta i primi segnali d'allarme, le bugie, le telefonate alle tre del mattino (sarà Nic? La polizia? L'ospedale?), i tentativi di disintossicazione, le ricadute. Lo stato di continua preoccupazione diventa per lui, a sua volta, una forma di dipendenza; panico, ansia e stress incessanti richiederanno un prezzo altissimo. Eppure non si è mai arreso e ha sondato e percorso ogni strada possibile per salvare suo figlio.



David e Nic sono padre e figlio, e vivono durante tutto l'anno insieme, l'estate invece la passa con la madre: il divorzio ha portato David ad avere diverse conoscenze, ma nonostante le sue attenzioni fossero orientate soprattutto verso suo figlio capisce presto che il ragazzino ha bisogno di stabilità e mette quindi la testa a posto, impegnandosi seriamente solo con Karen, una donna intelligente che diventa una matrigna straordinaria per il bambino. 
Dall'amore con Karen nascono altri due figli, di cui Nic è innamorato e con cui ama passare il suo tempo; anche la scuola va bene, Nic porta a casa bei voti e sia lui sia la sua famiglia sono estremamente fieri per questo. 
La vita sembra essere perfetta per questo ragazzino, fino a quando, un po' per caso, un po' per moda, non incappa nella prima canna, che poi si trasforma in qualcosa di più, fino a scontrarsi con la metanfetamina, che oltre a avvelenarlo, distrugge tutto il suo mondo, fa terra bruciata di tutto quello che lo circonda, arrivando perfino ad intaccare la sua splendida famiglia e la loro armonia.
David non può esimersi dalle sue responsabilità e comincia con suo figlio Nic un percorso volto a salvarlo, ma non sarà così facile, perchè ogni "ultima dose" di Nic lo brucia sempre di più e lo porta sempre più vicino al baratro, e se dovesse cadere, nessuno potrebbe salvarlo.


"Beautiful Boy" è il racconto della vita di David Sheff, l'autore, e di suo figlio Nic, caduto nel tunnel della droga, che lo ha costretto ad una vita di lotte contro se stesso, per anni.
Nic è un tossicodipendente e David, suo padre appunto, cerca di risollevarlo e reinserirlo nella vita normale, aiutandolo nel suo percorso di disintossicazione e di recupero.
David Sheff compara il suo percorso di vita e il suo incontro con la droga avvenuto diversi anni prima con quello di suo figlio, che ha iniziato molto presto a fumare e a drogarsi, aiutato dalla facilità con cui è possibile, al giorno d'oggi, incappare in sostanze illegali e stupefacenti.

Nic ha vissuto diviso tra l'amore dei genitori, e nonostante entrambi lo riempano d'amore il ragazzino a volte sente di vivere momenti di solitudine, nonostante entrambi i suoi genitori cercassero di creare ambienti ideali per lui, circondandolo con l'amore di due nuove famiglie; Nic, nonostante questo, vive la sua infanzia in maniera tutto sommato normale nonostante fosse sballottato da una parte all'altra fino ad inserirsi molto presto in giri per niente belli, nonostante David avesse tentato di tutto pur di farlo vivere serenamente, mandandolo anche in terapia molto presto, per aiutarlo a gestire i suoi sentimenti.
Più il percorso di Nic si fa tortuoso, più David cerca di aiutarlo attraverso ogni sorta di terapia ed aiuto che il suo ceto medio-borghese gli permettono: la partecipazione della famiglia a sessioni di terapia e a riunioni e i ricoveri in cliniche riabilitative sono all'ordine del giorno per la famiglia Sheff, che è costretta a vivere momenti oscuri e di tracollo psicofisico ed economico.
Ogni giorno in cui Nic non migliora, David conosce sempre più il mondo della droga e sperimenta sulla sua pelle l'angoscia, la paura e l'ansia di avere un figlio tossicodipendente, sempre a rischio, sempre sul filo del rasoio, e attraverso il suo racconto queste emozioni arrivano al lettore, grazie alle sue interessanti ed ottime capacità di scrittore, le sue capacità di sviscerare le sue ansie, le sue emozioni ed il suo dolore.

David Sheff ha delle capacità espositive estremamente interessanti, le sue emozioni ci investono e ci trasportano verso la sua vita, fatta di paura e dolore per il figlio Nic, che non riesce a porre rimedio alla sua dipendenza, e ci fa sentire empatici verso di loro, verso la loro lotta ed impotenti nei confronti di Nic e della sua caduta verso l'inferno.
Questo libro autobiografico mi ha molto colpito e nonostante io non abbia nemmeno mai sfiorato il tunnel della droga o della dipendenza mi ha davvero coinvolta, convincendomi sempre di più che la mia scelta sia quella giusta: la droga e la dipendenza che provoca uccide la gente, la porta a vivere una vita senza anima, spinta soltanto verso il tunnel, senza possibilità di ritorno.
Le urla di David, che ci arrivano forti e chiare attraverso le pagine del romanzo, ci ricordano che l'unica cosa che dovrebbe creare dipendenza è la vita, ed è di essa che dobbiamo farci.


BLOGTOUR "Ricorda il tuo nome" di Nicola Valentini {LEONE EDITORE}



Buongiorno amici dei libri, buon martedì!
Oggi qui sul blog vi parlerò del nuovo Thriller, nello specifico dei suoi personaggi, firmato dall'italiano Nicola Valentini e targato Leone Editore, ed uscito il 7 Febbraio!

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Ricorda il tuo nome - Nicola Valentini - copertina

Titolo: Ricorda il tuo nome
Autore: Nicola Valentini
Editore: Leone Editore
Collana: Misteria
Genere: Thriller
Pagine: 331
Prezzo: 13,90€
Data di uscita: 7 Febbraio 2019

Al termine della Seconda guerra mondiale, due ebrei feriti sono ricoverati nella stessa clinica. Uno ha perso la memoria, l'altro l'uso delle gambe. Durante la degenza, tra i due si instaura una profonda complicità e insieme decidono di vendicarsi dei gerarchi nazisti di Buchenwald, in particolar modo dell'ufficiale Eike Aumann. I loro movimenti attirano però le attenzioni del comandante della polizia militare americana Berger e di un altro ebreo deportato, ormai noto come il Cacciatore di nazisti. Il destino dei quattro uomini si compirà al termine delle rispettive ricerche, quando giungeranno nel covo di Aumann.


PERSONAGGI 


Nicola Valentini ha creato per noi un Thriller che trasuda storia e sentimento attraverso, soprattutto i 
suoi personaggi principali, che donano al romanzo carattere e spessore capaci di dare un valore aggiunto al romanzo: tre uomini con esperienze di vita diverse che trovano l'uguaglianza che gli era stata precedentemente negata all'interno dei campi di concentramento.
La sete di vendetta, i ricordi dolorosi, la rabbia li portarono a coadiuvarsi per riuscire a farsi vendetta, cominciando una caccia a tutti i mostri che li segregarono e li costrinsero a vivere come bestie da macello, distruggendo la loro identità e la loro persona.


Saul Ben Younes e Zakhor si conoscono nel Aprile del 1945 nella clinica San Marco a Norimberga, entrambi hanno vissuto l'esperienza della deportazione e della segregazione nei campi di concentramento, ed entrambi ne sono miracolosamente usciti vivi.
Saul, prima della Guerra, faceva il fotografo a Lipsia, e le capacità acquisite facendo questo lavoro gli hanno salvato la pelle nel campo di concentramento di Buchenwald, poichè il comandante del buker, Dieter Raab, decise di sfruttare le sue capacità per creare dei dossier sul campo e sui suoi abitanti, ma non prima di avergli affibiato il temutissimo numero, , il 101476, che lo renderva un semplice animale da macello all'interno del campo, annullando quindi la sua vera identità.
Durante la sua vita nel campo era riuscito, di nascosto, rischiando ogni giorno la sua vita, a creare a sua volta dei dossier contenenti tutte le foto e le informazioni che riusciva a raccimolare dei suoi aguzzini, con la speranza di poter utilizzare queste informazioni una volta fuori, per cercare la sua vendetta.
La clinica lo aveva accolto dopo che, durante lo sgombero del campo, era riuscito a darsi alla fuga, rischiando più volte di morire sotto i colpi tonanti delle SS, e rimanendo, infine, paralizzato e costretto su una sedia a rotelle: vivo, ma bloccato a vita, con la speranza però, di riuscire prima o poi ad attuare i suoi piani di vendetta, maturati a lungo durante la degenza, insieme a Zakhor, a cui decise di affidare i suoi ricordi attraverso i racconti vividi dei suoi momenti di segregazione, e i suoi segreti, mostrando all'amico di sventura, la sua raccolta di informazioni e di fotografie, che gli hanno fatto rischiare moltissimo durante la prigionia.


Zakhor, arrivò alla clinica a Norimberga, il primo di Aprile del 1945, ferito ustionato e sfigurato a causa dell'esplosione di una bomba: la sua pelle era completamente ustionata, ed ogni contatto con l'aria rischiava di portargli infezioni, le sue corde vocali danneggiate a causa delle schegge.
La sua situazione era critica, sotto ogni punto di vista, poichè anche la sua mente è fuori fase a causa del trauma, i suoi ricordi sono fuggiti dalla sua mente, e faticano a riaffiorare, nonostante il costante aiuto di Saul, suo amico, che cercava continuamente di stimolarlo in ogni modo per aiutarlo a ricordare almeno il suo nome: lo shock da granata aveva provocato una perdita di memoria, che si sperava fosse momentanea, come se l'esplosione avesse resettato il suo cervello.
Il nome Zakhor gli venne affibiato da Saul, che lo aveva preso da un termine ebraico che, letteralmente, voleva dire "ricorda", per indicargli come ricordare per persone come loro fosse la cosa migliore, poichè senza memoria siamo tutti alberi senza radici.
L'aiuto di Saul e la comparsa, nella loro vita di Shimon Philipkowski, aiutarono Zakhor a ricordare quali erano le sue radici, e cosa si nascondesse sotto la pelle spessa e martoriata del suo viso.


Ed arriviamo così a Shimon Philipkowski, un uomo che, come Saul, fu costretto a vivere in uno stato di segregazione all'interno di un campo di concentramento, ma che, una volta liberato era stato capace di crearsi una nuova vita, dandosi la spinta grazie alla sete di giustizia che lo aiutò a superare i suoi traumi: l'uomo, infatti, per ritrovare se stesso decise di cominciare una caccia a tutti i responsabili di quello che fu il trattamento che lui, ed altre milioni di persone, ricevettero nel suo campo di concentramento, e questo lo trasformò nel Cacciatore di nazisti.
L'uomo, nato a Saliburgo, in Austria, riuscì a vivere una giovinezza agiata grazie alle ricchezze della sua famiglia, ma sentì che qualcosa stava cambiando quando non potè iscriversi all'università a causa delle leggi raziali che iniziarono a diffonders, e fu costretto quindi, per questo, a spostarsi a Praga per poter continuare gli studi.
Nella città ceca conobbe, quella che sarebbe diventata solo poi, sua moglie, la polacca Agnes, che gli diede due figlie, prima dello scoppio della guerra, che lo portò a rimbalzare in diversi campi di smistamento e di prigionia, dove riuscì a sopravvivere grazie alle capacità che aveva nel curare i denti, che gli valsero un posto in infermieria,  fino a giungere nel più terribile di tutti, Auschwitz, dove lo marchiarono con il tatuaggio numerico che lo classificava come tutti gli altri.
Una volta recuperate la salute e la sua forma fisica riuscì a tornare in Austria e ritrovare le persone che amava, prima di fondare l'organizzazione attraverso la quale si impegnava di consegnare alla giustizia tutti i criminali nazisti che erano riusciti a fuggire dopo la caduta di Hitler e del suo regime nazista.

Tre uomini. Tre vite. Tre storie. 
Un solo obiettivo. La Vendetta.

lunedì 18 febbraio 2019

REVIEW PARTY "Tutta la verità su Ruth Malone" di Emma Flint {PIEMME}

Buongiorno amici dei libri, bentornati, buon inizio settimana!
Questo lunedì torno a parlarvi di "Tutta la verità su Ruth Malone"...



TITOLO: Tutta la verità su Ruth Malone
AUTORE: Emma Flint
EDITORE: Piemme
PAGINE: 333
GENERE: Thriller 
PREZZO: 18,50€
DATA DI PUBBLICAZIONE: 12 Febbraio 2019

New York, una torrida estate del '65. Capelli cotonati rosso fuoco, pantaloni Capri, sigaretta tra le labbra: Ruth Malone, divorziata e giovane madre di due bambini, è la Marilyn del quartiere. Le piace bere, uscire, avere uomini diversi, specie ora che ha dato il benservito al marito Frank, con cui è in guerra per la custodia dei bambini. Cindy e Frank Jr. sono i suoi piccoli tesori, i capelli che pettina ogni mattina e le bocche che sfama ogni giorno, stando attenta che mangino abbastanza verdura. Ma poi, un mattino, Ruth non li trova più nei loro lettini. La polizia arriva e subito qualcosa non quadra: trovano le bottiglie di bourbon vuote, i bigliettini d'amore di troppi uomini in una valigetta sotto il letto, e Ruth troppo truccata, troppo bella. Le vicine scuotono il capo: il Queens intero sembra traboccare di pettegolezzi e mezzi sussurri, "madre distratta", "l'ha fatto apposta". Pian piano Ruth si accorge che la "verità" degli altri - senza prove a suffragarla, solo illazioni - le si sta chiudendo sopra come il coperchio di una bara. Solo Pete Wonicke, giornalista in cerca di storie, cercherà di guardare oltre le apparenze, innamorandosi di questa donna sbagliata, che pagherà la propria imperfezione nel modo più terribile. Ispirato al caso di cronaca nera che sconvolse l'America degli anni '60.


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Nella torrida estate del 1965 nel Queens, un quartiere di New York, Ruth Malone vive un'esistenza normale con i suoi due figli, avuti dal precedente matrimonio con Frankie, con cui si è separata da poco, e lavora come cameriera per vivere una vita dignitosa, mantenendo i suoi vizi: bei vestiti, trucco e parrucco, serate all'insegna di compagnie maschili e di alcol.
Ruth vive una vita non convenzionale per una donna americana dell'epoca e tutti la osservano, la giudicano e la reputano una poco di buono; una mattina al suo risveglio però qualcosa non va, in casa sua non c'è traccia dei suoi figli e nonostante la serratura sia chiusa dall'interno lei è sicura di non aver fatto niente ai suoi figli, che ama più della sua vita.
All'arrivo della polizia però sembra che tutti gli indizi portino dritti verso di lei, e non c'è nessuno disposto a crederle. Sta a lei dimostrare di non essere colpevole della scomparsa dei suoi figli, lottando con i denti e le unghie laccate per mostrare al mondo ciò che veramente si nasconde dietro la sua bellezza prorompente ed i suoi modi da femme fatale.
A seguire le indagini non c'è solo la polizia, ma anche un giovane giornalista, Pete Wonicke, che è alla ricerca della storia del secolo per poter fare il salto di qualità, e più le indagini vanno avanti più il giornalista sviluppa un'ossessione per Ruth ed il suo caso, a cui non è facile porre rimedio.
Ruth sarà davvero la responsabile della scomparsa dei figli oppure qualcosa di più torbido si nasconde dietro di essa?

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"Tutta la verità su Ruth Malone" è un romanzo basato su una storia vera, su cui è stato facile affondare le radici per un interessante romanzo thriller; Emma Flint, la nostra autrice, è stata capace di creare un quadro molto accurato dell'epoca e riesce ad inserire perfettamente Ruth e Pete al suo interno: quando la polizia arriva a casa di Ruth trova diversi indizi che sembrano indicare che ad essersi macchiata del reato sia stata proprio la donna, e nonostante l'angoscia sia palpabile agli occhi del lettore, le emozioni contrastanti trasudanti dalla donna non sono di certo di aiuto per scagionarsi dall'accusa.
Attraverso gli occhi della donna e di Pete viene sviscerata una storia capace di lasciare il segno ed angosciare il lettore, che non capisce se Ruth e Pete siano o meno due narratori affidabili, se di loro ci si possa fidare oppure sia meglio discostarsi dai loro pensieri per seguire una logica e un'indagine personale.
Ruth è una donna interessante ed intelligente, capace di affascinare gli uomini che si lasciano trascinare nella sua rete di femme fatale alla ricerca di attenzioni e nuove emozione sempre più cariche. Il suo carisma la precede e al contempo la condanna ad essere sempre sotto il mirino della gente, pronta a giudicarla e sezionarla come se fosse una cavia da laboratorio; le sue relazioni la classificano come una poco di buono e l'etichetta le rimane addosso come un marchio fatto con il fuoco.
Pete è un giovane giornalista che rimane ossessionato dalla storia di Ruth, ammaliato dalla sua presenza, ma confuso sulla sua innocenza.


Questa doppia narrazione è stato un modo estremamente interessante ed intelligente di raccontare questa storia, poichè possiamo osservarla tramite due punti di vista ben distinti, quello di una madre distrutta dal dolore e quello di un giornalista che analizza in maniera più analitica la situazione.
Trovo davvero interessante gli approfondimenti dell'autrice per quanto riguarda la New York degli anni Sessanta che ci viene rappresentata in maniera magistrale e ci fa sentire perfettamente inseriti nel contesto e nella narrazione. Ho trovato lo stile ben congegnato per rivedere e rianalizzare una storia dalle tinte noir davvero accaduta, capace di insinuarsi sotto la pelle del lettore e sconvolgerlo, fino ad ossessionarlo dal mistero della scomparsa dei piccoli.
La costruzione e la scrittura di Emma Flint sono volte a far trasudare la disperata ricerca della verità, scatenando in noi lettori frustrazione dovuta all'incapacità di aiutare Ruth, colpevole di non essere capace di aiutare se stessa.
Ho trovato il romanzo davvero coinvolgente, a tratti crudo ed incalzante, alcune rivelazioni ci piombano addosso totalmente inaspettatamente, e ci frastornano il tanto che basta per confonderci e scombussolarci.



giovedì 14 febbraio 2019

BLOGTOUR "Tutta la verità su Ruth Malone" di Emma Flint {PIEMME}

Buongiorno amici dei libri, bentornati!
Questo giovedì per voi c'è la mia tappa del blogtour dedicato a...




TITOLO: Tutta la verità su Ruth Malone
AUTORE: Emma Flint
EDITORE: Piemme
PAGINE: 333
GENERE: Thriller 
PREZZO: 18,50€
DATA DI PUBBLICAZIONE: 12 Febbraio 2019


New York, una torrida estate del '65. Capelli cotonati rosso fuoco, pantaloni Capri, sigaretta tra le labbra: Ruth Malone, divorziata e giovane madre di due bambini, è la Marilyn del quartiere. Le piace bere, uscire, avere uomini diversi, specie ora che ha dato il benservito al marito Frank, con cui è in guerra per la custodia dei bambini. Cindy e Frank Jr. sono i suoi piccoli tesori, i capelli che pettina ogni mattina e le bocche che sfama ogni giorno, stando attenta che mangino abbastanza verdura. Ma poi, un mattino, Ruth non li trova più nei loro lettini. La polizia arriva e subito qualcosa non quadra: trovano le bottiglie di bourbon vuote, i bigliettini d'amore di troppi uomini in una valigetta sotto il letto, e Ruth troppo truccata, troppo bella. Le vicine scuotono il capo: il Queens intero sembra traboccare di pettegolezzi e mezzi sussurri, "madre distratta", "l'ha fatto apposta". Pian piano Ruth si accorge che la "verità" degli altri - senza prove a suffragarla, solo illazioni - le si sta chiudendo sopra come il coperchio di una bara. Solo Pete Wonicke, giornalista in cerca di storie, cercherà di guardare oltre le apparenze, innamorandosi di questa donna sbagliata, che pagherà la propria imperfezione nel modo più terribile. Ispirato al caso di cronaca nera che sconvolse l'America degli anni '60.


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New York è sempre stata la punta di diamante americana, com le sue luci sfavillanti, i palazzi mi che toccano il cielo,con le sue milioni di contaminazioni etniche, le Siena braccia aperte verso il mondo è, come nel resto della nazione gli anni Sessanta, anche nella Grande Mela, hanno avuto un’importanza significativa.
Gli anni Sessanta segnarono, sotto tutte le angolazioni, una svolta per l'America che si apprestava ad accedere ad un decennio folgorante, dopo gli anni della guerra che avevano temprato tutto il mondo.
Il potere politico venne detenuto tra le mani di uno dei Presidenti più amanti e più iconici di tutti i tempi, il democratico e cattolico John Kennedy, che teneva le redini della massima potenza economica di tutto il mondo, ma le ambizioni della nazione erano diverse, e si concentravano sulla supremazia anche in campo politico e militare.

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La presenza di Kennedy permise di spingersi verso nuovi orizzonti anche culturali e scientifici, ma non solo, infatti anche i programmi di assistenza sociale vennero incrementati, ed anche lo sviluppo della ricerca aero-spaziale.
Un elemento significamente negativo della politica dell'epoca fu la presenza di regole applicate per la segregazione razziale, soprattutto negli spazi pubblici, che portarono ad una significativa distinzione tra razze, e questo portò a manifestazioni di migliaia di persone che disapprovavano la discriminazione, che nel tempo si fece anche violenta e piuttosto serrata.
In seguito alla guerra del Vietnam nacquero dei movimenti pacifisci che lottavano per i diritti civili: il 1964 da i natali ad una generazione che si battè in difesa delle minoranze e contro la segregazione: gli hippie sognavano un mondo senza guerra dove le persone avevano la possibilità di essere libere, di non avere restrizioni, di sciogliere le catene, di poter utilizzare sostanza di ogni sorta per cercare del benessere.
Anche New York a partire dagli anni '60 cominciò a vivere come tutte le città americane, colpite nel profondo da rivolte a sfondo razziale, dove gli uomini neri e bianchi non potevano condividere nulla: niente ristoranti, bagni pubblici, mezzi di trasporto...
Ormai alla fine del decennio scoppiarono nel Greenwich Village, degli scontri che vedevano come protagonisti degli omosessuali, molti dei quali travestiti, che cercavano di affermare semplicemente i loro diritti in quanto esseri umani.

Il boom economico, inoltre, permetteva di vivere sulla cresta dell'onda instaurando un circolo di consumi enorme: nelle case iniziano ad entrare gli elettrodomestici più avanzati, e le vite delle persone cambiano da queste agevolazioni, che consentono alle persone di fare una vita più tranquilla e dignitosa.
Culturalmente parlando, invece, ci troviamo in un perioso storico caratterizzato da uno sviluppo trasgressivo, e decisamente anticonsumista dovuto alla presenza di una generazione che voleva ribellarsi alla "società del benessere".
Ci fu un esponenziale sviluppo del mondo dello spettacolo, che si mosse in tutto il decennio creando icone del cinema, della letteratura e della musica che ancora oggi non possiamo dimenticare.

martedì 12 febbraio 2019

REVIEW PARTY "Alita - Angelo della Battaglia" di Pat Cadigan {SPERLING&KUPFER}

Buongiorno amici dei libri, bentornati in questo martedì sul blog!
In questi giorni vi siete fatti un giro al cinema? Perchè Alita è lì che vi aspetta...ed è proprio di lei di cui vi parlo oggi!

L'immagine può contenere: una o più persone, primo piano e testo


TITOLO: Alita - Angelo della battaglia
AUTORE: Pat Cadigan
EDITORE: Sperling & Kupfer
PAGINE: 360
GENERE: Fantascienza 
PREZZO: 17,90€
DATA DI PUBBLICAZIONE: 12 Febbraio 2019

26° secolo. La Città di Ferro è un luogo senza speranza. Nella discarica di rottami, una giornata sta per terminare come tutte le altre quando il dottor Ido trova il corpo semidistrutto e apparentemente senza vita di una ragazza cyborg, costruito con una tecnologia sofisticatissima ormai perduta nella notte dei tempi. La convinzione che in lei risiedano l'anima e il cuore di una combattente dal passato straordinario spingono il dottore a cercare di riportarla in vita donandole un nuovo corpo e un nome: Alita. Al risveglio, la ragazza non ha alcuna memoria del suo passato e non conosce nulla del suo presente, anche se sente dentro di sé una forza immensa che preme per esplodere. Il dottor Ido lo sa e, proprio come un padre, cerca di proteggere Alita non solo dalla violenza, dall'ingiustizia e dalla corruzione che imperversano nella Città di Ferro, ma anche dalla stessa potenza distruttrice che la ragazza nasconde in sé. Ma il passato non si può dimenticare e, grazie all'amore per il ribelle Hugo, Alita ritrova la sua vera identità e decide di impiegare tutta la sua potenza per combattere il male. Come un Angelo della Battaglia, pronto a vegliare sui giusti e a lottare al fianco dei più deboli per un mondo migliore.


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Un giorno come gli altri il dottor Ido nella discarica di rottami, dove abitualmente si reca per recuperare pezzi, trova i resti di un corpo di un cyborg: mezzo robot e mezza ragazza, creata in un passato e con delle tecnologie dimenticate ormai da tempo.
La tentazione per il dottore è troppa, decide quindi di portare a casa con se il corpo esanime del cyborg per poterci lavorare, poichè in lui risiede l'idea che tra le fibre dell'essere esistano ancora un'anima ed un cuore; lavorare al cyborg galvanizza il dottor Ido che si impegna ardentemente per regalare una nuova vita alla massa di ferraglia, fino a quando, finalmente, finisce il lavoro e quello che ne esce è strabiliante.



Alita, il nuovo nome del cyborg, non ricorda niente del suo passato ed è spaesata nel suo presente, ma dentro di lei arde qualcosa di ingestibile: una forza che la spinge sempre di più a toccare il limite.
Alita, nonostante la sua forza e le sue capacità è come una rosa da proteggere dalle intemperie: la malvagità del mondo rischia di inglobarla, la cattiveria potrebbe spezzarla e qualcuno potrebbe voler usare la sua forza contro non solo se stessa ma anche contro tutto il mondo.
Qualcosa accende la miccia di Alita, dei sentimenti la sconquassano e i "brividi" che l'amore che Hugo fa nascere dentro di lei provocano la spinta per la cyborg per ritrovare la sua natura originaria, e di sviluppare ciò che è e ciò che ha per migliorare il mondo in cui vive, combattendo quel male e quella cattiveria che minacciano di schiacciare l'intero mondo in cui lei, il dottor Ido e Hugo vivono.
Alita indossa quindi l'armatura e si veste da Angelo della Battaglia, per abbattere l'oscurità che le regna attorno e respirare una nuova aria, meno pesante e meno pericolosa.



E' la prima volta che mi butto nel mondo dei cyborg, non mi ero mai avvicinata a questo tipo di fantascienza, e devo dire che a me, onestamente, è piaciuto questo universo.
Non avrei mai pensato, infatti, che la fusione del mondo umano con quello delle macchine sarebbe potuto essere così interessante: più la tecnologia avanza più il nostro mondo si modifica, si evolve e con esso anche noi.
Alita è il prodotto di questa fusione, il suo corpo è il risultato di anni ed anni di sviluppo tecnologico, la perfetta unione di questi due universi diversi che trovano la loro massima congiunzione in un essere perfetto, pensante e capace di emozionarsi come un umano e con la forza sovraumana e futuristica delle macchine.
E' un personaggio davvero particolare, non ricorda nulla del suo passato, è spaesata, non riesce, inizialmente a rendersi conto di quello che sta vivendo, fino al momento in cui, comprese le sue possibilità decide di sfruttarle a suo vantaggio ed è proprio grazie alla consapevolezza che acquisisce grazie a questa decisione che la nostra protagonista acquisisce uno spessore interessante, che la rende un personaggio intrigante e davvero interessante da esplorare e sondare. Mi è piaciuto davvero tanto potermi rapportare con lei, e sono sicura che mi piacerà moltissimo anche vedere il film, e leggerne anche sul manga, per confrontare se le caratterizzazioni date al personaggio nelle sue varie versioni collimano, e quale eventualmente aderisce meglio alla mia persona.

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La storia è davvero particolare ed è stata capace di trascinarmi in un battito di ciglia in un futuro straordinariamente caotico, in cui mi sono sentita spaesata, proprio come Alita, ed in cui, mi sono ambientata poco a poco, fino a percepire e a sentire dentro di me tutta la potenza della cyborg.
Sono rimasta estremamente soddisfatta dalla mia lettura, mi ha permesso di avvicinarmi ad un genere letterario, quello fantascientifico legato a doppio filo con quello del "cyber-punk", in cui mi sono cimentata pochissime volte e in cui mi sono sentita risucchiata inaspettatamente.
Sono piuttosto sicura che sentiremo ancora parlare di Alita, ed io sarò in prima fila per leggerne e parlarne ancora con voi.