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venerdì 21 giugno 2019

BLOGTOUR "Cambia il vento" di Rebecca Quasi {DRI EDITORE} - INTERVISTA

Buongiorno amici dei libri, ben tornati e buon venerdì!
Oggi per voi l'intervista a Rebecca Quasi, autrice di "Cambia il vento", edito da Dri Editore, che abbiamo conosciuto in questi giorni durante il blogtour a lui dedicato!





TITOLO: Cambia il vento
AUTORE:Rebecca Quasi
EDITORE: DRI Editore
PAGINE:330
PUBBLICAZIONE: 12 aprile 2019
GENERE: Historical romance
PREZZO: € ebook gratuito sul sito DRI; € cartaceo 13,99

Exeter. 1886. Mr. Devon Holmes è partito dal basso. Ha iniziato a lavorare come mozzo a sedici anni e nel volgere di un decennio è diventato prima capitano e poi armatore. Grazie alla sua abilità negli affari è riuscito a sposare lady Costance, figlia del conte di Norfolk, nobile ma in dissesto finanziario. L'unione tra i due non è mai stata né intima né felice e il disastro economico in cui Holmes sarà coinvolto, non potrà che peggiorare la situazione, ma il destino ha in serbo per lui qualcosa di inaspettato; del resto, un vento che cambia può far succedere di tutto, anche stanare una passione sopita... 
Dopo le affascinanti e torturate vicende di “Dita come Farfalle” e le simpatiche ed intriganti frecciatine amorose de “La Governante”, Rebecca ci regala un’altra coppia veramente ben assortita. In questo romanzo breve, nel quale come al suo solito va a mettere in discussione i canoni sociali del periodo, in questo caso Vittoriano, ci raffigura non solo una bella storia d’amore e di seconde possibilità, ma anche una intera famiglia composta da cinque elementi, quattro umani ed un…. Irresistibile felino!


Ed eccoci all'intervista che l'autrice, Rebecca Quasi, ci ha concesso, permettendoci di inoltrarci ancora di più nel suo 'Cambia il vento'!


Cosa l’ha ispirata a scrivere Cambia il vento? 
Mi piacciono molto le storie delle seconde occasioni. I personaggi che ricominciano daccapo in amore o nella vita in generale sono quelli che sento più vicini. Ho scritto diverse storie in cui i protagonisti hanno un'altra possibilità, riprendono in mano la loro vita, in qualche modo rinascono.
In particolare per CAMBIA IL VENTO  mi ha sedotta l'idea di una coppia che convive per un ventennio sfiorandosi in un equivoco di cristallo che li congela.

Immagine correlata

Ho trovato entrambi i personaggi molto realistici, ma anche in grado di far sognare il lettore, come ha deciso di svilupparli?
Ho pensato che la passione della giovinezza, la folgorazione con cui si erano riconosciuti incontrandosi, poteva essere sopita e non spenta... come tenuta in stand by. E ho lavorato su quello per costruire i personaggi.

Come descriverebbe questa storia in cinque parole?
Uscire dall'angolo per ricominciare.

Come funziona il suo processo creativo?  Ha già tutto in mente oppure si lascia guidare dalla storia?
Il mio processo creativo è caotico ed estemporaneo. 
Generalmente parto da una situazione che non necessariamente è l'inizio del libro e poi la sviluppo. 
Non faccio scalette, scrivo e rileggo, scrivo e rileggo.
Ho un taccuino in cui annoto frasi o idee che puntualmente, quando riprendo, non mi dicono più niente.


Cambia il vento è una storia che oserei definire per certi aspetti drammatica, ma allo stesso tempo la pesantezza della situazione viene smorzata dallo stile ironico, come ha trovato il giusto mix?
Quando leggo non mi piace che gli argomenti drammatici vengano appesantiti da un linguaggio ridondante, ma nemmeno sminuiti da banalità o luoghi comuni. Credo che l'ironia, se dosata con garbo, possa sottolineare senza offendere e far risaltare la profondità di una situazione o di un sentimento.

Scrivere un romanzo ambientato nel passato non deve essere certo facile: come sceglie l’ambientazione? Si documenta per poter scrivere la storia, visto che mi sembra rispecchiare molto bene il tempo in cui è ambientata?
Quando ambiento una storia nel passato cerco di documentarmi per non scrivere inesattezze e sono consapevole che occorrerebbe una ricerca più approfondita e minuziosa.
Scelgo l'ambientazione secondo il mio gusto personale e ciò che conosco meglio.

Immagine correlata

Ha sempre voluto diventare un’autrice?
Mi è sempre piaciuto scrivere e lo faccio da anni. Non mi interessa farne un mestiere vero e proprio perché è un'attività che mi rilassa e mi diverte, se dovesse diventare un lavoro porterebbe con sé tutto una dose di stress che non intendo legare a ciò che amo di più fare.
Qual è il messaggio dietro Cambia il vento?
Molto banalmente che l'amore resiste e prima o poi sbaraglia tutto.

Quanto c’è di lei e della sua esperienza personale nei suoi romanzi?
Di me della mia vita poco o niente. Non mi è accaduto nulla di ciò che ho narrato nei miei romanzi. A livello morale ed empatico sono ovunque. In ogni riga.

Dietro una grande autrice c’è sempre un’avida lettrice: quali sono i generi che preferisce?

Non sono una grande autrice ma sono un'avidissima lettrice. Adoro i romance, in particolare quelli storici, ma leggo un po' di tutto.

Risultati immagini per downton abbey mary

Abbiamo soddisfatto la vostra curiosità?
No? Allora è il caso di dare, nuovamente, un'occhiata a tutte le tappe del blogtour!
Cogliamo anche l'occasione per ringraziare Rebecca Quasi per averci concesso questa intervista!



giovedì 2 maggio 2019

INTERVISTA A CHIARA K.JONES - "Un battito di cuore" di AA.VV. - Antologia di beneficenza {DARCY EDIZIONI}

Rieccomi amici dei libri!
Qualche mese fa Darcy Edizioni ha prodotto un'antologia di beneficenza chiamata "Un battito di cuore" dove diverse autrici hanno contribuito al progetto con dei racconti romantici e frizzanti ed il cui ricavato andrà devoluto a favore dell’AIRC, per la ricerca e prevenzione contro il cancro.
Oggi e nei prossimi giorni, io ed altre colleghe blogger ospiteremo le autrici per alcune interviste esclusive dove ci sveleranno i loro segreti ed il loro mondo.

L'immagine può contenere: testo

L'onore di aprire questa carrellata di interviste è mio, ed oggi, qui sul blog ospiterò Chiara K.Jones, autrice del racconto "Imprisoned Heart", ma prima...

Un battito di cuore: Antologia di beneficenza di [VV., AA.]

Titolo: Un battito di cuore
Autore: AA.VV.
Editore: Darcy Edizioni
Genere: Antologia
Pagine: 409
Prezzo: 13,00€
Data di pubblicazione: 5 dicembre 2018

Un libro per fare del bene e per uno scopo importante, l’intero ricavato dell’antologia andrà devoluto a favore dell’AIRC, per la ricerca e prevenzione contro il cancro. Un progetto generoso reso possibile da donne autrici, che vogliono aiutare tutte le altre meno fortunate per dar loro un’arma per poter vincere la loro battaglia più importante.

Nell’antologia si rincorre il tema dell’amore in tutte le sue sfumature, oltre a far del bene, questa raccolta di racconti, darà anche emozioni a chi la vorrà leggere.

Chi ha reso possibile tutto questo? È tempo di fare nomi:
Asia Pichierri, Anisa Gjikhdima, Jane Rose Caruso, Barbara Graneris, Cristina Migliaccio, Chiara Rametta, Giovanna Tufano, Chiara K.Jones, Noemi Di Liberto, Rosanna Fontana, Antonella Maggio, Serena Brucculeri, Luana Arfani.


Nessuna descrizione della foto disponibile.

Ciao Chiara, benvenuta in questo spazio, che è mio quanto tuo, vista l’omonimia! Ed in tal proposito, comincio subito con le domande su quello che è la tua “terra dei libri”.
Innanzitutto, complimenti per aver preso parte ad un’iniziativa cosi bella e di aver dedicato il tempo ed il tuo amore per la scrittura per beneficienza!
Mi piacerebbe affrontare con te una sorta di viaggio tra passato, presente e futuro di Chiara K. Jones in veste di scrittrice, perciò...

Sappiamo che scrivi da un po’ ed hai avuto anche molto successo su piattaforme come Wattpad, ma prima di essere una scrittrice sei stata (e sei tutt’ora) una lettrice e mi piacerebbe quindi sapere, se lo ricordi, qual è stato il primo libro che ti ha avvicinata alla lettura e quali le emozioni che hai provato durante la sua lettura? 

Ciao, grazie per avermi ospitata sul tuo blog! Il libro che mi ha introdotta definitivamente nel mondo della lettura è stato Ti aspettavo di Jennifer L. Armentrout, la mia autrice preferita. Sono passati anni da quando l'ho letto e ne ho letti molti altri, ma per me quel libro è indimenticabile ed è il mio posto sicuro quando sto per cadere nel blocco del lettore 

Ed invece quale libro è stato quello che ti ha fatto pensare, per la prima volta, "Questo è quello che voglio fare anche io!" ? 
E conseguentemente quando hai realizzato veramente di voler scrivere?

Non c'è un libro che mi ha fatto pensare questo, diciamo che ho iniziato a scrivere prima di diventare una lettrice accanita. Ho realizzato di voler scrivere vedendo una serie TV e trasformando un po' la vita dei personaggi, ma alla fine l'ispirazione mi ha portato da tutt'altra parte!

Vedendo come è partito questo tuo viaggio, un po’ come una “scommessa con te stessa” su una piattaforma online, spero proprio che ti possa realmente portare lontano, scommetto che però scrivere non sia stata una passeggiata, c'è stato un momento in cui hai davvero pensato di mollare e che non ne valeva la pensa? 
Cosa ti ha fatto desistere dal farlo?

Quando dici scommessa hai visto bene. Diciamo che una mia amica mi aveva lanciato questa sfida nel pubblicare qualcosa su wattpad, e dopo averci rimuginato per giorni, ho deciso di provarci. Tanto cosa avevo da perdere?
Ogni tanto mi è venuto in mente di abbandonare, ma sono una tipa testarda e precisa e odio le cose fatte a metà.

Ed in tal proposito, visto i molti impegni che hai legati sia al mondo dei libri sia alla tua vita privata, come organizzi il tuo tempo durante le sessioni di scrittura?
Hai una sorta di giornata tipo in cui ti imponi orari ben definiti per scrivere oppure, semplicemente, quando ti sentì ispirata?

Ovviamente non posso comandare la mia testa super complessa e scrivere a piacimento. L'ispirazione, è lei che decide.

Tornando ai giorni nostri ed alla storia che hai scritto per l’antologia di beneficienza “Un battito di cuore”: come ti è nata l’idea di questo racconto?

Il racconto presente in un battito di cuore era già in cantiere. Avevo scritto la trama e i primi capitoli. Inizialmente la storia doveva essere sviluppata diversamente, ma alla fine sono stata più che felice a modificarla per l'antologia.

Ti piacerebbe aver la possibilità di trasformare questo racconto in un vero e proprio romanzo dando un vero e proprio spessore ai protagonisti, creando tutto un universo, che non abbiamo potuto esplorare nel racconto?
Avresti già le idee per come sviluppare la storia in questo caso?

Come dicevo prima, la mia idea iniziale era un po' diversa, per essere un racconto breve ho dovuto eliminare più della metà delle mie strane idee, ma si, imprisoned heart era destinato ad essere un romanzo vero e proprio. Su YouTube trovi il trailer di cosa sarebbe diventato se vuoi!

C’è un personaggio, tra quelli del racconto, a cui tieni molto, e che appunto vorresti aver la possibilità di esplorare?

Si, Luca. Diciamo che ho osato un pochino nel decidere di raccontare di un carcerato. Certo, la sua storia non è sviluppata a 360 gradi, ma lui ha tanto da raccontare. Dai problemi di famiglia, a ciò che è accaduto per farlo finire in prigione, a quello che ha vissuto lì dentro fino ad arrivare all'incontro con Francesca.

Quali emozioni hai provato a far parte di un progetto tanto bello ed ambizioso?

E' stata una grande emozione per me. Far parte, anche se con il minimo, ad un progetto per una causa così importante mi ha dato forza. Ho a cuore le ricerche contro il tumore al seno, avendo avuto una persona a me cara che ha sofferto di ciò.

Ed invece, volgendo già lo sguardo al futuro, che altri progetti hai?
C’è già qualche personaggio che scalpita per venire fuori e a cui non vedi l’ora di poter dare vita?

Ti piacerebbe poter, in futuro, regalare nuovamente la tua arte per beneficenza? 

Ed ultima domanda, ma non per importanza, quali sono i tuoi obiettivi e i tuoi sogni per il futuro?

Pensando al futuro vedo me laureata e spero con un lavoro 😂. Poi vorrei viaggiare per il mondo, e chissà mettere su famiglia. 
Per quanto riguarda la scrittura ho delle idee in mente e scritte qua e  la tra i miei appunti, chissà magari lo leggerete presto!
Mi piacerebbe contribuire in altri progetti di beneficenza, se non iniziamo noi con piccolezze, come possiamo migliorare la vita?

Ti ringrazio per il tempo che mi hai dedicato, e ti auguro di continuare a realizzare tutti i tuoi sogni !

Grazie mille per aver letto il mio racconto e tutta l'antologia e per avermi ospitata ❤



Ringrazio anche Chiara per averci regalato questa foto da lei scattata!
Nessuna descrizione della foto disponibile.

sabato 17 giugno 2017

BLOGTOUR "WOLF 2 - Il giorno della vendetta" di Ryan Graudin, INTERVISTA A YAEL E LUKA

Ciao amici dell'etere, bentornati sul blog... oggi è un sabato ricco di blogtour e belle sorprese, ed in proposito alla fine del post troverete una splendida sorpresa per voi!

Quest'ultima tappa del blogtour dedicato a WOLF 2- IL GIORNO DELLA VENDETTA, di Ryan Graudin ed edito da DEA PLANETA LIBRI pochi giorni fa, vedrà come protagonisti Yael e Luka, che hanno rilasciato per noi un'intervista esclusiva per farsi conoscere meglio!




Titolo: Wolf - Il giorno della vendetta
Autore: Ryan Graudin
Editore: De Agostini
Collana: Le gemme
Genere: Distopico
Pagine: 575
Prezzo: 14,90€
Data di uscita: 6 giugno 2017


TRAMA: 

È il 1956 e il mondo è in fermento: dopo decenni di dominio assoluto, Hitler è stato assassinato e la Resistenza è pronta a prendere le armi. A innescare la scintilla è stata Yael, la ragazza dagli straordinari poteri mutaforma, miracolosamente sopravvissuta al campo di concentramento. È solo grazie al suo coraggio se il Nuovo Ordine ha le ore contate. O almeno così tutti credono. Ma la verità è molto più complicata di come appare, e le conseguenze di quanto è accaduto sono devastanti. Ora Yael è in fuga in territorio nemico. Non è sola, però. Insieme a lei ci sono Luka e Felix, i due ragazzi che ha dovuto tradire per portare a termine la sua missione e che adesso vuole proteggere a ogni costo. Ed è nel bel mezzo del caos che il passato e il futuro di Yael si scontrano, obbligandola a fare i conti con i propri sentimenti. Odio e amore, vendetta e perdono. Scegliere non è facile, soprattutto quando sul piatto della bilancia ci sono da un lato il destino del mondo intero e dall’altro la vita di chi ama. Quale sarà la scelta di Yael? Vita o morte?



L'INTERVISTA A YAEL & LUKA

Yael, sei stata addestrata a combattere e a lottare per la libertà, nonostante la tua tempra e la scorza che ti caratterizzano c'è qualcosa che ti fa paura?

Ci sono milioni di cose per cui dovrei provare paura: la morte, i nazisti che spadroneggiano con i loro fucili puntati sulle nostre teste, potrei provare perfino paura nei confronti dell'amore, ma in realtà la mia paura più grande è rappresentata da un oggetto minuscolo ovvero gli aghi.
Quando esco dal tatuatore mi ritrovo in uno stato di turbamento ed inquietudine dovuta agli aghi, al ricordo degli aghi stessi che pungono la mia carne tra le mani esperte del dottor Geyer. Tutto quello che gli aghi possono fare, e di cosa mi hanno fatto. Mi hanno tolto molto, ma mi hanno dato qualcosa con cui poter combattere.


Quello che ti è stato dato ti ha reso la donna coraggiosa che sei ora, ricordi il momento in cui hai pensato con consapevolezza che un giorno avresti combattuto per la libertà al fianco della Resistenza?


La mia vita è un elenco infinito di momenti che mi hanno segnata e mi hanno condotta fino a qui, la prima a rendersi conto che io effettivamente potessi reagire e battermi è stata Babushka: la mia più vecchia amica, una delle anziane che condivideva con me la Baracca 7. E' stata lei a chiamarmi per la prima volta Volchitsa, lupa in russo, una creatura feroce ed ostinata per una bambina feroce ed ostinata.
Una sera la Babushka mi ha regalato delle matrioske spiegandomi che il dottore aveva ragione a sostenere che fossi una bambina speciale. "Sei speciale, Volchista" mi disse "Tu cambierai le cose.". Ed io così ho fatto.


Volchista, lupa. E' questo il segreto che ti ha spinta a tatuarti cinque lupi sul braccio per coprire il numero con cui ti marchiarono nel campo di concentramento in cui ti deportarono?

Quando ero appena una ragazzina sentii parlare per la prima volta di Valchiria ed investigai sul significato di questo termine; le Valchirie erano, per la mitologia norrena, delle bellissime vergini che comparivano sui campi di battaglia e selezionavano chi viveva e chi invece moriva.
Donne con ali maestose in mezzo alle battaglie a decidere. Chi viveva. Chi moriva. Belle, mostruose, temibili.
Mi sono sempre immaginata la scena: una donna potente dalle ali spiegate che incombeva sopra il Fuhrer. E sceglieva. Vita o morte.
Ho scelto il lupo perchè era l'animale che la Valchiria Gunnr cavalcava per andare in battaglia; è una creatura fatta di libertà e ferocia capaci di sopravvivere da sola ma alla ricerca costante del branco.
E cinque perchè quattro sono i miei fantasmi ed uno è un monito; Babushka, mamma, Miriam, Aaron-Klaus che ho amato e che mi hanno amata. E Vlad, il promemoria vivente che è sempre necessario guardare avanti. Ricordare da dove vengo, cos'ho passato. Ma guardare avanti nel mirino, anche se, come a Vlad, rimane un occhio solo.
I fantasmi resteranno, proprio come i numeri sotto strati di inchiostro. Come il nostro dolore, come il mio dolore. Ma non devo aver paura di loro.




Se i lupi che ha sul braccio sono il segno distintivo ed immutabile di Yael, i tuoi Luka sono senza dubbio il giubbotto di pelle e la piastrina che porti al collo. Esiste una storia dietro questi oggetti che sono una seconda pelle per te?

Sono oggetti scenici per il alimentare il mio fascino. Ah ok, volete la motivazione reale? Ok, ma sappiate che l'esplorazione della mia anima non mi renderà meno affascinante ai vostri occhi. Ecco...
Ho sempre avuto un'ammirazione per mio padre da piccolo, Kurt Löwe. Faceva parte dei Kradschützen, il corpo motociclistico d'élite che aveva giocato un ruolo chiave nell'attacco sul fronte russo, ma quando è stato colpito da una granata ed ha perso il braccio è stato rispedito a casa; avevano premiato il suo valore con un distintivo in argento ed una Croce di Ferro di seconda classe. Cicatrici e medaglie: i segni rivelatori degli eroi di guerra, ed io ne ero affascinato. Non c'era niente che desiderassi più di una bicicletta per poter giocare e fingere di essere un motociclista dei Kradschützen. Io volevo semplicemente essere come mio padre, ma lui non la prese molto bene... Mi lasciò fuori dalla porta durante uno dei natali più nevosi di sempre con indosso solo questo giubbotto e la piastrina, per insegnarmi a non piangere e a non mostrare le emozioni perchè le lacrime sono una debolezza, e lui non avrebbe tollerato di avere un figlio debole.
Ricorderò per sempre ciò che disse dopo avermi lanciato il suo giubbotto: "Un giovane tedesco deve essere forte. Resistente come il cuoio, duro come l'acciaio.".
Li indosso per non scordarmelo mai.


Immagino sia questo uno dei motivi per cui hai deciso di imbarcarti nel Tour dell'Asse. Chi è stato l'avversario più tosto di questo tour?

L'avversario più tosto, e non lo dico per vantarmi, sono stato io stesso. Luka
 Löwe contro Luka Löwe. Quando ho cominciato questo Tour dell'Asse avevo un solo obiettivo: vendicarmi di Adele, colei che mi aveva masticato il cuore e fatto sanguinare la testa rubandomi così la vittoria dello scorso anno.
Il mio piano era semplice: avrei osservato Adele Wolfe come un falco, avrei finto di amarla ancora conquistando la sua fiducia, la sua alleanza ed il suo cuore suggellando il tutto con un bacio, con il quale l'avrei avvelenata mettendola fuori gioco per qualche ora permettendomi di vincere la gara e di vendicarmi.
Il piano aveva funzionato bene all'inizio, ma più la osservavo e più mi rendevo conto che Adele Wolfe era cambiata: nonostante esternamente fosse sempre la stessa bellissima ragazza c'era una profondità che non c'era mai stata in lei. Si preoccupava di cose di cui non si era mai preoccupata, provava compassione e rammarico per le sue azioni.
Più la osservavo e più mi rendevo conto che c'era una falla nel mio piano... Non potevo fingere di amarla ancora, perchè l'amavo davvero. 
Ho dovuto combattere con me stesso più che con gli altri proprio per questo: due parti di me che reclamavano vendetta e amore.



L'aver appreso la verità ha modificato in qualche modo i tuoi sentimenti per Adele-Yael?

Non sapevo gestire la vicinanza fisica, mi sentivo ardere come mi era già successo in altre occasioni con questa Adele-Non Adele.
Il mio corpo era tormentato da strascichi di emozioni: amore mescolato a odio e rimestato da spavento. Ed ero pieno di dubbi e domande su chi lei fosse, e soprattutto sul perchè, nonostante fosse capace di modificare il suo aspetto e nonostante avesse mentito a me e alla nazione io avessi ancora il desiderio costante di baciarla.
La prova del fatto che provassi qualcosa di ingestibilmente potente sta nel fatto che decisi di seguirla nella sua fuga.


AVETE SCOPERTO QUALCOSA IN PIU' SUI NOSTRI DUE PROTAGONISTI GRAZIE A QUESTA INTERVISTA?

🐺🐺🐺

ED ECCO, FINALMENTE PER VOI, LA BELLISSIMA SORPRESA DI CUI PARLAVO ALL'INIZIO... UNA COPIA CERCA CASA!!

Ecco a voi le semplici regole per poter tentare la fortuna e vincere una copia del romanzo
↓

Obbligatorie: 
- Diventare lettori fissi dei blog partecipanti
-Seguire su instagram Carlo Salvato e La stamberga di Inchiostro
- Commentare tutte le tappe
- Mettere mi piace alla pagina Facebook di DeA Young Adult

Facoltativa:
-Condividere le tappe

a Rafflecopter giveaway

ECCO DOVE TROVARE LE ALTRE TAPPE! 
AFFRETTATEVI C'E' TEMPO SOLO FINO A DOMENICA 18/06!


↓

INTERVISTA A YAEL E LUKA, Chiara In Bookland


Ringraziamo Carlo Salvato di The Room Tales per i banner di questo blogtour!

Enjoy,
Chiara🐺

venerdì 21 aprile 2017

Blogtour "LA DONNA CHE CANCELLAVA I RICORDI", Autore ed Intervista


Buongiorno amici dell'etere, bentornati!
Oggi vi coinvolgo in un blogtour che vede come protagonista l'ultimo romanzo di Brian Freeman edito Piemme; quella di oggi, in particolare, ha come oggetto l'autore ed una piccola breve intervista, pubblicata grazie alla casa editrice, rivela qualche chicca interessante!


Titolo: La donna che cancellava i ricordi
Autore: Brian Freeman
Titolo originale: The night Bird
Editore: Piemme
Genere: Thriller
Pagine: 384
Uscita: Aprile 2017
Prezzo: € 18,50




Trama
Per alcuni è capace di pura magia. Per altri, si diverte un po' troppo a giocare a essere Dio. In ogni caso, che se ne pensi bene o male, la dottoressa Frankie Stein fa parlare di sé a San Francisco: ha sviluppato un controverso metodo di ipnosi in grado di cancellare il ricordo di eventi traumatici, ricostruendoli in modo da "diminuire" il coinvolgimento del soggetto.
Non tutti ci credono; tra i più scettici il detective della Omicidi Frost Easton - che spesso si ritrova a dover collaborare con Frankie in tribunale. Frost è un uomo con un passato ingombrante, che ha imparato a sue spese che non esistono i miracoli. E nemmeno le coincidenze. E infatti, quando una serie di donne ritrovate morte in zone diverse della città vengono identificate tutte come ex pazienti della dottoressa Stein, Frost sa che dovrà partire da lei per capire chi si nasconde dietro gli omicidi.
Se vogliono fermare il serial killer che sta terrorizzando la città del Golden Gate, Frankie e Frost dovranno così navigare, insieme, le acque burrascose di un'indagine sempre più intricata, imparando ad apprezzarsi a vicenda. Mentre il killer continua a colpire: chi sarà la prossima vittima?

venerdì 23 ottobre 2015

Intervista ad Alessandra Angelini autrice de "La mia musica sei tu"

Oggi cammino davvero sulle nuvole! Sono molto felice ed emozionata perchè ho avuto la possibilità di intervistare Alessandra Angelini, autrice del romanzo "La mia musica sei tu", di cui ho pubblicato ieri la recensione! (potete trovarla QUI )
Dopo averla stalkerizzata su Facebook Alessandra, una ragazza gentilissima a dire poco, mi ha concesso un po' del suo tempo per rispondere a qualche domandina su ciò che l'ha ispirata e come sta vivendo questo momento!
Vorrei anche rendervi partecipi dell'iniziale scambio di battute che c'è stato tra di noi, giusto per farvi capire quanto sia spiritosa e disponibile Alessandra, e quanto davvero il suo successo sia meritato!




Chiara: Sono abbastanza emozionata ed in ansia in questo momento!
Alessandra: ma figurati, sono io che devo rispondere.
Chiara: Si ma, mi stai dando una grande opportunità, spero che le mie domande non ti sembrino stupide.
Alessandra: se non mi chiedi il pin del bancomat, che non ricordo, siamo a posto.
Chiara: Accidenti, io puntavo proprio a prosciugarti il conto! Ora mi toccherà pensare a domande vere 
Bene, Conosci molto bene il mondo della musica, pura curiosità e passione o in qualche modo ne fai parte anche tu? E quando è nata questa passione, tempi recenti o sin da piccola?
Alessandra: Solo pura passione, purtroppo. Non ho senso del ritmo, nemmeno un briciolo, sono stonata come una campana, ma amo la musica. Mi tiene compagnia da quando ero ragazzina e studiavo con le cuffie nelle orecchie. Potrei associare ad ogni periodo una canzone ben precisa, un ricordo indelebile che ancora oggi è capace di farmi tornare indietro di anni in un istante.

C: Rimanendo sul tema della musica, che stando alle tue parole ti è davvero molto caro, mi chiedo c'è stato qualche momento nella tua vita in cui ti sei davvero sentita "salvata" dalla musica?
A: 'Salvata' nell'accezione generale del termine non credo. Per me è più una sorta di amico affidabile, quello che gioisce con te nei momenti belli, e ti porge la spalla in quelli brutti.

C: Una sorta di coperta di Linus insomma, da cui non ti stacchi mai! La prima volta che ci siamo scritte mi hai detto che un'altra passione sono i libri... Quindi, prima di essere una scrittrice sei stata una lettrice, quale libro è stato quello che ti ha fatto pensare per la prima volta "Questo è quello che voglio fare anche io!" ? E conseguentemente quando hai realizzato veramente di voler scrivere?
A: Amo i libri, ogni volta che ne apro uno è un nuovo viaggio, trovi nuovi amici, scopri nuovi luoghi. Ho sempre ammirato gli scrittori, perché attraverso i loro lavori ci fanno vivere mille vite, ci permettono di vedere, provare esperienze che forse nella vita reale non affronteremo mai. Per quanto riguarda me, non ho mai pensato di poter diventare scrittrice, non davvero. Scrivere è come una sorta di terapia per me, metto su carta, o meglio su pc, le storie che mi affollano la mente, e sto bene. Mi fa sentire bene e in pace con me stessa. Se poi questo mi porterà mai da qualche parte non so dirtelo.

C: Vedendo come è partito questo tuo viaggio spero proprio che ti possa realmente portare lontano, scommetto che però scrivere non sia stata una passeggiata, c'è stato un momento in cui hai davvero pensato di mollare e che non ne valeva la pensa? Cosa ti ha fatto desistere dal farlo?
A: Scrivere un libro non è facile. E' un processo lungo, complicato dove serve tanta disciplina. Lavoravo, scrivevo e dormivo, più o meno la mia giornata tipo era questa. Tutto il tempo libero lo dedicavo a questo. Se non hai qualcuno accanto che sopporti i tuoi sbalzi d'umore e ti stia vicino, è davvero difficile. Ci sono momenti in cui vorresti mollare tutto, momenti in cui pensi che non ne valga la pena, ma poi hai quella storia da finire e lo fai. Almeno io l'ho fatto, e ora sono contenta di me stessa e della mia storia. Non vedrà mai la luce tra qualche scaffale di una libreria, ma sono soddisfatta di questo libro.

C: Spero che ci sia per te la possibilità di finire nelle librerie, ed io da brava fangirl acquisterò la mia copia, basta che poi me l'autografi, così potrò tenerla come un tessssoro (C'è un piccolo Gollum dentro di me!) Comunque mi hai preceduta, volevo proprio chiederti com'era la tua giornata tipo in fase di scrittura e tempisticamente vista la ricchezza del romanzo, quanto ci hai messo più o meno tra la progettazione e la stesura?
A: Incrocio le dita, purtroppo ci vuole molta molta fortuna per essere notati. La mia giornata ti po di scrittura si apre alle 21, post lavoro. Di solito riesco a scrivere un paio d'ore, a volte qualcosa di più. Dipende dalla stanchezza e da cosa sto scrivendo, se sono nel bel mezzo di una scena non posso propio interrompere! Per la stesura ho impiegato circa 8 mesi, per l'editing... quasi lo stesso tempo. Sono una perfezionista, perciò ho scritto e riscritto alcune parti che non mi piacevano, discorsi che non filavano o suonavano falsi. Controllato e ricontrollato.
C: La storia è ricca ma allo stesso tempo lineare e conforme, c'è da dire che il risultato di tanto impegno è davvero evidente, il tuo romanzo è online da pochissimo tempo e sta già riscuotendo un bel successo. Ti saresti mai aspettata una cosa del genere? Un riscontro tanto positivo da parte del pubblico intendo
A: A dire il vero no, non me lo aspettavo. Sono un'esordiente nel vero senso della parola. Non avendo un blog, né un seguito da libri precedenti, è un risultato straordinario frutto del passaparola di chi lo ha letto. Posso solo ringraziare i lettori.
C: Chi ha talento e investe tanto tempo in un progetto merita sicuramente del successo, e questo è il tuo caso senza ombra di dubbio. Sono convinta però che non si creino personaggi ed amicizie così reali e sentite senza una base ed un'ispirazione reale (perdona la ripetizione). Hai avuto anche tu la fortuna di avere un gruppo di amici come i Bad Attitude?
A: Mi piacerebbe avere un gruppo di amici così affiatato ma non sono mai stata il tipo da grandi compagnie, sono una persona piuttosto riservata. E' tutto frutto della mia immaginazione.
C: E' difficile crederlo, l'affiatamento che c'è tra i ragazzi sembra così reale e tangibile, un'altra lode da tessere nei tuoi confronti. E di Isabella invece, che puoi dirci? Quanto c'è di Alessandra in Isabella?
A: Credo che ogni autore metta un po' di se in ogni personaggio e nessuno lo rappresenti per intero.
C: Credo di averti tartassata per bene, lasciami il tempo per un'ultima curiosità... Quale, tra i protagonisti, è quello a cui sei più affezionata, quello a cui pensi di aver dato di più?
A: Questa è difficile, perché sono affezionata a tutti. Ogni personaggio ha i suoi punti di forza e le sue debolezze, qualcuno risulta solo meno evidente perché lo maschera bene. Non potrei davvero scegliere, posso dirti però il personaggio che gioco forza è risultato più sacrificato dai tagli in fase di editing: Nico. C'erano delle scene, delle parti che gli davano più spazio ma dato che non erano funzionali per la storia, a malincuore ho dovuto tagliare.
C: Bè però Nico, seppur poco ha un grande ruolo, la sue scelte avrebbero potuto far crollare tutto! Pensi di bloccarmi se ti faccio un'ultima domanda?
A: Dimmi
C: Progetti futuri nell'ambito della scrittura?
A: Ho per la testa due progetti diversi, uno che non c'entra con i BA e uno che potrebbe far ancora parlare di loro. Sempre che non siate stanche di sentirli.
C: Mai! Questo è impossibile! Come ci si può stancare di questi pazzi ragazzi?! Grazie mille per la tua pazienza è la tua cortesia Alessandra! Sei stata fin troppo gentile! Ti ringrazio e sicuramente anche tutte le altre persone che ti seguono sono felici di aver scoperto qualcosina in più di te!
A: Grazie a te <3
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