Visualizzazione post con etichetta Corbaccio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Corbaccio. Mostra tutti i post

venerdì 23 agosto 2019

REVIEW PARTY "L'ombra" di Melanie Raabe {CORBACCIO}

Buongiorno amici dei libri, ben tornati!
Come vi avevo promesso nell'ultimo post oggi, 23 agosto, torno operativa e lo faccio con la recensione di uno psicothriller con i fiocchi...

L'immagine può contenere: testo


Titolo: L’ombra
Autore: Melanie Raabe
Genere: Thriller
Casa Editrice: Corbaccio
Pagine: 420 
Prezzo: Ebook €9,99 – Cartaceo €18,60
Data di pubblicazione: 22 Agosto 2019


L’avrebbe fatto. Avrebbe ucciso tutti. Ma soprattutto lei. Norah.
«L’11 febbraio ucciderai al Prater un uomo di nome Arthur Grimm. Di tua spontanea volontà. E con ottime ragioni.» Con questo oscuro messaggio sibilato in una strada di Vienna da una vecchia mendicante, la giovane giornalista Norah si ritrova catapultata indietro nel tempo. Perché proprio un 11 febbraio di tanti anni prima, quando ancora viveva a Berlino, era successa una cosa orribile che aveva segnato per sempre la sua vita e che l’aveva spinta a cambiare città. Detto questo, le parole della mendicante sono solo un macabro scherzo che non ha a che fare con lei, visto che fra l’altro non conosce nessun Arthur Grimm.
Ma improvvisamente a Nora sorge un sospetto atroce: davvero non conosce nessun Grimm? Cosa è successo veramente nella notte peggiore di tutta la sua vita? E perché, adesso, Norah arriva perfino a temere per la sua incolumità?
L’ombra è il terzo psicothriller di un’autrice in costante ascesa, da mesi in classifica in Germania e venduto in tutto il mondo. Melanie Raabe costruisce con eccezionale maestria una trappola mortale che pagina dopo pagina imprigiona la protagonista e inchioda il lettore al libro fino alla fine.
Dopo aver chiuso un capitolo della sua vita a Berlino, la giornalista Norah, prende coraggio e fa le valigie e partire alla volta di Vienna, con la speranza di ritrovare un po' della serenità persa.
Durante uno dei suoi primi giorni a Vienna la giovane viene a contatto, in maniera casuale, con una mendicante che le rivela un'inquietante profezia: Norah, l'undici febbraio, ucciderà un uomo di nome Arthur Grimm.
Norah resta interdetta, soprattutto perchè la data profetizzata è collegata ad un evento traumatico del suo passato e questo la inquita non poco, ed inoltre la giornalista è confusa anche, e soprattutto, perchè non conosce nessuno che si chiami Arthur Grimm.
Più ci pensa e più iniziano ad accadere delle cose strane nella sua quotidianità che la spingono ad iniziare a ricercare quest'uomo e comprendere cosa si nasconda dietro l'assurda profezia della mendicante.
Le cose si complicano sempre di più, e Norah, nonostante sia assolutamente convinta di non rischiare di cadere in un giochetto così assurdo, è sempre più sull'orlo di una crisi, che potrebbe spingerla a mettere in discussione tutta se stessa e la sua moralità, oltre che costare la vita a questo misterioso Arthur Grimm.
Sarà capace Norah di resistere agli impulsi che si sono innestati in lei grazie ai giochetti subdoli che qualcuno le ha rivolto?
Gli amanti del thriller conosceranno già piuttosto bene Melanie Raabe, già autrice di altri due psicothriller che hanno conquistato il mondo e che questa volta ci pone davanti ad un dilemma, che sfocia a sua volta in una scelta: possono una serie di condizionamenti lavorare sulla nostra mente così tanto da farci arrivare a commettere un tremendo omicidio?
Norah, la nostra giornalista protagonista, è sicuramente uno dei punti di forza del romanzo poichè è un personaggio dotato di un suo vero e proprio spessore donatole, anche, dal passato che le è stato costruito attorno, che ci aiutano in una comprensione più completa del personaggio, che è stato costruito anche per fare da portabandiera alla diversità e al femminismo.
La giornalista è tosta, a volte estenuante e difficile da comprendere, talvolta bizzarra ed insolita ma che è capace di trascinarci con lei in profondità, tra le menzogne e la verità.
Non è solo Norah a rendere il romanzo unico, anche il resto del "cast", che sono creati tutti con l'apposito compito di rappresentare le mille sfaccettature della gente, passando anche per dei clichè, che vengono intrecciate impeccabilmente creando una naturale e variopinta fauna "da parati" che innalza il livello del romanzo notevolmente.
Un aspetto molto intrigante del romanzo è che, a volte, ci viene proposto un punto di vista alternativo a quello di Norah, ed è la voce di un uomo che ci raggiunge forte e chiaro, ma che non rivela la sua vera identità fino alla conclusione della storia e che trova la sua esatta collocazione all'interno della narrazione.
Il romanzo è uno psicothriller con i fiocchi, poichè c'è qualcuno che si nasconde nell'ombra e che tira le fila, cercando di scombussolare in tutti i modi la psiche di Norah, minandole ogni sicurezza, giocando "al gatto e al topo" senza mai palesarsi, stuzzicandola nei modi più disparati, nel tentativo di plagiarla e usarla come una bambolina nelle sue mani, alimentando la sua paranoia e portandola all'esasperazione.
La storia mantiene per tutto il tempo una certa ed interessante coerenza puntellata di giochi psicologici e terrificanti con un finale soddisfacente in cui tutti i singoli elementi riescono a combinarsi alla perfezione, incastrandosi e donandoci un quadro generale complesso e geniale, e nonostante la soluzione, se si fa attenzione a tutto, potrebbe essere intuibile ciò non toglie nulla alla godibilità della storia e del suo finale.
Promosso a pieni voti!

giovedì 30 maggio 2019

REVIEW PARTY "L'ospite misteriosa" di Jessica Vallance {CORBACCIO}

Buongiorno amici dei libri, buon giovedì!
Quest'oggi, per Corbaccio, esce un thriller psicologico intrigante e che vi terrà tutti col fiato sospeso per comprendere chi, tra Charlotte e Rebecca, abbia più segreti da tenere ben nascosti, mentre sono al capezzale di Luke...
Di cosa sto parlando?!
Ve lo spiego subito!

L'immagine può contenere: il seguente testo "Review Party Bookspedia L'universo dei libri JESSICA VALLANCE Chiara in Bookland L'OSPITE MI.S ISTERIOSA A spasso coi libri Sognando tra le righe"

L'ospite misteriosa

Titolo: L'ospite misteriosa
Titolo originale: Trust her
Autore: Jessica Vallance
Editore: Corbaccio
Collana: Top Thriller
Genere: Thriller psicologico
Pagine: 380
Prezzo: 18,90€
Data di uscita: 30 Maggio 2019

Charlotte è una ragazza dedita agli altri. Non può fare a meno di dedicarsi al suo prossimo. Così, quando uno notte incappa letteralmente in un giovane uomo steso a terra, in coma, è naturale per lei prestargli subito soccorso. Così come è naturale sentirsi subito a suo agio nella famiglia di lui, che la accoglie con affetto e riconoscenza. I genitori, in particolare, perché invece la sorella Rebecca appare molto diffidente. Non solo non apprezza Charlotte, è che proprio non si fida di lei. E Charlotte, da parte sua, più conosce Rebecca più sospetta che abbia qualcosa da nascondere. E poiché Charlotte si è messa in testa di proteggere questa famiglia e anche se stessa, deve capire qual è il segreto di Rebecca...



Una sera, dopo aver passato la serata in un locale, Charlotte, mentre cammina per le vie della città, trova il corpo di un giovane, ridotto in fin di vita e privo di coscienza.
La donna, abituata a darsi agli altri in ogni modo, chiama subito i soccorsi, e con loro, poi, accompagna l'uomo in ospedale; all'arrivo dei familiari di Luke, questo è il nome dell'uomo, Charlotte si presenta come la sua fidanzata, e con loro inizia a passare del tempo al capezzale del ragazzo.
Charlotte trova nei genitori di Luke due persone ammirevoli e a cui si lega sin dall'inizio, riscontrando nelle due persone figure genitoriali che avrebbe sempre voluto avere e comprende che hanno bisogno di lei; Rebecca, la sorella di Luke, al contrario dai suoi genitori, non riesce a fidarsi della nuova "fidanzata" di suo fratello e sin dall'inizio manifesta antipatia nei suoi confroni, sentimento ampliamente ricambiato anche da Charlotte, che crede che la "cognata" nasconda molto più di quanto si potrebbe mai pensare.
Charlotte decide quindi di mettersi a stanare tutti i segreti di Rebecca, nel tentativo disperato di nascondere più in profondità le sue stesse bugie e proteggere se stessa.
Riuscirà Charlotte a far emergere i segreti di Rebecca o sarà quest'ultima a far capitolare per prima la sua antagonista?


"L'ospite misteriosa" è il primo romanzo, quello d'esordio, dell'autrice, ed io credo che, considerando ciò, questa abbia svolto un ottimo lavoro!
Ci troviamo di fronte un intrigante thriller psicologico che ha come protagoniste principali,  e contemporaneamente come narratrici totalmente inaffidabili, due donne che si guardano con sospetto dalla prima all'ultima pagina, poichè entrambe hanno molti segreti da tenere ben nascosti, e dai caratteri complessi.
Charlotte è un personaggio estremamente interessante, complesso e completo: la donna inizialmente mostra ai lettori le sue qualità migliori, la conosciamo infatti come una donna generosa, altruista e gentile, ma più la narrazione prosegue, più scopriamo lati di lei incredibilmente oscuri ed a tratti inquietanti, che ci mostrano quanto sia ossessionata dai rapporti sociali che riesce ad instaurare, che la rendono una narratrice inaffidabile, di cui è quasi impossibile fidarsi.


Dall'altra parte del ring troviamo Rebecca, la sorella di Luke, che evidentemente nasconde qualcosa sotto la sua, apparentemente, poco sviluppata personalità, e nutre dei profondi sospetti nei confronti della buona fede di Charlotte e sulla sua sincerità, è la seconda voce narrante, che ha voce a capitoli alternati, e si mostra, come la prima, una narratrice non del tutto sincera, e a cui è difficile affidarsi senza avere dei dubbi sulla sua correttezza.
Le loro due voci ci portano in una trama ricca di colpi di scena che si intersecano in maniera interessante insieme, fino a produrre un romanzo capace di tenere gli occhi del lettore ben saldi sulle sue pagine, incapace di comprendere chi, tra le due voci narranti, sia la più pericolosa, quella da cui davvero diffidare.


Ho trovato davvero stimolante il modo in cui entrambe le donne analizzano l'altra, e le "indagini" che portano entrambe a comprendere sempre più dell'avversaria: io stessa ho indagato al meglio per comprendere chi fosse la vera vittima della storia, sempre che una vittima esista veramente...
Mi è anche piaciuto lo stile del'autrice, che ho trovato, tutto sommato, fluido e scorrevole, ed ho apprezzato in particolar modo, il modo in cui è stata capace di tingere di oscurità entrambe le donne, ponendole sullo stesso piano e scombussolando così la visione d'insieme del lettore e lasciandolo costantemente sul filo del rasoio.
Tirando le somme, il thriller psicologico che ci viene donato è ricco di colpi di scena perpetrati da due narratrici inaffidabili che giocano e girano le loro carte come meglio credono, lasciando interdetto il lettore, che è stimolato, fino alla fine a seguire con attenzione ogni minimo dettaglio per poter comprendere chi, tra le due, è la vera cattiva della storia, affasciando così coloro che vengono risucchiati dalla storia.


giovedì 30 agosto 2018

REVIEW PARTY "La prigioniera" di Debra Jo Immergut {CORBACCIO}

Buon giovedì amici dei libri, ben tornati sul blog!
Oggi, per voi, la recensione di una nuova uscita targata Corbaccio, in uscita oggi...




Titolo: La prigioniera
Titolo originale: The captives
Autore: Debra Jo Immergut 
Editore: Corbaccio
Genere: Thriller
Pagine: 300
Prezzo: 17,90€
Data di uscita: 30 Agosto 2018

Due voci, un uomo e una donna, si alternano nel raccontare la loro storia. La storia che li ha portati dove sono adesso: in carcere. Frank come psicologo. Miranda come detenuta. Si erano già conosciuti ai tempi del liceo, quando Frank si era infatuato di questa ragazza, schiva e misteriosa e che neanche si era accorta di lui. Non è inconsueto incontrare casualmente una persona che ci ha fatto perdere la testa tanti anni prima. Di solito la vecchia passione si ridimensiona, più raramente si riaccende. Qui però la situazione è fortemente anomala. Il luogo, la prigione, è claustrofobico, la realtà che si vive è rarefatta e distorta. La relazione tra Frank e Miranda non può essere normale, eppure non è affatto chiaro chi dei due dipenda dall'altro, chi sia libero e chi non lo sia. E il passato, che si disvela a poco a poco coinvolgendo non solo i due protagonisti ma, per cerchi concentrici, le famiglie, i genitori e tutte (e persone che fanno parte della loro vita, è un concatenarsi di eventi che ineluttabilmente li portano proprio dove sono adesso. Con un carico di emozioni, di frustrazioni, di passioni che non si sa che strada prenderanno: verso la salvezza? 0 verso la distruzione?


 
Frank Lundquist è uno psicologo presso una struttura correttiva per donne; essere un terapeuta per donne criminali non era nei suoi piani, ma purtroppo, la chiusura del suo studio di successo di Manhattan, lo ha portato a scostarsi dal cammino che aveva precedentemente intrapreso.
Il suo ufficio nei sotterranei della prigione è solo l'emblema dell'assurda piega che sta prendendo la sua vita: un matrimonio fallito alle spalle ed un fratello minore con problemi di droga lo stanno trascinando sempre più a fondo.
Un giorno come tanti però qualcosa cambia quando Miranda Greene entra nel suo ufficio e Frank si sente come trascinato in un passato lontano: la donna, infatti, frequentava lo stesso liceo di Frank, e l'uomo, allora ragazzo, aveva una grandissima cotta per lei.
E come avrebbe potuto scampare ad una cotta per una ragazza come lei? Bellissima, popolare, irraggiungibile e con un padre importante. Non c'era niente di sbagliato in lei.
E quindi, ora, cosa è cambiato? Cosa ha portato la bella Miranda dietro le sbarre, con una condanna pendente di moltissimi anni?
Oltre alle mille domande su Miranda, Frank deve confrontarsi anche con l'etica e la moralità: è eticamente obbligato a riconoscere immediatamente la loro precedente "relazione" e riassegnare quindi il caso di Miranda ad un altro terapeuta, ma nonostante questi obblighi, l'uomo decide di tacere. 
Che male può fare il loro passato comune se Miranda non ricorda nemmeno chi sia Frank?
Come può una donna come Miranda, che aveva il mondo ai suoi piedi, stare in carcere insieme a decide di donne che, al contrario suo, avevano già il destino segnato?


Le premesse di questo romanzo, per quanto mi riguarda, erano davvero promettenti e devo dire che sono rimasta estremamente soddisfatta della mia lettura.
Miranda è una prigioniera del carcere, e Frank è il terapeuta designato per occuparsi del suo caso: la morale però vorrebbe che l'uomo passasse il caso ad un altro operatore, in quanto lui, la donna, la conobbe ai tempi della scuola. Miranda però non sembra ricordarsi di lui, e Frank, decide di tacere incuriosito dalla donna, e dalle circostanze che possono aver portato una ragazza bella e popolare come lei in un postaccio come quello.
E' la curiosità, unita all'interesse che un tempo il giovane Frank provava nei confronti di Miranda, ad avere la meglio, ed è così che inizia il viaggio tra i segreti celati sotto una tuta da carcerata e dietro una scrivania nei sotterranei della prigione.

I capitoli si alternano tra il punto di vista di Frank, raccontato in prima persona, e quello di Miranda, narrato invece in terza persona; inizialmente, questa differenza tendeva a distrarmi e, talvolta, ad infastidirmi, però più mi inoltravo nei meandri della storia più comprendevo ed apprezzavo questa differenza sostanziale ed evidente: l'autrice cerca di tenere a distanza, il più possibile, Miranda, in modo da oscurare al meglio le motivazioni che l'hanno spinta fino ad ora, tenendoci sul filo del rasoio, giocando con la nostra curiosità, creando una bolla sempre più grande, fino a quando, l'autrice stessa, non ritiene che sia il momento di farla esplodere, riversandoci addosso tutte le verità celate e tanto agognate.

Nell'altro 'angolo' troviamo Frank, che vive e ci racconta in prima persona tutto quello che accade nel suo angusto ufficio, in presenza della ragazza che è stata la sua ossessione per tutti gli anni del liceo. E' importante sottolineare il fatto che Frank, a suo tempo, provò una viscerale ossessione nei confronti della ragazza perfetta della scuola, poichè più ci addentriamo nei capitoli narrati dal suo punto di vista, più ci rendiamo conto che quest'ossessione è sempre rimasta, in tutti questi anni, ben radicata dentro di lui, e più passa del tempo con lei, più queste emozioni emergono, lasciando poco spazio per tutto il resto. La mente di Frank è totalmente in balia di queste sensazioni, come se tutto attorno all'uomo esistesse solo buio, e l'unica luce a rischiarare il suo cammino fosse Miranda.
La sua disperazione, il suo dolore affiorano capitolo per capitolo, diventando tangibili e colpendo in pieno il lettore; lo stesso tipo di legame si instaura con Miranda, straziata dalla disperazione e dalla mancanza di speranza che l'affliggono come una piaga che non le da tregua.
Entrambi sono ossessionati e schiavi del loro passato, dai rimorsi per aver preso strade sbagliate e dai rimpianti per non aver compiuto scelte migliori, dal desiderio ardente di poter cancellare gli sbagli e ricalibrare le loro esistenze su frequenze migliori.


L'autrice tende ad osservare, e a farci osservare, come esistano modi e livelli diversi attraverso i quali le persone operano, lavorano e si esaminano alla ricerca di stabilità, del raggiungimento degli obiettivi di vita prefissati, e persino dell'amore, della libertà e di un riesame, impossibile da ottenere.

Lo stile dell'autrice è coinvolgente, descrittivo e ricco di dettagli autentici, ben bilanciati e con descrizioni potenti ed evocative; le emozioni capaci di scaturire dalla penna dell'autrice scorrono attraverso le pagine ed arrivano fino a noi, facendoci percepire la tensione straziante, la claustrofobia provocata dalle pareti carcerarie che ci schiacchiano come schiacciano Miranda, come fossimo, come lei, costretti dentro quattro mura impenetrabili di cemento armato divorati dal nostro passato, perchè si sa, le prigioni possono essere anche mentali, e rivelarsi ancora più distruttive di quelle formate da muri e sbarre.

Io penso che il romanzo d'esordio di questa autrice sia un'opera ben riuscita, ben studiata e ricca, scritta in maniera intelligente, degna di essere letta ed apprezzata a pieno da tutti gli amanti dei thriller psicologici, attirati dalla mente umana e dalle sue mille sfaccettature.
Anche se ormai penso si sia capito, a me il romanzo è piaciuto, e molto!
Lo consiglio? Si, soprattutto a coloro che sono affascinati dalla psiche e da tutto quello che pò nascondere, da tutti i meccanismi che in essa scattano e ci fanno essere 'esseri umani'.


COSA PENSATE DI QUESTO ROMANZO?
VI SENTITE CURIOSI COME FRANK NEI CONFRONTI DI MIRANDA?

NON DIMENTICATEVI DI ANDARE A LEGGERE I PENSIERI DELLE MIE COLLEGHE BLOGGER A PROPOSITO DI QUESTO THRILLER!


sabato 26 maggio 2018

REVIEW TOUR "Replica di un omicidio" di Christi Daugherty {CORBACCIO}

Buon Sabato amici dei libri, benvenuti in questa nuova recensione!
Quella di oggi è la mia recensione, in occasione del Review Tour, di un thriller strepitoso, targato Corbaccio e della mia amata Christi Daugherty...


Titolo: Replica di un omicidio
Titolo originale: The Echo Killing
Autore: Christie Daugherty 
Casa Editrice: Corbaccio
Genere: Thriller
Pagine: 480
Prezzo: 19,90€
Data di uscita: 24 maggio 2018

Harper McClain ha dodici anni quando, rientrata da scuola, scopre il corpo di sua madre riverso sul pavimento della cucina, nudo e accoltellato a morte. L’omicida non è mai stato scoperto. Harper, ormai adulta, è diventata il miglior cronista di nera della città di Savannah, in Georgia; Smith, il poliziotto che aveva seguito le indagini, l’ha presa sotto la sua ala protettrice ed è una specie di mentore per Harper che, però, ha anche sviluppato una pericolosa attrazione per Luke Walker, un investigatore che lavora sotto copertura. Quando Marie Whitney, impiegata al college locale, viene trovata morta in casa sua, Harper è la prima giornalista ad arrivare sulla scena del delitto; Harper ha un terribile déjà-vu: Marie è stata accoltellata e giace nuda sul pavimento. Non è una coincidenza: è la replica dell’omicidio di sua madre. Harper è convinta che se troverà l’assassino di Mary avrà trovato anche quello di sua madre. Nessuno crede alla sua teoria, il suo capo e la polizia sono certi che si tratti di una coincidenza, ma niente e nessuno riusciranno a distogliere Harper da un’indagine che è diventatala sua ragione di vita. Anche se non sa a che prezzo riuscirà infine a scoprire la verità.



Harper McClain ha ventisette anni, è una giornalista che si occupa di cronaca nera a Savannah, in Georgia. 
La sua vita è stata segnata quando, a dodici anni, rientrando a casa da scuola, trova il cadavere di sua madre nudo e accoltellato, le indagini non porteranno risultati e il caso rimarrà sospeso; il rapporto con suo padre è totalmente compromesso, e lei vive un'infanzia travagliata, fin quando non viene presa sotto le ali protettive di un poliziotto, lo stesso che ha indagato sulla morte di sua madre, indicandole la strada giusta per non crescere allo sbando.
Quindici anni dopo Harper è cresciuta, ha una carriera giornalistica avviata ed è la migliore del suo campo; un giorno incappa in un caso che la lascia sgomenta ed apre vecchie ferite: una donna viene trovata morta e tutti gli indizi riconducono questa morte a quella di sua madre, convincendo Harper che i due casi sono opera della stessa mano, perfino il fatto che entrambe le donne siano state trovate dalle loro figlie è un indizio suggestivo, e questo non la lascia indifferente, per la prima volta in tutta la sua carriera le fa abbassare la guardia, e le fa tirare fuori un lato empatico che condizionerà la sua ricerca, rendendole impossibile raccontare la storia di questa donna uccisa con estrema lucidità e distanza, trascinandola di nuovo a quindici anni prima.
La nostra giornalista comincia delle indagini personali per trovare le risposte che cerca, e per dare giustizia a sua madre. Più le sue indagini vanno avanti e più i nodi vengono al pettine più la sua vita sarà in pericolo, e si troverà osteggiata perfino dalla polizia, dagli uomini che prima le erano amici.
Le sue domande hanno bisogno di risposte, e non si arrenderà finchè non ne avrà trovate.
L'assassino è tornato? E se è tornato, quali sono le connessioni tra sua madre e la seconda donna uccisa? E se è tornato, perchè lo ha fatto?
O sono solo coincidenze?


Devo partire da un presupposto: io apprezzo molto l'autrice di questo libro, e pensavo che questo avrebbe condizionato il mio giudizio, ed invece no, il libro mi è piaciuto perchè è bello davvero.
Harper è una donna straordinaria, segnata da un passato davvero difficile che però, in qualche modo, non la identifica: non è solo la bambina orfana che ha trovato sua madre morta, è molto molto di più.
E' intelligente, e determinata a scoprire la verità e a rendere giustizia a sua madre; è una giornalista straordinaria, e generalmente sa essere molto oggettiva, cosa che le consente di lavorare dando il massimo, senza farsi trascinare dalle emozioni.
E' un personaggio di quelli che io definisco 'a cipolla', perchè nasconde in se tantissimi strati di personalità, che si coniugano perfettamente creando un personaggio al di sopra delle aspettative: è imperfetta, caparbia, intelligente e capace di provare empatia, sa essere seria sul lavoro ma giocosa con gli amici, che rispetta e che ama.
Il personaggio che la Daugherty ci regala è fresco e scattante, simpatica ed apprezzata dagli amici e colleghi, rendendola un personaggio interessante ed intrigante, piacevole da leggere e che trascina il lettore dalla sua parte, rendendolo complice delle sue indagini.

Sebbene siano presenti anche altri personaggi degni di nota, il riflettore principale punta dritto su Harper, trainata dal bisogno di verità e giustizia e che, nei prossimi volumi della serie, ci regalerà grandi soddisfazioni. Trovo anche credibile l'interesse amoroso che prova Harper per un poliziotto: è uno spunto interessante, che non va ad oscurare il filone principale della storia, ma che sono convinta troverà ancora rilievo nel resto della serie.
Ho trovato molto bello il rapporto di cameratismo che esiste tra Harper e i suoi colleghi, giornalisti che condividono con lei la passione per la scrittura, la verità e che la aiutano nella sua ricerca; tutti i personaggi sono dotati di spessore emotivo, e questo li rende tremendamente reali, interessanti e le relazioni che esistono tra loro, sono credibili e di rilievo.
Sono interessanti da notare i dialoghi che intercorrono tra lei ed i suoi colleghi, appunto, che arrivano a noi come calorosi, ricchi di complicità e rispetto, tipico di coloro che amano lavorare e stare insieme.
Una cosa che davvero mi è piaciuta tanto è il fatto che, nonostante sia un thriller e nonostante la brutalità che ci viene posta davanti agli occhi, c'è ancora lo spazio per ridere e per godersi i momenti belli della vita, e questo penso che sia importante per differenziare questo romanzo dagli altri del genere.
La Daugherty ci regala anche delle descrizioni di Savannah incredibilmente accurate, evocative, e capaci di farci percepire di essere sulle strade della città, di respirarne l'aria densa e calda, tipica degli stati del Sud. Ci racconta delle due facce di Savannah, quella turistica, splendida e la zona più buia, dove serpeggia il male tra i vicoli e i muri scrostati delle case. 

La storia è incredibilmente suggestiva, cadenzata da capitoli brevi e dinamici, capaci di incantare il lettore e trascinarlo nel vortice delle indagini perpetrate da Harper, oltre che solleticare in lui la curiosità e la necessità di ottenere le risposte a tutte le domande che trasudano dalle pagine. 
Il ritmo è incalzante, lo stile è fluido e scivola via veloce, e nonostante il libro sia un bel mattoncino di 480 pagine durante la lettura queste volano, e non sembra nemmeno di aver letto così tanto, e tutto di tutto questo non risente minimamente la parte descrittiva.

La tensione è sempre crescente, tiene il lettore sulle spine dalla prima all'ultima pagina, regalandoci perfino dei cliffhanger, che risultano essere degli espedienti, posizionati in maniera furba e magistrale, capaci di far viaggiare la lettura a velocità estreme.
Il finale ha saputo intrigarmi, anche se già durante la lettura avevo raccolto abbastanza indizi per puntare il dito sull'assassino (anche se i miei erano solo indizi e supposizioni), e sicuramente è stato capace di stimolarmi e di prepararmi ad un proseguo di serie che meriterà tantissimo.

Il romanzo, come si può capire, mi è piaciuto e mi ha entusiasmata. 
Leggerò i prossimi capitoli della serie? Sicuramente.
Consiglierò a tutti questo romanzo? Sicuramente.


,
4,25 su 5 ★

SIETE AFFASCINATI DA QUESTO ROMANZO TANTO QUANTO ME NON DIMENTICATEVI DI PASSARE A LEGGERE LE ALTRE RECENSIONI DEL REVIEW TOUR!

Chiara❤



martedì 12 settembre 2017

BLOGTOUR "L'anno che è passato" di Amanda Reynolds, APPROFONDIMENTO: LA MEMORIA

Buongiorno amici dei libri, siete pronti per entrare nei meandri della nostra mente per scoprire cosa ci cela dietro alla memoria?! 
E voi mi direte "Si però, che c'entra tutta sta lezione sulla memoria con i libri?". La risposta è semplice, quella di oggi è la tappa del blogtour del nuovo thriller edito da Corbaccio {Di cui vi avevo fatto la presentazione QUI} che serve a spiegarvi un pochettino come funziona la memoria e come mai, a volte, qualcuno dimentica una grande porzione dei suoi ricordi, cosa che è accaduta a Jo, protagonista del romanzo.



TitoloL'anno che è passato
Titolo originale: Close to me
Autore:  Amanda Reynolds
Editore: Corbaccio
Collana: Narratori Corbaccio
Pagine: 324
Prezzo: 16,90€ in edizione cartonata con sovraccoperta
Genere: Thriller - Mystery
Data di uscita: 31 agosto 2017





Quando Jo si risveglia in fondo alle scale di casa e vede suo marito chino su di lei, non ha memoria di quel che è successo. Per fortuna non si è fatta nulla di grave, ma la caduta le ha provocato un’amnesia che copre gli ultimi dodici mesi. Jo comincia con fatica a mettere insieme i tasselli della propria vita, ma i ricordi sono confusi e il marito e i figli non sono di aiuto. Tutti sembrano volerle nascondere qualcosa. E in effetti, a mano a mano che Jo si riappropria di brandelli del suo passato recente, quel che vede la sorprende, la inquieta, la disturba, perché non collima con l’immagine serena di una donna appagata dalla vita famigliare, con un marito affettuoso, due figli ormai grandi e responsabili, una bella villa in campagna. Cosa è successo durante l’ultimo anno? Perché dai recessi della sua memoria emergono volti sconosciuti, situazioni inconsuete, sensazioni di pericolo incombente? Perché si sente così sospettosa di tutti, degli amici, dei figli, del marito… persino di se stessa?



APPROFONDIMENTO: LA MEMORIA

La memoria è la capacità della nostra mente di ricevere ed immagazzinare informazioni per poi poterle riutilizzare nella vita di tutti i giorni; se non ci fosse la memoria non potremmo usare i nostri sensi: non saremmo in grado di ascoltare, vedere, pensare e probabilmente nemmeno di parlare. Non avremmo nessuna facoltà intellettiva, quindi possiamo dichiarare con assoluta certezza che siamo quello che siamo grazie alla nostra capacità di ricordare
La memoria è apprendimento, ma l'apprendimento è memoria: sono due funzioni psicologiche impossibili da scindere; sarebbe inutile apprendere per poi non poter ricordare.
La memoria è un processo attivo e sempre in movimento, totalmente dipendente dal vissuto e dalle esperienze di ognuno di noi. La memoria è viva. Noi siamo la nostra memoria.
La memoria non risulta essere la fotocopia della realtà, infatti essa viene elaborata ricostruita e conservata subendo una, seppur piccola, distorsione che generalmente provoca un abbellimento dei ricordi.



Da quando sono caduta il processo della memoria è diventato più prezioso per me: mi sono resa conto di aver dato per scontata una cosa infinitamente più delicata di quanto pensassi. Posso quasi palpare i ricordi che si imprimono nel mio cervello come se stessi passando un rullo inchiostratore su un cliché di stampa, con ogni dettaglio ben visibile in rilievo.

La memoria non ha capienza infinita, essa infatti è limitata: non è possibile immagazzinare tutte le informazioni che effettivamente acquisiamo, ed inoltre molti ricordi decadono dopo un certo periodo. 
La nostra memoria è composta da molte strutture, infatti possediamo tante memorie; il non funzionamento di una di queste strutture interconnesse è la causa delle cosiddette "perdite di memoria". La perdita assoluta di memoria provoca una totale incoscienza e questo a sua volta provoca la morte. Possiamo quindi affermare che la memoria è direttamente collegata con, il cosiddetto, 'oblio' inteso come dimenticanza e l'abbandono dei ricordi.
Effettivamente 'oblio' potrebbe sembrare un termine negativo, ma ci consente di eliminare le informazioni 'inutili' e creare spazio per nuove informazioni che abbiamo necessità di immagazzinare.


Via via che soccombo al sonno arrivano i ricordi, ma non li considero affidabili, frammentati e imprevedibili come sono. Più mi sforzo di afferrarli e più loro arretrano, ma alla fine qualcosa si apre un varco, non richiesto eppure disperatamente voluto. Per quanto io lo desideri ardentemente, il passato mi fa anche paura.

La memoria è multi-sistemica, perché è un insieme infinito di sistemi, apparati e di processi molto diversi tra loro pertanto è importante ricordare che esistono molti tipi diversi di memoria.
Cominciamo col fare una distinzione tra memoria a breve termine e a lungo termine: la prima ha una durata limitatissima dove le informazioni sono continuamente in transito; la seconda è la memoria che riguarda tutto quello che ci permette di fare quello che facciamo, molti ricordi sono talmente intrinsechi e radicati in noi che sono inaccessibili persino per noi. Tutte le azioni che compiamo ogni giorno come camminare, parlare, scrivere sono ricordi immagazzinati nella memoria a lungo termine.


 I miei ricordi sono frammentati,
sparpagliati ovunque,
collegati in modo strano.

Come dicevamo prima esistono poi altri tipi di memoria, che servono soprattutto ad archiviare ricordi nella memoria a lungo termine. La memoria procedurale è quella contenuta nei nostri comportamenti che siano questi appresi o che siano di ripo relazionale ed emotivo.
Esiste poi la memoria semantica che si 'occupa' di elementi imparati una volta che vengono categorizzati in maniera fissa, come ad esempio le capitali o i significati delle parole, ed è poco condizionata della nostra emotività. La memoria episodica, al contrario, basa le sue fondamenta proprio nell'emotività di ognuno di noi poichè rivolta alla conservazione di elementi specifici che abbiamo vissuto in prima persona.
Esiste poi una memoria iconica che ci consente di assorbire una serie di informazioni visuali che si inseriscono nella nostra memoria recente, questa si attiva ad esempio quando ci troviamo ad osservare una serie di elementi come lettere o numeri di cui poi riusciamo a ricordare la collocazione esatta. Bisogna fare attenzione a non confonderla con la memoria fotografica che ci aiuta a conservare impressioni visive come frasi, parole, forme, fisionomie... decisamente fortunati gli studenti che hanno la memoria visiva particolarmente sviluppata!
Simile alla memoria visiva/fotografica ma applicabile alla sfera sonora è la memoria uditiva che ci aiuta nel riconoscimento di suoni e voci. 
Ed ultima, ma non per importanza, c'è la memoria motoria che ci aiuta durante la memorizzazione di sequenze motorie del corpo, come ad esempio quella che ci aiuta nell'apprendimento di una serie di passi di danza!


Il sonno cala su di me nero e vuoto. Non porta con sé facce o ricordi, se non la scena immortalata nella fotografia che Rob mi ha mostrato. Ciò che vedo è probabilmente una replica di quell’immagine, più che un vero ricordo, ma ciò che provo alla vista dei nostri visi sorridenti è ancora una sensazione di disagio. Poi anche quell’immagine sbiadisce, lasciando dietro di sé solo nebbia, un denso guazzabuglio di nulla che non riesco a scrollarmi di dosso nemmeno quando sento squillare il telefono di casa.


SE AVETE VOGLIA DI AVVENTURARVI TRA I MEANDRI DELLA MEMORIA DI JO, LA NOSTRA PROTAGONISTA, FORSE DOVRESTE DARE UN'OCCHIATINA ALLE ALTRE TAPPE DEL BLOGTOUR CHE VI AIUTERANNO A FARVI UN QUADRO PIU' PRECISO DI QUESTO ROMANZO RICCO DI MISTERO!


APPROFONDIMENTO: LA MEMORIA, Chiara In Bookland

Ricordatevi di cliccare sopra le tappe per volare sugli altri blog!

Ringraziamo, come sempre, Sandy de La Stamberga D'Inchiostro per aver creato dei banner meravigliosi per questo blogtour!

Enjoy,
Chiara❥

domenica 3 settembre 2017

Segnalazione "L'anno che è passato" di Amanda Reynolds {CORBACCIO}

Ciao amici dei libri! Bentornati, buona domenica!
Quest'oggi sono qui a presentarvi un thriller edito da Corbaccio ed uscito un paio di giorni fa e che sarà a breve protagonista di un blogtour estremamente coinvolgente!
Siete curiosi? Ecco qui...





TitoloL'anno che è passato
Titolo originale: Close to me
Autore:  Amanda Reynolds
Editore: Corbaccio
Collana: Narratori Corbaccio
Pagine: 324
Prezzo: 16,90€ in edizione cartonata con sovraccoperta
Genere: Thriller - Mystery
Data di uscita: 31 agosto 2017




Quando Jo si risveglia in fondo alle scale di casa e vede suo marito chino su di lei, non ha memoria di quel che è successo. Per fortuna non si è fatta nulla di grave, ma la caduta le ha provocato un’amnesia che copre gli ultimi dodici mesi. Jo comincia con fatica a mettere insieme i tasselli della propria vita, ma i ricordi sono confusi e il marito e i figli non sono di aiuto. Tutti sembrano volerle nascondere qualcosa. E in effetti, a mano a mano che Jo si riappropria di brandelli del suo passato recente, quel che vede la sorprende, la inquieta, la disturba, perché non collima con l’immagine serena di una donna appagata dalla vita famigliare, con un marito affettuoso, due figli ormai grandi e responsabili, una bella villa in campagna. Cosa è successo durante l’ultimo anno? Perché dai recessi della sua memoria emergono volti sconosciuti, situazioni inconsuete, sensazioni di pericolo incombente? Perché si sente così sospettosa di tutti, degli amici, dei figli, del marito… persino di se stessa?
Nel romanzo d’esordio L’anno che è passato, Amanda Reynolds mette la sua scrittura raffinata e incalzante al servizio di una protagonista costretta dagli eventi a svelare l’orrore che può nascondersi dietro la facciata di una vita «normale».


FATEVI UN BEL NODO AL FAZZOLETTO PER NON DIMENTICARVI DI LEGGERE QUESTO ROMANZO!!

Enjoy,
Chiara



venerdì 26 maggio 2017

Anteprima "Le cose che credevamo di sapere" di Mahsuda Snaith {Corbaccio}

Ciao amici dell'etere, bentornati e buon pomeriggio!
Oggi vi propongo la presentazione di un romanzo edito da CORBACCIO che uscirà fra pochissimi giorni qui in Italia!




Titolo: Le cose che credevamo di sapere
Titolo originale: The things we thought we knew
Autore: Mahsuda Snaith 
Editore: Corbaccio
Pagine: 306
Data di pubblicazione: 1 giugno 2017
Prezzo: 16,90€ cartaceo, 9,99€ ebook


TRAMA

Ravine Roy ha diciott’anni e festeggia il suo compleanno a letto, dove si trova ormai da dieci anni. E non ha in programma di alzarsi nel futuro immediato. D’altronde non ha alcun desiderio di affrontare il Grande Mondo di Fuori. «Non vorresti almeno provarci?» domanda sua madre. Ma Ravine non vuole. Non può. Soffre di una sindrome che le causa dei dolori cronici che le impediscono di muoversi. Da un giorno di dieci anni fa. Il giorno in cui tutto è cambiato. Il giorno in cui è scomparsa la sua amica del cuore. La mamma, originaria del Bangladesh, cerca in tutti modi di aiutarla a guarire e le regala un diario per raccontare la sua vita nella speranza che riesaminare gli eventi la aiuti a reagire. Chi era Marianne, com’è diventata amica di Ravine, che cosa è successo veramente, perché è scomparsa? Ripercorrere gli anni dell’infanzia ‒ quando, con Marianne e il fratello di lei Jonathan, Ravine trascorreva giornate serene, fatte di giochi, avventure e confidenze ‒ e confrontarli con il doloroso presente è difficile, ma Ravine, nutrita dai piatti profumati e speziati della madre e dalla sua incrollabile e allegra fiducia, troverà la forza di non mollare e riaffacciarsi alla vita. Costi quel che costi. 

DECISAMENTE UN LIBRO INTERESSANTE, E SECONDO ME PARECCHIO INTENSO...
LO LEGGERETE?!

COMING SOON!

STAY TUNED!

Enjoy,
Chiara🌈