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lunedì 7 gennaio 2019

REVIEW PARTY "Sette giorni perfetti" di Rosie Walsh {LONGANESI}

Buon lunedì amici dei libri, bentornati!
Com'è andata la vostra prima settimana di questo nuovo anno?
Avete riposato? Io in realtà per nulla, dovendo lavorare, ahimè.
Oggi ritorniamo con il botto con la recensione, in occasione del Review Party che lo vede come protagonista, di un romanzo Longanesi, che potrete trovare da oggi in tutte le librerie!



Titolo: Sette giorni perfetti
Titolo originale: The man who didn't call
Autore: Rosie Walsh
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja Scienza
Genere: Narrativa contemporanea - Mistery
Pagine: 391
Prezzo: 16,90€
Data di uscita: 7 Gennaio 2019


IN UNA SETTIMANA SI SONO DETTI TUTTO. TRANNE LA VERITÀ


Si incontrano per caso in un caldo pomeriggio di giugno alla fermata dell'autobus e fin dal primo momento Sarah e Eddie si piacciono da morire. A quasi quarant'anni e con un divorzio alle spalle, Sarah non si è mai sentita così viva. E le sembra che Eddie la aspettasse da sempre. Così, dopo una settimana perfetta passata insieme, quando Eddie parte per un viaggio fissato molto prima di conoscerla e promette di chiamarla dall'aeroporto, Sarah non ha motivo di dubitare. Ma quella telefonata non arriva. E non arriva nemmeno il giorno dopo, né gli altri a seguire. Incredula, gli occhi fissi sullo schermo del cellulare che non suona, Sarah si chiede se lui l'abbia semplicemente scaricata o se invece gli sia successo qualcosa di grave. Dopo giorni di silenzio, mentre tutti gli amici le consigliano di dimenticarlo, Sarah si convince sempre più che ci sia qualcosa dietro l'improvvisa sparizione. Tuttavia le settimane passano e Sarah non sa più darsi spiegazioni. Fino al giorno in cui inaspettatamente scopre di aver avuto sempre ragione. C'è un motivo se Eddie non l'ha più chiamata. Un segreto doloroso che li avvicina e insieme li allontana. L'unica cosa che non si sono detti in quei sette giorni trascorsi insieme... 



Sette giorni: è questo il lasso di tempo che basta a Sarah per vedere la sua vita prendere una piega inaspettata.
Sarah, tornata in patria per le vacanze, si imbatte in Eddie ed insieme a lui trascorre una settimana di travolgente amore: sette giorni di amore puro, di complicità, di dolcezza e di promesse; ai loro occhi non esiste altra soluzione che stare insieme, viversi ogni giorni e darsi un'opportunità.
Dopo i loro meravigliosi sette giorni, Eddie deve partire per una breve vacanza, e promette a Sarah di non sparire dalla sua vita e di farsi sentire appena possibile.
Passano i giorni, ma la tanto agoniata telefonata non arriva, e nonostante Sarah cerchi di contattarlo in tutti i modi, Eddie sembra essere sparito nel nulla, risucchiato dall'oblio.
Nessuna chiamata, nessun messaggio, nessuna mail, nessuna gif su facebook, nessuna videochiamata su WhatsApp. Nulla, Eddie David è totalmente sparito.
Sarah è devastata da questo silenzio, e nonostante i suoi amici pensino che Eddie abbia volutamente fatto perdere le sue tracce, lei non riesce a farsene una ragione, ed è convinta che dietro alla scomparsa del suo amato ci sia nascosto molto più di quanto potrebbe sembrare.
Dopo giorni e giorni di ricerche infruttuose un messaggio, inviatole da un anonimo, le intima di smetterla di cercare l'uomo, e la scovolge. E' stato Eddie ad inviarle il messaggio? E' lui che non vuole essere trovato oppure, come Sarah sospetta da tempo, c'è molto di più sotto la sua sparizione?


Questo nuovo anno comincia con il botto!
"Sette giorni perfetti" mi è piaciuto molto, e nonostante si sia rivelato un romanzo diverso da quello che mi aspettavo mi ha pienamente soddisfatta.
Sarah è una donna ormai vicina ai quaranta che si trova ad un bivio, con un matrimonio fallito alle spalle, lontana dai suoi affetti e costretta ad occuparsi di un'organizzazione no profit che si sente sul punto di esplodere, ma l'incontro con Eddie le scombussola la vita e infonde nuova linfa pronta a ricaricarla.
La settimana che vivono insieme è magica, ed entrambi sono terribilmente incantati ed incastrati in questa relazione che ci viene raccontata dall'autrice attraverso dei capitoli che ci trascinano indietro nel tempo, e ci fanno vivere la gioia e l'intensità dei momenti vissuti insieme dai due protagonisti.


Una cosa che mi spaventava all'inizio era proprio la questione "instant love", ovvero il fatto che il loro amore si sviluppasse in un lasso di tempo brevissimo, e che fosse legato ad un colpo di fulmine iniziale, ma devo dire che le mie paura sono state spazzate via dalla dolcezza che trasudano i momenti che i due protagonisti vivono insieme: la delicatezza del loro amore, la potenza della loro connessione e la gioia di aver trovato la propria anima gemella la fanno da padrone e rendono il loro amore "all'improvviso" non banale ne stucchevole, e decisamente molto maturo, nonostante la spensieratezza con cui viene vissuto.


Logicamente questo romanzo non è solo una storia d'amore, ma al suo interno è piuttosto evidente che si celi un mistero, capace di rivelarsi molto più torbido ed oscuro del previsto; il lettore, sin dalla prima pagina, desidera sapere dove è finito Eddie, e le ricerche che lo porteranno insieme a Sarah sulle tracce del suo amato si incastreranno alla vita della sorella della donna e a quello che è stato il suo triste destino, e il tutto prende una piega decisamente sinistra, capace perfino di inquietare il lettore.
Una cosa che mi ha davvero sorpresa è che sono riuscita anche a ridere durante la lettura, infatti l'autrice, in tutte e tre le parti in cui ha suddiviso il romanzo è stata capace di dosare il mistero e l'ironia, facendo cogliere al lettore in quanti modi è possibile vedere e focalizzarsi su una situazione.
Ho letto il libro davvero in fretta grazie allo stile fluido dell'autrice, che scandisce attraverso salti temporali un buon ritmo, che rendono il romanzo coinvolgente, veloce e penetrante, anche grazie al mistero che serpeggia sibilante nei meandri delle pagine che culmina in una serie di colpi di scena, piccoli e grandi, ed alla caratterizzazione interessante dei personaggi, in particolare della protagonista Sarah, che si dimostra essere più forte di quanto avrebbe mai potuto immaginare, caparbia e determinata.
Lo consiglio? Si, soprattutto se siete alla ricerca di un mistery non troppo angosciante, o di una storia d'amore non troppo normale.


lunedì 3 dicembre 2018

REVIEW PARTY "Il gioco del Suggeritore" di Donato Carrisi - LONGANESI

Buon lunedì amici dell'etere e dei libri, bentornati!
Un paio di giorni fa ho postato la recensione de "L'ipotesi del male" di Donato Carrisi, avvisandovi che oggi, sempre complice il Review Party, vi avrei parlato del nuovo capitolo della serie che vede come protagonista Mila Vasquez e la sua innata capacità di scavare nell'oscurità portandovi un po' di luce, e quindi eccomi qui...

L'immagine può contenere: una o più persone e testo


Titolo: Il gioco del suggeritore 
Autore: Donato Carrisi
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja Scienza
Genere: Thriller
Pagine: 400
Prezzo: 18,70€
Data di uscita: 3 dicembre 2018

Una villetta isolata nel bosco. Una famiglia che ha rinunciato a ogni cosa, compresa tutta la tecnologia che ci circonda, pur di trovare la pace. Invece, troverà la morte. Una strage con un colpevole... Ma senza cadaveri. Un assassino senza passato, senza identità. Senza alcuna presenza su Internet, un uomo che per tutta la sua esistenza è riuscito a sfuggire alle telecamere di sorveglianza. Un enigma in carne e ossa, che non rivela dove ha celato i corpi... Anzi, non pronuncia nemmeno una parola. Solo una muta, inquietante convocazione. Un nome: quello di Mila Vasquez.



Mila, dopo aver passato gli anni tra i federali e dopo aver rischiato di perdere la vita, ha deciso di rinunciare alla sua promettente carriera da detective per mettere in sicurezza la sua vita e quella della piccola Alice, che ormai ha dieci anni, rintanandosi in una baita in mezzo alla natura rinunciando quasi del tutto alla tecnologia.
La sua vita prosegue così, lenta e monotona, tra le mura della sua casupola, finchè un giorno Joanna 'Il Giudice' Shutton non si presenta alla sua porta chiedendo il suo aiuto per risolvere uno strano caso: poche ore prima un'intera famigliola è scomparsa, ed ormai, vista l'enorme quantità di sangue sparso per tutta la villetta, le possibilità di ritrovare i suoi membri ancora vivi è remota. 
Non ci sono tracce e nemmeno impronte, l'unico indizio che la polizia ha è una telefonata effetuata da un membro della famiglia alla polizia, per avvertire che nel cortile c'era un uomo, con una vecchia auto verde, che li sta piantonando; attraverso questa telefonata e la mobilitazione della gente si arriva ad un possibile indiziato: un uomo, soprannominato dai piedi piatti 'Enigma', di cui non si conoscono le generalità, pieno di tatuaggi che vive in un vecchio mattatoio dismesso insieme ad alcuni computer e pochi altri oggetti.
Secondo l'opinione pubblica, ed apparentemente, il caso sembrerebbe avere già un colpevole, ma niente è come sembra, l'uomo, infatti, ha tutto il corpo cosparso di tatuaggi di numeri e altri simboli, tra cui spicca un tatuaggio estremamente particolare: la scritta 'Mila' incastonata nell'incavo del gomito.


Il tatuaggio mette in allarme la polizia che si sente in dovere di informare Mila Vasquez, con la speranza che la donna possa mettere da parte le sue riserve e buttarsi a capofitto nel caso, aiutata come sempre dall'analfabetismo emotivo, ovvero la sua capacità di non provare empatia, che la caratterizza da sempre e che l'ha molto aiutata in passato.
Dopo uno scetticismo iniziale Mila decide di ritornare, seppur per poco, nel mondo delle indagini, che l'ha coccolata come una figlia e che l'ha resa la donna che è, per trovare la risposta a questo mistero che, forse, la vede come protagonista diretta.
Comincia così la sua nuova avventura verso l'ignoto, verso un mondo diviso tra la realtà e una realtà virtuale, in cui è costretta a lanciarsi per trovare le risposte che restano senza risposta di un caso che, probabilmente, è solo la punta dell'icerberg di qualcosa di molto più profondo e grave, e che si cela sapientemente agli occhi del mondo.
Ma chi si nasconde veramente dietro a tutto questo? 
Mila è costretta a confrontarsi con un passato che pensava di aver sotterrato in profondità, e chi si muove nell'ombra potrebbe non essere una nuova conoscenza della detective.
Sarà capace Mila di calarsi tra le tenebre ed uscirne illesa, o sarà trascinata a picco tra le braccia dell'oscurità?


Quando si torna a vivere un'avventura con i personaggi che hai amato sembra di tornare a casa dopo un lungo viaggio, ed è la sensazione che ho vissuto riprendendo in mano le indagini di Mila Vasquez: mi sono sentita a casa, e tra le parole di Carrisi mi sono goduta ore di piacevolissima tensione.
Seguo le indagini della detective Mila Vasquez sin dall'inizio ed ora finalmente Donato Carrisi ha deciso di regalarci un nuovo capitolo che la vede come protagonista ed è inutile dire che quando mi è stato proposto di leggere il romanzo in anteprima non ho saputo resistere, ed ho sentito prepotente il desiderio di fare mia anche questa storia.


Sono passati dieci anni dalle vicende narrate ne "Il suggeritore" e solo una manciata da quelle de "L'ipotesi del male" ma Mila, la nostra protagonista per eccellenza, è sempre la stessa donna caparbia ed intelligente che abbiamo imparato a conoscere: dietro lo sguardo attento e ricettivo, si nasconde un universo di luci ed ombre da scoprire, segnato da un passato difficile fatto di sofferenza e da eventi traumatici vissuti sul campo, caratterizzato da un'incapacità di provare emozioni ed empatia che la rendono un vero robot sul lavoro, poichè non la influenzano e non compromettono le sue capacità investigative.
Le uniche vere differenze sono la presenza di sua figlia Alice e la conseguente scelta di lasciare il lavoro per tenerla al sicuro e non rischiare di essere immischiata in casi che sarebbero in grado di risucchiarla nel buio.
Come sempre, Carrisi è capace di regalarci un quadro ben delineato della protagonista e delle sue capacità, che la rendono unica nel suo genere, spiccando agli occhi del lettore e marchiandosi a fuoco nella sua mente, e la inseriscono in una trama articolata ed avvincente, ricca di dettagli minuscoli, distribuiti sapientemente, che devono essere, necessariamente, individuati tutti dal lettore per dargli le risposte che spera di ottenere, e che servono per creare uno spessore di suspense e tensione che si propaga per tutta la storia.
Interessante da notare è il doppio mondo in cui Mila è costretta ad agire: relatà e realtà virtuale in questo caso vanno di pari passo, e la donna è costretta a saltare da un universo all'altro per mettere insieme tutti i pezzi del puzzle, ed arrivare ad una conclusione.
Carrisi usa questo escamotage per toccare un punto focale che caratterizza la società moderna ovvero l'attaccamento spasmodico alla rete, al bisogno di mettere tutto sotto i riflettori dei social e dei giochi di realtà virtuale, fino ad esserne logorati, fino ad esserne letteralmente risucchiati: il famoso 'Grande Fratello' che ci osserva e oscilla come una spada di Damocle sopra la nostra testa, pronto a non perderci mai di vista, e a farci pagare ogni minimo errore.


La capacità di Carrisi di creare storie così ben congegnate e capaci di coinvolgere totalmente il lettore è la sua firma ed è impossibile emulare il desiderio che è capace di instillare nel lettore che sente il bisogno di trovare le risposte scorrendo velocemente e convulsamente le pagine, alla ricerca di indizi e verità.
In questo capitolo, come nei precedenti, l'autore ci regala un quadro complesso ed ha veramente tutto e la tensione e la suspense sono palpabili e tengono sulle spine il lettore, conducendolo in un macabro ed oscuro gioco alla ricerca della verità, che si trova nascosta tra le braccia di un nemico senza volto, che tira i fili della storia come fosse un burattinaio, giocando con le vittime in un percorso ad ostacoli ben costruito e ricco di insidie.
Lo stile di Carrisi è unico, e gli regala un'unicità ineguagliabile, poichè i suoi romanzi, nonostante siano ricchi di tensione sono estremamente scorrevoli e in grado di catalizzare l'attenzione del lettore in maniera magnetica; come nei precedenti capitoli il ritmo veloce, le descrizioni vivide e il mistero sono le carte vincenti per il successo assicurato del romanzo.
Come sempre, Carrisi sempre al top!


QUANTO SIETE CURIOSI DI LEGGERE QUESTO ROMANZO?

venerdì 30 novembre 2018

REVIEW PARTY "Il gioco del Suggeritore" - RECENSIONE de "L'ipotesi del Male - Mila Vasquez #2" di Donato Carrisi - LONGANESI

Buongiorno amici dei libri, buon venerdì!
Siete pronti per vivere un weekend di libri ed avventure? Riposatevi perchè lunedì avete bisogno di essere freschi e rilassati per l'uscita del nuovo romanzo di Donato Carrisi, una punta di diamante del mondo letterario del nostro bel paese!
Cosa? Non sapete di cosa sto parlando?


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Per aiutarvi a capire meglio il mondo dell'autore abbiamo creato per voi un Review Party che comprende anche un bel ripassino dei volumi precedenti... stamattina alcune delle mie colleghe hanno pubblicato la recensione del primo, e decisamente il più famoso, volume di questa serie thriller che vede come protagonista Mila Vasquez; questo pomeriggio dedichiamo, invece, l'attenzione al secondo volume di questa fortunata serie.

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Titolo: L'ipotesi del male
Autore: Donato Carrisi
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja Scienza
Genere: Thriller
Pagine: 426
Data di uscita: 29 Aprile 2013

C'è una sensazione che tutti, prima o poi, abbiamo provato nella vita: il desiderio di sparire. Di fuggire da tutto. Di lasciarci ogni cosa alle spalle. Ma per alcuni non è solo un pensiero passeggero. Diviene un'ossessione che li divora e li inghiotte. Queste persone spariscono nel buio. Nessuno sa perché. Mila Vasquez invece è circondata dai loro sguardi. Ogni volta che mette piede nell'ufficio persone scomparse dove lavora, centinaia di occhi la fissano dalle pareti della stanza dei passi perduti, ricoperte di fotografie. Per lei, è impossibile dimenticare chi è svanito nel nulla. Forse per questo Mila è la migliore in ciò che fa: dare la caccia a quelli che il mondo ha dimenticato. Ma se d'improvviso alcuni scomparsi tornassero con intenzioni oscure? Sembrano identici a prima, questi scomparsi, ma il male li ha cambiati. Alla domanda su chi li ha presi, se ne aggiungono altre. Dove sono stati tutto questo tempo? E perché sono tornati?



La detective Mila dopo pochi anni dallo spiacevole caso de Il Suggeritore si trova a lavorare nel Limbo, il suo ufficio dove si aggrovigliano migliaia di storie di persone scomparse, a cui la donna non sa rinunciare ed è proprio la ricerca impossibile di queste persone che la detective porta avanti con passione e rispetto.
La vita della detective è notevolmente cambiata dopo il caso del 'Suggeritore' ed ora, madre della piccola Alice, investe tutte le sue energie in questi casi e, nonostante la maggior parte dei casi siano impossibili da risolvere, Mila non è in grado di arrendersi, e si dedica con tutte le sue forze alla ricerca di risposte; il lavoro e la vita si muovono lenti finchè all'improvviso alcuni degli scoparsi degli ultimi anni fanno ritorno, rendendosi colpevoli di tremendi omicidi, che non hanno, apparentemente, un movente.
Le domande si accavallano e mentre gli scomparsi fanno ritorno, Mila è costretta a calarsi nuovamente nei bui meandri di una mente criminale che gestisce tutto nell'ombra, che non lascia indizi ma semina morte ed omicidi come fossero caramelle.

Il caso si gonfia sempre di più e Mila si avvale dell'aiuto di Simon Berish, un agente emarginato e assegnato ad alcuni dei casi di sparizione, ad opera del misterioso 'Signore della Buonanotte', uno dei quali, a suo tempo, lo rese il reietto di tutto il distretto.
Insieme sono costretti ad avventurarsi nella'tana del Bianconiglio' alla ricerca di risposte, nell'attesa di conoscere l'identità di colui che si cela nell'oscurità e che gioca con la vita delle persone come fossero bambolotti.
Mila e Simon si lanciano in un inseguimento, tra luce ed oscurità, di un'ombra che sembra essere sempre un passo davanti a loro e che sembra conoscerli molto più di quanto voglia realmente dimostrare.
Quanto sono disposti a perdere i due detective per trovare le risposte di cui hanno bisogno?


Quando ho scoperto 'Il Suggeritore' ne sono stata letteralmente risucchiata, quindi, quando qualche tempo dopo sono incappata in "L'ipotesi del male" non ho saputo resistere ed ho dovuto assolutamente leggerlo.
Dopo alcuni anni dalle vicende della sua prima avventura, Carrisi, ci riporta al fianco di Mila Vasquez, una detective competente ed attenta ed una donna complessa, fatta di luci ed ombre, con un passato complicato e spiccata capacità d'intuizione, alimentata dalla sua capacità di non stabilire legami empatici con chi la circonda, e che quindi non la influenzano, rendendola un fenomeno nel suo lavoro, ed in particolare, rendendola un segugio per quanto riguarda i casi di persone scomparse, a cui dedica anima e corpo, affinchè non si perdano nell'oblio e nell'oscurità.
Ad aiutarla in questo nuovo complesso caso c'è Simon Berish, suo nuovo partner d'indagini, con un bagaglio pesante sulle spalle: l'uomo, infatti, a causa di un caso di scomparsa di diversi anni prima, è finito nei guai con il colleghi, che lo hanno eletto poi a reietto del distretto.


Carrisi costruisce intorno ai due personaggi principali una trama complessa e trascinante, disseminando l'intera struttura di piccoli indizi, dosati in maniera intelligente e volti a creare una tensione capace di vibrare per tutto l'arco narrativo: nell'ombra qualcuno si nasconde e si diverte a giocare con la vita delle persone, usandole come se fossero burattini tra le sue mani, utilizzandole per creare un macabro domino di morte e oscurità.
Donato Carrisi, di cui, ad oggi, ho letto praticamente tutte le sue opere, non smette mai di stupirmi, ed ogni volta è capace di creare trame capaci di catalizzare totalmente l'attenzione dei lettori, che sentono il bisogno di scorrere in fretta le pagine per arrivare al nocciolo dei casi, rendendoli assetati di risposte e desideroso di snodare tutti i piccoli nodi disseminati sulla folta chioma della storia.


"L'ipotesi del male" ha tutto e la suspense si percepisce in tutta la storia, grazie ai piccoli indizi lasciati ovunque e ai numerosi colpi di scena, che tendono a ribaltare ogni volta completamente la situazione, destabilizzando il lettore che, per questo, sente la necessità di scoprire davvero ciò che si cela dietro le pareti tappezzate di foto di scomparsi del Limbo.
Lo stile di Carrisi è la sua carta d'identità e lo distingue da tutti gli altri: è capace di creare una storia ad alta tensione pur rimanendo scorrevole, meticoloso, scrupoloso ed attraente come un potente magnete; Carrisi gioca molto con le metafore, ed evoca dentro di noi immagini ben precise, guidandoci esattamente dove vuole farci arrivare.


Il ritmo è veloce, i colpi di scena e le sorprese non mancano, l'adrenalina è sempre crescente, e niente è davvero come sembra e per i due protagonisti non c'è alcuna certezza, e per trovare le risposte che cercano sono costretti a calarsi, letteralmente, in un buco nero fatto di incertezze, paure e morte: l'oscurità è capace di celarsi anche sotto la luce diretta.

Lo consiglio? Inutile dirlo, si, sempre!


ED ORA LASCIATEVI TRASCINARE NELLA NUOVA AVVENTURA DI MILA VASQUEZ, IN USCITA IL 3 DICEMBRE, INSIEME ALLE NOSTRE RECENSIONI IN ANTEPRIMA!


giovedì 28 giugno 2018

REVIEW PARTY "Il figlio perduto" di C.L.Taylor {LONGANESI}

Buon giovedì amici dei libri, bentornati sul blog, e scusate questi giorni di assenza!
Diciamo che per ottenere il vostro perdono ho deciso di preparare per voi, oggi, ben due post, dedicati a due imminenti uscite, ma andiamo con ordine...


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Titolo: Il figlio perduto
Titolo originale: The missing
Autore: C.L. Taylor
Editore: Longanesi
Genere: Thriller
Pagine: 383
Prezzo: 19,90€
Data di uscita: 28 Giugno 2018

Sono trascorsi sei mesi dalla scomparsa di Billy, quindicenne figlio di Claire e Mark, fuggito di notte dalla casa di famiglia. In quella casa vivono anche Jake, il fratello diciannovenne di Billy, e la sua fidanzata Kira, sottratta a una madre violenta e alcolizzata. Billy è sempre stato un ragazzo ribelle e turbolento, un curriculum scolastico non invidiabile e un'unica passione: i graffiti. Sognava di riempire Bristol con i suoi disegni. Claire è distrutta. Le ha provate tutte per aiutare la polizia ma poi è caduta sotto il peso dello stress, finendo per indebolirsi al punto da subire dei veri e propri blackout. La sua psicologa li definisce "fughe dissociative", ma ad ogni "risveglio" Claire sembra essere in grado di aggiungere un tassello al puzzle della scomparsa di Billy. Afflitta dalla mancanza di lucidità ma spinta da quella che per lei è la prima, flebile luce nel buio che la avvolge dalla scomparsa del figlio, Claire inizierà a ricostruire gli attimi che l'hanno separata da Billy. Ma non potrà fidarsi di nessuno, neanche della sua stessa famiglia.


Quando il quindicenne Billy Wilkinson scompare nel bel mezzo della notte la sua famiglia rimane scovolta, i segreti serpeggiano tra le fila della famiglia e tutti si sentono responsabili di questo catastrofico evento, soprattutto sua madre, che non può fare a meno di colpevolizzarsi, addossandosi la colpa di questa scomparsa.
Sei mesi dopo la situazione non è migliorata, nessuna traccia di Billy, nessun indizio, ma Claire, sua madre, non riesce ad arrendersi ed è convinta che il ragazzino sia ancora vivo, ed è per questo che inizia a seguire le bricioline di pane con la speranza che possano condurla a suo figlio.
Claire è fermamente convinta che suo figlio sia ancora vivo, ed ha bisogno di sapere la verità sul suo allontanemento da casa, inoltre è piuttosto certa che i suoi amici e la sua famiglia non c'entrino nulla con questo, ma quello che la donna non sa è che ogni membro della sua famiglia nasconde dietro la facciata perfetta terribili segreti incoffessabili.
Il suo istinto la porterà a scavare a fondo, a dubitare perfino di chi pensa di conoscere alla perfezione, e si sa, l'istinto di una madre non sbaglia mai... o forse si?


In un mondo fatto di social è impossibile pensare che le persone siano capaci di nascondere la loro vera natura agli occhi del mondo, ed invece, purtroppo è proprio così, soprattutto nel caso de 'Il figlio perduto', ma andiamo con ordine.

Claire è una madre straziata dalla perdita di suo figlio, le domande la logorano così tanto da farle vivere mesi di disordini psicologici che le provocano momenti di black out, e la rendono, agli occhi del lettore, un narratore inaffidabile, a cui non sa se credere o meno.
Gradualmente però, nonostante questi momenti di buio, la donna inizia a mettere insieme i pezzi che compongono il grande puzzle della scomparsa di suo figlio, e più la donna scava, più emergono verità inquietanti sulle persone che ama profondamente, come il marito ed i figli.
Claire è una madre al limite, una donna spezzata, che sente di aver fallito con suo figlio Billy, e non riesce a non pensare agli errori commessi in tutta la sua vita, spingendosi ad uno stato psicologico pietoso.

Cascate, Erba, Natura, Outdoor, Panorama, VistaL'autrice ci regala il ritratto fedele di un dolore capace, letteralmente, di far impazzire una persona, aggiungendo tensione ad ogni pagina, soprattutto accompagnandoci nei momenti bui e fragili di Claire.
Il dolore provato da questa donna è palpabile, ed ho trovato estremamente interessante e stimolante il suo stato di salute, la sua amnesia dissociativa, che le ha fatto compiere azioni assurde, facendogliele poi dimenticare.
La sua mente la sta guidando, attraverso i black out, a scovare le risposte di cui ha, inconsapevolmente bisogno: se Claire non sa cosa cercare, il suo inconscio lo sa per lei, e prende il sopravvento, facendosi spazio a modo suo.

Se Claire è la protagonista principale non possiamo non interessarci anche agli altri membri della famiglia: suo marito Mark, custode di segreti importanti, sembra essersi ormai rassegnato riguardo la scomparsa di suo figlio, mentre Jake, il figlio maggiore, cerca di mantenere il controllo buttandosi sull'alcol. Infine, poi, c'è Kira, fidanzata di Jake, che passa le sue giornate a fare da spettatrice alla disfatta della famiglia Wilkinson, mentre scivola piano piano in una spirale di ingestibile depressione.
Lo sguardo attento dell'autrice si occupa di vegliare su ogni personaggio, raccontato a noi in maniera brillante ed approfondita, rendendoli ai nostri occhi dei personaggi estremamente reali, tangibili, fatti di carne sangue e fragilità.

Persone, Guy, Ragazzo, Bambino, Buio, Giacca

I pensieri di Claire, già frammentati, vengono intervallati da spezzoni di chat, di cui però, fino alla fine, non conosciamo gli interlocutori, e questo inspessisce il mistero già di per se corposo; i capitoli scritti in chiave chat sono quelli che ho trovato più interessanti e attuali, poichè, ormai, i social media e tutte le forme di comunicazione digitale fanno parte di noi e della nostra società.

L'uso di questo escamotage l'ho trovato geniale, soprattutto all'interno di questo contesto, in cui l'uso dei social network è uno degli argomenti principali, insieme ad altre tematiche piuttosto pesanti, come la pornografia online, i ricatti, i minori scomparsi, le dinamiche famigliari e i segreti che le movimentano: tutti questi temi vanno a condensarsi in un calderone e a preparare una pozione in grado di tenere incollato alle pagine il lettore, che ha bisogno, e che ricerca spasmodicamente, risposte ai mille dubbi che nascono tra le righe, o che sono palesemente presentati dall'autrice.

Persone, Ragazza, Da Solo, Cappello, CappuccioIl ritmo del romanzo è veloce, ricco di intrighi e misteri, e l'autrice dimostra, ancora una volta, un'importante capacità di creare ingegnosamente una storia degna di nota in maniera intelligente e con colpi di scena, talvolta, sconvolgenti.
Più ci si avvicina alla rivelazione più sorgono dubbi, e il lettore perde l'orientamento e non sa più chi è il buono e chi non lo è della storia.

Scritto sapientemente, questo romanzo, è capace di catturare dalla prima pagina senza mai lasciare la presa sul lettore, fino all'ultima pagina, ricco di tensione ed angoscia, strazio ed esasperazione, terrore e devastazione.

4.25 su 5 ★

NON DIMENTICATEVI CHE OGGI, IN OCCASIONE DEL REVIEW PARTY DEDICATO A QUESTO ROMANZO, TROVERETE ANCHE ALTRE FANTASTICHE RECENSIONI!


Chiara

giovedì 17 maggio 2018

REVIEW PARTY "L'isola del faro" di Abby Geni {LONGANESI}

Buon giovedì a tutti voi, amici dell'etere! Questa settimana è super ricca di appuntamenti qui sul blog!
Oggi, per voi, c'è la recensione, in occasione del Review Party, di un libro edito Longanesi ed in uscita oggi!



 

Titolo: L'isola del faro
Titolo originale: The Lightkeepers
Autore: Abby Geni
Editore: Longanesi
Genere: Giallo
Pagine: 312
Prezzo: 18,60€
Data di uscita: 17 Maggio 2018 

Attratta dal fascino della natura estrema delle isole Farallon, il remoto arcipelago al largo della costa californiana, Miranda decide di trascorrervi un anno intero per immortalare il paesaggio e gli animali che lo popolano. Miranda è infatti una fotografa naturalista che ama girare il mondo spinta anche da una costante inquietudine, originata da una ferita nel suo passato.
Quando sbarca su una delle isole, riceve un’accoglienza molto fredda da parte dei pochissimi abitanti, un gruppo di biologi impegnati nello studio della fauna locale. Circondati dalle forze che agiscono incontrastate su un luogo dimenticato dalla civiltà, i ricercatori sembrano quasi essersi adattati a quella vita, assorbendone la violenza e l’asprezza. Finché un giorno Miranda rimane vittima di una brutale aggressione da parte di uno dei ricercatori, che poco dopo verrà ritrovato morto. Apparentemente per un incidente.
Ancora sotto shock, Miranda si convince che l’isola, con la sua forza incontaminata, abbia fatto giustizia, che l’abbia vendicata. Cercherà quindi di pacificarsi con il suo passato e con quello che ha subito. Ma quando il sangue tornerà a scorrere sulle Farallon, nessuno potrà più dirsi al di sopra di ogni sospetto. 


Miranda, fotografa naturalista, decide di trascorrere un anno su una piccola isola a largo della costa californiana, per testimoniare attraverso le sue fotografie quello che è il ciclo vitale di molte specie animali che si aggirano nei pressi dell'isolotto.
Il piccolo spiazzo di terra in mezzo al mare è totalmente disabitato e privo di strutture abitative, eccezion fatta per una vecchia catapecchia adibita ad alloggio di fortuna/provvisorio per sei biologi marini, che si trovano lì per studiare la fauna del luogo, e che accolgono Miranda dandole ospitalità.
L'isola è piccola, ci sono animali ovunque e una coltre costante di nubi la sovrasta donandole un'aura spettrale ed inquietante.
Piano piano Miranda si adatta ad una routine totalmente atipica ed inizia a comprendere il mondo dei suoi coinquilini, con cui dopo un inizio freddo, inizia ad avere un rapporto più intimo e civile. Inizia a comprendere la gerarchia del gruppo, e tutti i loro campi di studio: squali, balene, leoni marini ed uccelli.
Il suo lavoro sembra procedere a gonfie vele, uno scatto dopo l'altro, e la vita sembra aver imboccato la giusta via, quando una notte, subisce una terribile aggressione nel suo letto, da parte di uno dei biologi. Lesa nella sua intimità, oltre che nella sua dignità e nella sua anima, non riesce a reagire come avrebbe voluto, e non riesce nemmeno a denunciare agli altri l'accaduto. Nessuno è a conoscenza della terribile ferita emotiva che le è stata inflitta, quando il colpevole viene ritrovato morto: i pochi indizi lasciano pensare che sia stato un incidente, ma Miranda non può fare a meno di pensare che l'isola abbia fatto giustizia per lei.
Ma la sua aggressione e la morte dell'uomo sono solo l'inizio di terribili avvenimenti che metteranno Miranda, e gli altri, davanti a milioni di dubbi: sono solo incidenti, o c'è qualcosa o qualcuno che tira i fili?


"E' sempre stato chiaro che sarei diventata un'artista: ho bisogno di immortalare il mondo che mi circonda come una balena ha bisogno di riemergere per respirare, e che io ricordi è sempre stata la bellezza a guidarmi. Ho talento e non mi faccio problemi a dirlo. La fotografia è sempre stata una certezza, la natura incognita."

Quando ho letto la trama del romanzo non ho potuto fare a meno di pensare al romanzo 'Dieci piccoli indiani' di Agatha Christie, dove un gruppo di persone, 'isolate su un'isola' apparentemente disabitata, inizia ad essere sterminato da un assassino senza volto. Il mio entusiasmo era alle stelle per questo, in quanto ho adorato il libro della Christie, ed anche se alla fine i due libri non hanno nulla che effettivamente li possa collegare, non sono assolutamente rimasta delusa da questo romanzo d'esordio di Abby Geni.

Miranda, è la nostra protagonista e la voce narrante, che affida i suoi pensieri, le sue paure, lo stress ed anche l'apprezzamento alla bellezza incontaminata del luogo ad una serie di lettere indirizzate alla madre, prematuramente scomparsa anni prima. 
La donna ci è molto vicina, è facile per il lettore percepire le sue emozioni, sentire il disagio profondo che l'attanaglia, il vuoto lasciatole dalla morte della madre; la limpidezza dei pensieri che la donna rivolge alla madre, senza filtri, funge da leva e scoperchia il vaso di Pandora che essa si porta dentro, travolgendo il lettore, come un'onda quando il mare è mosso e lasciandolo, talvolta, frastornato e confuso come, a volte, è Miranda.
Gli altri sei personaggi secondari rimangono un po' nell'ombra ed è difficile per il lettore entrare in contatto con loro, rendendo meno facile la comprensione di alcuni dei loro atteggiamenti, ma questo, a conti fatti, non toglie niente alla storia.

"Un'immagine che sembra bella sul momento dopo un paio di settimane può attenuarsi, e sulle prime può essere difficile separare la mente dalla macchina.So benissimo cosa speravo di immortalare - la luce, l'energia, l'atmosfera -, tanto che a volte, riguardando gli scatti, vedo cose che non ci sono. Vedo ciò che volevo fare anzichè ciò che ho fatto. Ho bisogno di tempo e spazio per percepire le immagini con obbiettività, come se appartenessero a qualcun altro."

Se i personaggi secondari non colpiscono in pieno viso, sicuramente la violenza che trasuda da queste pagine è capace di colpirci molto fortemente; essere accettata ed ambientarsi è un processo lento che si svolge pigramente, in netto contrasto con la comparsa della violenza dell'isola che, invece, arriva presto ed è rapida ad imporsi. 


Una serie di violenze colpisce gli abitanti dell'isola, e le domande salgono sempre più in superficie: qual è la vera natura degli uomini? Cosa ci distingue, veramente, dalle bestie?
La violenza è nella natura di tutti gli animali, e quindi anche nell'uomo, che è incapace di gestirla veramente e, a volte, ne viene investito; in una situazione ai limiti della realtà, come quella che esiste sull'isola, è facile farsi sopraffare ed essere risucchiati da una spirale di violenza, dolore e perdita.
L'attenzione dedicata dall'autrice a questo particolare tema è lodevole, la violenza ed il male si respirano e sgorgano fuori dalle pagine, e spesso questo mi ha lasciato un senso di inquietudine dentro; inquietudine incrementata anche grazie a tracce magistralmente lasciate sul percorso dall'autrice, che fanno quasi percepire la presenza di spiriti e fantasmi su quella che viene anche chiamata 'Isola dei morti'. Solo impressioni e suggestioni, o possibile realtà?
Le ambientazioni sono straordinarie e le descrizioni degli animali e dei loro cicli vitali dimostrano che da parte dell'autrice ci sia stata anche una ricerca attenta ed uno studio profondo, sui quali costruire una storia misteriosa intelligente, intrigante e coinvolgente. L'isola, e l'arcipelago di cui fa parte, ha un equilibro ed un'autosufficienza tutta sua, e tutto vortica attorno alla vita nel mare.
Ci sono stati dei momenti in cui mi sono sentita teletrasportare sull'isola, e sentivo quasi il bisogno di indossare delle protezioni, come quelle usate dai protagonisti, per salvaguardarmi dagli attacchi degli animali.


La scrittura dell'autrice è coinvolgente, toccante e capace di toccare l'anima non solo dei protagonisti ma anche dei lettori stessi; Abby Geni è stata capace di farmi percepire il senso di vuoto derivante dalla solitudine dell'isola, dalla durezza del mondo e dall'assenza di pietà facendomi sentire a tratti spaesata. Questo è sicuramente quello che mi piace di certi libri, ti arrivano dentro e ti colpiscono dove sei più vulnerabile, aiutandoti a risanare anche le tue ferite.
L'autrice però non si limita a toccare pochi temi importanti, ma anzi crea una trama capace di intrecciare diverse tematiche di un certo peso quali la perdita derivante dalla scomparsa delle persone che ci sono vicine, la ricerca di un recupero ed una redenzione, la violenza psicologica e fisica perpetrata ai danni di esseri umani come noi, la compassione e l'amicizia, l'omosessualità, i fantasmi; tutto questo finisce nel calderone magico della Geni che crea una storia degna di essere letta, apprezzata ed amata.
"Il dolore e il trauma sono alla base dell'arte"

4,25 ★ su 5

SE LA MIA RECENSIONE NON E' ANCORA RIUSCITA A CONVINCERVI, SONO SICURA CHE LO SAPRANNO FARE LE ALTRE BLOGGER, CHE HANNO PARTECIPATO AL REVIEW PARTY, CON LE LORO!


Un ringraziamento particolare a Sandy de La Stamberga D'Inchiostro per averci regalato dei banner così belli, oltre che averci permesso di leggere questo romanzo!

Chiara