venerdì 18 gennaio 2019

REVIEW PARTY "Un milione di volte buonanotte" di Kristina McBride

Buongiorno amici dei libri, buon venerdì!
Oggi, per prepararci al weekend, vi porto la recensione, in occasione del Review Party, di uno young-adult uscito ieri per Newton&Compton... pronti?
Ps. La copertina è uno spettacolo!

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Titolo: Un milione di volte buonanotte
Autore: Kristina McBride
Editore: Newton Compton Editori
Genere: Young Adult
Pagine: 288
Prezzo: 9,90€
Data di pubblicazione: 17 Gennaio 2019

La notte della festa prima delle vacanze, la diciassettenne Hadley prende “in prestito” l’auto di Ben, il suo ragazzo.Ovviamente senza dirglielo. Peccato che Ben non sia un tipo che lascia correre, e si vendica postando sui social una foto compromettente di Hadley senza veli, a beneficio di tutta la scuola. Quando viene avvertita di quello che sta succedendo, Hadley si trova a dover prendere una decisione. Può tornare indietro alla festa e costringere Ben a eliminare la foto oppure vendicarsi a sua volta portando la sua adorata macchina il più lontano possibile dalla sperduta cittadina dell’Ohio in cui vivono. Nel primo caso il piano per vendicarsi potrebbe portare alla luce segreti sconvolgenti. Nell’altro Hadley si ritroverebbe intrappolata nell’auto con il suo ex, Josh, costretta a rivivere con lui tutti gli errori commessi nel passato, incluse le cause della loro rottura. Hadley è di fronte al bivio e può scegliere solo una delle due strade… o forse no?
 


Come può cambiare la vita di una persona in una sola notte? 
Come è possibile che una sola decisione cambi il corso degli eventi della nostra vita? 
Può realmente una singola scelta cambiare ogni dettaglio del futuro?
Sono queste le domande che mi sono posta leggendo il romanzo di Kristina McBride, che attraverso Hadley, la sua protagonista, cerca di rispondere ai quesiti sopracitati, che tutti, almeno una volta nella vita, si sono domandati.
Raccontare e recensire il romanzo della McBride non è semplice come potrebbe sembrare: la storia si divide in due linee di eventi una molto diversa dall'altra, che derivano dalle scelte compiute da Hadley la sera dell'inizio delle vacanze, quando, prima di recarsi ad una festa, con le sue due migliori amiche, prende senza permesso l'auto di Ben, il suo fidanzato, per recarsi sul luogo dove, un anno prima, è morta Penny, loro amica storica per renderle omaggio. 
Ben, scoperto il "furto" della sua auto, decide di farle un torto pubblicando una sua foto "a luci rosse" su Facebook, alla mercè di tutti, sotto gli occhi affamati di tutti i loro amici.
Da qui, a seguito di un mancato scontro con un'auto,  comincia la doppia linea del destino di Hadley: la ragazza deve decidere se tornare da Ben, pregarlo di perdonarla e rimuovere la foto dal social network, oppure fargli un torto ancora pià grande, partendo con le amiche e Josh, suo ex ragazzo incontrato per caso sul luogo della morte di Penny, per un'avventura on the road, portando l'auto sempre più lontana dal legittimo proprietario.


Ho trovato l'idea di base molto intrigante e, nonostante ci sia qualche difettuccio, la storia mi ha colpita e mi è piaciuta: l'autrice è stata capace di creare due storie, coadiuvandole in alcuni punti, e slegandole in molti altri, ma creando in entrambe le trame della suspense ed articolandole al meglio, cercando di trattare alcuni temi oscuri, realistici e, purtroppo, sempre più attuali al giorno d'oggi, come la violenza psicologica e fisica, il dolore, la droga e il suicidio, anche se avrei preferito vedere un approfondimento maggiore per quanto riguarda alcuni di questi, credo sia importante che certi argomenti considerati ancora "taboo" e "scabrosi" vengano portati alla luce, e vengano, alcuni in particolare, denunciati, perchè il silenzio può essere, talvolta, un buon alleato, ma è capace anche di uccidere.


Dopo il primo smarrimento iniziale, dovuto al continuo cambio di linea 'temporale', è facile capire come destreggiarsi all'interno della storia ed è interessante vedere come le stesse informazioni ci siano arrivate da entrambe le direzioni, come a sottolineare il fatto che, nonostante si possano prendere determinate scelte, prima o poi tutto quello che ci spetta arriva.
Lo stile dell'autrice è interessante, unico, pungente e fresco e questo, insieme alla trama intelligente e spumeggiante, è fondamentale per rendere una storia, che si sviluppa nell'arco di sole ventiquattro ore, interessante, fluida, dinamica e capace di catalizzare totalmente l'attenzione del lettore.


Hadley, la nostra protagonista principale, messa al bivio, è una ragazza tosta, capace di tirare fuori una grinta ed un coraggio inimmaginabili, è gentile, altruista e legata alle sue amiche, ma anche tanto immatura, a volte; quest'immaturità viene esplorata e sradicata nel corso della storia, attraverso uno sviluppo ed una presa di coscienza maggiore che l'autrice ha deciso di regalarle.
I personaggi sono ragazzi giovani, normali agli occhi dei più, forse leggermente stereotipati, ma rappresentativi di una generazione che rischia di distruggersi ad ogni passo che compie e che al contempo avrebbe la possibilità, dati i mezzi a sua disposizione, di portare il genere umano a vette altissime.
Questi protagonisti sono incoscienti, sconsiderati, senza la minima paura e, nonostante, io non sia riuscita ad empatizzare con nessuno di loro, sono terribilmente interessanti, immersi in un racconto di vita e morte, amore ed odio, bugie, mezze verità, adolescenza, amicizia, inganni e tradimenti, sempre in bilico tra quello che è e quello che sarebbe potuto essere, quel famoso "e se..." che ci colpisce tutti nella vita, e a cui non possiamo sottrarci.


In definitiva, il libro mi è piaciuto molto, anche se alcune scelte stilistiche dell'autrice mi hanno un po' destabilizzata, che però non hanno intaccato la dolcezza di alcuni passaggi e la freschezza di altri, la fluidità del testo ed i messaggi in esso nascosti.
Lo consiglio? Si, milioni di volte si, a tutti coloro che hanno bisogno di ricordarsi che ogni decisione ha un differente impatto, e che la vita è una, e che potrà capitare di sbagliare, ma l'importante è seguire il cuore.



giovedì 17 gennaio 2019

BLOGTOUR/REVIEW PARTY "Addicted" di Paolo Roversi - RECENSIONE

Buongiorno amici dei libri, buon giovedì!
Ad una settimana di distanza dall’inizio dell’evento dedicato al nuovo romanzo di Paolo Roversi, oggi, io e le mie colleghe blogger siamo qui per dirvi i nostri pensieri riguardo alla storia, allo stile e a tutto quello che ci ha colpito oppure no attraverso un Review Party!

L'immagine può contenere: una o più persone e testo

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Titolo: Addicted
Autore: Paolo Roversi
Editore: SEM
Genere: Thriller
Pagine: 192
Prezzo: 16,00€ ed.cartacea - 7,99€ ed.digitale
Data di pubblicazione: 17 Gennaio 2018

Rebecca Stark è una brillante psichiatra londinese che ha messo a punto un innovativo sistema per guarire la gente dalle proprie ossessioni. Il metodo Stark è così efficace che un magnate russo, Grigory Ivanov, decide di affidarle la conduzione della Sunrise, la prima di una serie di cliniche all’avanguardia, disseminate in tutto il pianeta, che aiuteranno le persone ad affrancarsi dalle loro peggiori addiction. Viene così lanciata una campagna pubblicitaria a livello mondiale. Il primo centro apre in Italia, in Puglia, all’interno di un’antica masseria ristrutturata, circondata da campi e ulivi. Un posto perfetto per accogliere i pazienti che, come parte integrante della cura, dovranno lavorare, cucinare e dedicarsi alle pulizie. Vivranno, insomma, come una piccola comunità isolata. Fra le centinaia di richieste che arrivano vengono selezionati sette candidati da diversi Paesi: Lena Weber, ossessionata dalla perfezione fisica; Jian Chow, web designer e hacker voyeur; Rosa Bernasconi, una ragazza tecno dipendente; Claudio Carrara, giocatore d’azzardo compulsivo; Julie Arnaud, manager ninfomane; Tim Parker, trader cocainomane; e, infine, Jessica De Groot, autolesionista. All’inizio della terapia tutto sembra girare nel migliore dei modi ma, ben presto, alcuni pazienti scompaiono misteriosamente. Complice una pioggia torrenziale che tiene segregati gli ospiti, impedendogli la fuga e ogni contatto con l’esterno, comincia da quel momento un macabro gioco al massacro.




Rebecca Stark è una psichiatra londinese che si occupa di aiutare i suoi pazienti a controllare le loro addiction, le dipendenze patologiche, attraverso un metodo innovativo creato proprio da lei, ed eseguito con l'aiuto dell'infermiere ed amico Dennis.
Per anni la psichiatra sviluppa ed articola sempre di più il suo progetto e, quando un suo ex paziente, un magnate russo ormai guarito, le propone di diffondere sempre di più il suo metodo lei non può rifiutare: parte alla volta della Puglia, insieme al fidato Dennis per coordinare un'antica masseria adibita, proprio dal magnate, a clinica immersa nella natura più incontaminata, pronta ad accogliere altre persone con dipendenze patologiche e bisognose di aiuto concreto.
Il magnate lascia totalmente carta bianca alla donna, che si mette subito all'opera e ricerca tra tutti i candidati solo sette persone, tutte con addiction diverse.
I pazienti sono persone che arrivano da luoghi e culture diverse, che hanno come elemento comune, appunto, il fatto di essere divorati dalle loro dipendenze: ninfomania, ludopatia, abuso di droghe, autolesionismo, tecnodipendenza, vouyerismo sessuale virtuale ed ossessione per la forma fisica sono le sette dipendenze prese in esame dalla dottoressa, che si mette, sin dal momento dell’arrivo dei suoi pazienti, all’opera, imponendo loro l’uso dell’inglese come lingua comune e vietando categoricamente ogni dispositivo elettronico, per per evitare ogni genere di contatto con il mondo esterno, per sviluppare al meglio la fiducia e la collaborazione all'interno del gruppo, e soprattutto per evitare ogni sorta di istigazione o incitamento a ricadere nella propria dipendenza, allontanandoli il più possibile ed evitando persino il loro ricordo, tenendo i pazienti occupati e lontani da distrazioni di ogni sorta.


La vita all’interno della masseria per Rebecca, Dennis, il loro aiutante impostogli dal magnate russo ed i sette pazienti non è semplice: la collaborazione è tutto e, complice il totale isolamento si innescano all’interno del gruppo diverse dinamiche che muovono questa numerosa ruota.
Dopo i primi momenti di destabilizzazione, però, cambia l’aria: i pazienti, che continuano comunque ad avere dei contrasti, iniziano a muoversi come una macchina ben oliata, anche e soprattutto perché hanno scoperto qualche trucchetto per eludere la stretta sorveglianza e le severe regole imposte dalla dottoressa e vivono con più serenità il percorso intrapreso.
Dopo i primi giorni però accade l’impensabile e il precario equilibrio si spezza quando vengono trovati due dei sette pazienti morti. Un assassino si aggira tra le ombre della masseria.
Mentre Rebecca e i sopravvissuti si muovono per capire cosa sta succedendo, la scia di sangue sembra non assopirsi, infatti a poco a poco tutti cadono vittime di questa misteriosa mano assassina, rivelando un terrificante segreto ben custodito tra le pietre della masseria.


Comincio subito dicendo che ho letto questo romanzo in una sola serata, e la lettura è stata fluida e coinvolgente, complice il fatto che l’autore abbia deciso di non perdere tempo con spiegazioni accessorie ed elementi inutili ai fini della storia e non fossilizzarsi troppo sui singoli personaggi, ma abbia preferito raccontare di loro attraverso le dinamiche relazionali intercorse: questa può essere una carta vincente oppure no a seconda del tipo di lettore che ci si trova davanti, poiché ci sono persone che amano conoscere a pieno i personaggi ed il loro bagaglio per poter empatizzare al meglio nei loro confronti. 
Nonostante a me, generalmente, piaccia che ci siano approfondimenti sui personaggi non ho trovato per nulla fastidioso questo stile di scrittura, volto a mantenere la storia coinvolgente, ma non pesante, veloce e rapida come solo l’assassino che si aggira nella clinica sa essere.


L’associazione di “Addiction” al famosissimo “Dieci piccoli indiani” della Christie viene spontaneo, poiché è evidente che abbiano diversi elementi in comune, come l’inserimento dei sospetti all’interno del gruppo volto alla destabilizzazione degli equilibri nella storia e del lettore oppure la decisione di entrambi gli autori di sviluppare tutta la narrazione in un luogo inaccessibile, hanno reso impossibili le comunicazioni ed hanno lasciato che il sospetto e la paura serpeggiassero tra le vittime, prima di essere colpite una ad una. 
Comunque sia, poi, le due storie, intraprendono due percorsi diversi, supportati da motivazioni diverse che modificano totalmente il senso del libro, quindi sicuramente è giusto accostare “Addicted” all’opera di Agatha Christie, ma senza commettere l’errore di sovrapporli, poiché è evidente che l’intento di Roversi sia opposto a quello della Christie: la seconda, infatti, imputava le scelte fatte dalla misteriosa mano assassina ad una sorta di ricerca di giustizia, mentre il primo ha imputato tutto sul piacere ed il gusto di fare del male, che purtroppo sono capaci di far perdere il controllo.


Torno ora a commentare lo stile dell’autore che devo dire, nonostante a me piacciano i libri belli corposi e ricchi di descrizioni e dettagli e questo sia invece un libricino meno corposo, mi ha coinvolta e non annoiata, poiché, una volta innescata la catena di morte il tempo scorre velocemente e nessuno, nemmeno il lettore, puó in alcun modo fermarlo, e se fosse stato caricato troppo di elementi inutili la storia non sarebbe decollata, al contrario di ora. 
Sicuramente gli amanti del noir, a cui tanto ci ha abituato Roversi, e quelli del thriller apprezzeranno il romanzo e lo vorranno nelle loro librerie, ma credo che questo libro possa adattarsi bene a chi si approccia per la prima volta al genere, giocando sulla completezza della storia che si coadiuva con la compattezza, la brevità della storia, i continui colpi di scena che collimano tutti per regalarci un sorprendente e scioccante colpo di scena finale.


Lo consiglio? Si, lasciatevi trasportare da Roversi nella splendida Puglia, all’interno della masseria dove si curano le dipendenze, lasciatevi spogliare da ogni vostra addiction e scegliete cosa essere, perché lì nell’incontaminata campagna o sarete vittime, o assassini.




giovedì 10 gennaio 2019

BLOGTOUR/REVIEW PARTY "Addicted" di Paolo Roversi - ADDICTED. REBECCA STARK E IL SUO METODO

Buongiorno amici dei libri, buon giovedì!
Questa settimana si sta rivelando ricca di sorprese e questo grazie, soprattutto, alle nuove uscite del periodo!
Oggi sono qui per inaugurare il Blogtour/Review Party di una nuova uscita tutta italiana di Sem... di cosa parlo? Leggete qui!

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Titolo: Addicted
Autore: Paolo Roversi
Editore: SEM
Genere: Thriller
Pagine: 192
Prezzo: 16,00€ ed.cartacea - 7,99€ ed.digitale
Data di pubblicazione: 17 Gennaio 2018

Rebecca Stark è una brillante psichiatra londinese che ha messo a punto un innovativo sistema per guarire la gente dalle proprie ossessioni. Il metodo Stark è così efficace che un magnate russo, Grigory Ivanov, decide di affidarle la conduzione della Sunrise, la prima di una serie di cliniche all’avanguardia, disseminate in tutto il pianeta, che aiuteranno le persone ad affrancarsi dalle loro peggiori addiction. Viene così lanciata una campagna pubblicitaria a livello mondiale. Il primo centro apre in Italia, in Puglia, all’interno di un’antica masseria ristrutturata, circondata da campi e ulivi. Un posto perfetto per accogliere i pazienti che, come parte integrante della cura, dovranno lavorare, cucinare e dedicarsi alle pulizie. Vivranno, insomma, come una piccola comunità isolata. Fra le centinaia di richieste che arrivano vengono selezionati sette candidati da diversi Paesi: Lena Weber, ossessionata dalla perfezione fisica; Jian Chow, web designer e hacker voyeur; Rosa Bernasconi, una ragazza tecno dipendente; Claudio Carrara, giocatore d’azzardo compulsivo; Julie Arnaud, manager ninfomane; Tim Parker, trader cocainomane; e, infine, Jessica De Groot, autolesionista. All’inizio della terapia tutto sembra girare nel migliore dei modi ma, ben presto, alcuni pazienti scompaiono misteriosamente. Complice una pioggia torrenziale che tiene segregati gli ospiti, impedendogli la fuga e ogni contatto con l’esterno, comincia da quel momento un macabro gioco al massacro.


REBECCA STARK ED IL SUO METODO TERAPEUTICO 

Rebecca Stark è una psichiatra londinese che si occupa di aiutare i suoi pazienti a controllare le loro addiction, le dipendenze patologiche, attraverso un metodo innovativo creato proprio da lei, ed eseguito con l'aiuto dell'infermiere ed amico Dennis.
Per anni la psichiatra sviluppa ed articola sempre di più il suo progetto e, quando un suo ex paziente, un magnate russo ormai guarito, le propone di diffondere sempre di più il suo metodo lei non può rifiutare: parte alla volta della Puglia, insieme al fidato Dennis per coordinare un'antica masseria adibita, proprio dal magnate, a clinica immersa nella natura più incontaminata, pronta ad accogliere altre persone con dipendenze patologiche e bisognose di aiuto concreto.
Il magnate lascia totalmente carta bianca alla donna, che si mette subito all'opera e ricerca tra tutti i candidati solo sette persone, tutte con addiction diverse.



Agli addicted vengono da subito impartite due regole ferree ed importanti:
la prima consiste nel parlare tutti in inglese, nonostante i sette pazienti siano tutti di nazionalità diversa per poter eliminare le differenze, che sarebbero potute scaturire dall'utilizzo delle regole linguistiche di tutti loro;
 la seconda regola importante è quella riguardo i dispositivi elettronici, viene infatti richiesto a tutti, al proprio arrivo di consegnare i propri cellulari ed affini, per evitare ogni genere di contatto con il mondo esterno, per sviluppare al meglio la fiducia e la collaborazione all'interno del gruppo.
Un elemento fondamentale del metodo è che gli utenti debbano farsi accompagnare o recarsi alla masseria con i mezzi, questo per eliminare una tentazione troppo grande come potrebbe rivelarsi la presenza di un'automobile, cosa che andrebbe, logicamente, in contrasto con l'idea della psicologa che prevede di evitare ogni sorta di istigazione o incitamento a ricadere nella propria dipendenza, allontanandosene il più possibile ed evitandone persino il ricordo, tenendoli occupati e lontani da distrazioni di ogni sorta.



Il metodo di Rebecca Stark è scientifico e rigoroso, ma al contempo umano: è necessario che tutti gli addicted si sentano a proprio agio e consapevoli e decisi ad abbandonare le proprie dipendenze, poichè è importante che siano loro i primi a volersi liberare dai propri mostri, collaborato l'uno con gli altri e dimostrando di essere gli utenti giusti per il trattamento.

E' importante far passare questo messaggio a tutti gli addicted e Rebecca, dopo averli privati dei loro dispositivi elettronici, cerca di farli sentire a loro agio nel migliore dei modi, ricordando loro che abbandonare la struttura non è vietato, ma sottolineando che il mondo, per un addicted, può essere un immenso oceano di pericoli.
Per far inglobare al meglio il messaggio che gli addicted non sono dei prigionieri, la donna spiega esattamente quali sono le vie di fuga per allontanarsi, fornendo loro anche dei biglietti per i mezzi di trasporto, questo perchè è importante che l'abbandono di un paziente non influenzi la permanenza degli altri: fornendo la libertà di scelta e la conoscenza rende ognuno responsabile delle proprie azioni.



Rebecca si esprime con i suoi pazienti in maniera decisa ma chiara, e tutti comprendono a pieno le sue successive direttive: la psichiatra spiega da subito che è necessario collaborare tutti per la gestione della masseria e della vita al suo interno, i pazienti sono infatti tenuti ad occuparsi ogni giorno di diverse mansioni, decise ogni mattina dal responsabile della giornata che cambia ogni giorno, come la sistemazione dell'orto, la pulizia delle camere (rigorosamente tutte uguali, come impone il metodo, per non concedere privilegi o fare distinzioni) o la preparazione dei pasti, per distogliere la mente degli addicted dai pensieri ossessivi che la affliggono ed insegnare loro a condividere la responsabilità.



Dopo aver fatto ambientare gli utenti, il metodo della psichiatra londinese, prevede lo svolgimento di una prova complessa, la vera colonna del metodo, chiamata "il battesimo delle cellette":
nelle fredde cantine della masseria, dove una volta venivano conservati alcuni viveri, sono state poste sette modernissime cellette, simili esteticamente a docce idromassaggio ultramoderne con una porta di vetro ed un piccolo sedile al centro.
"Il battesimo delle cellette" è una procedura che serve ad essere sinceri, soprattutto con se stessi, e ad accrescere lo spirito di gruppo e la fiducia che hanno l'uno nell'altro: per poter uscire dalle capsulette è necessario che tutti e sette i pazienti dichiarino esattamente quale addiction lo affligge ed esplorando il problema più in profondità sotto gli occhi dei compagni, per renderli nuovamente tutti sullo stesso piano.
La prova è sconvolgente e destabilizzante ma necessaria, in quanto, talvolta è fondamentale dare una scossa attraverso una terapia d'urto, che è capace di mostrarsi più efficace dell'assunzione di medicine.
Il trattamento è seguito dalla somministrazione di un sonnifero, per aiutarli a rilassarsi e a riposare dopo aver messo a nudo attraverso una costrizione la loro anima, l'unico ed ultimo farmaco che il metodo prevede.



Il metodo Stark si sviluppa poi in maniera molto semplice e senza più test che punta a far entrare i pazienti in una dimensione nuova, attraverso il lavoro, il sudore della fronte ed il dialogo che si protraggono per tutto il mese di permanenza dei pazienti nella clinica Sunrise, così da aiutare gli utenti a combattere, tutti insieme, le proprie dipendenze, non solo con colloqui privati con Rebecca Stark, ma anche e soprattutto tra loro.

COSA DITE? VOI SARESTE IN GRADO DI RESISTERE UN MESE IN UNA MASSERIA LONTANA DAL MONDO, TOTALMENTE ISOLATI, PER SOTTOPORVI AD UN TRATTAMENTO DEL GENERE?
Se siete curiosi di scoprire di più su Rebecca Stark, il suo metodo ed i suoi sette pazienti sperimentali non vi resta che rimanere sintonizzati sulle frequenze di questo Blogtour che sfocerà, infine, proprio il giorno della pubblicazione in un Review Party!

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martedì 8 gennaio 2019

REVIEW PARTY "La ragazza nell'acqua" di Robert Bryndza {Newton Compton Editori}

Buon Martedì amici dei libri, welcome back!
Oggi vi riporto tra le braccia di un autore già noto al blog che con il suo nuovo romanzo punta a stregare ancora più pubblico, e di cui ieri e oggi, io ed altre amiche e colleghe blogger abbiamo deciso di parlarvi!




Titolo: La ragazza nell'acqua
Autore:  Robert Bryndza
Editore: Newton Compton Editori
Genere: Thriller
Pagine: 384
Prezzo: 12,00€ ed.cartacea/2,99€ ed.digitale
Data di uscita: 3 Gennaio 2019

Il detective Erika Foster ha appena ricevuto una soffiata che le indica il luogo in cui è nascosta la prova per sventare un grosso traffico di droga. Seppure sospettosa, ordina la perquisizione di una cava in disuso alla periferia di Londra. Quello che non si aspetta è che, scavando nel fango, oltre alla droga venga ritrovato un piccolo scheletro, subito identificato. Si tratta di Jessica Collins, scomparsa ventisei anni prima all’età di soli sette anni. Il caso fece un grandissimo scalpore e il mistero dietro la scomparsa di Jessica non venne mai risolto. Cominciando a indagare grazie alle nuove prove, Erika si addentra in un caso difficilissimo, in un costante alternarsi di passato e presente. Dovrà fare i conti con i segreti della famiglia Collins, i rimorsi del detective divorato dal senso di colpa per non aver mai ritrovato Jessica, e un altro omicidio avvenuto vicino alla cava. Chi conosce la verità? E perché qualcuno non vuole che il caso venga finalmente chiuso?



La detective Erika Foster, che dopo anni ancora combatte con i rimorsi ed i sensi di colpa per la morte di suo marito durante un'operazione da lei condotta, è stata trasferita in una nuova unità investigativa che l'ha costretta a lasciare il suo vecchio team e il suo dipartimento, abbandonando anche i sogni per una promozione a sovrintendente per cui aveva lavorato tanto: il cambiamento non è facile, ma la dedizione e la professionalità con cui la donna affronta il suo mestiere la spronano e la aiutano a non mollare la spugna e a trovare sempre le giuste spinte per lavorare al meglio e a fronteggiare anche le più piccole difficoltà.
Durante un'ispezione alla ricerca di un carico di eroina, un'unità subacquea trova, sul fondo del lago della cava di Hayes, un piccolo e consunto sacco con al suo interno uno scheletro molto piccolo, presumibilmente di un bambino: la detective viene assegnata al caso, che si dimostrerà essere uno dei più difficili della sua carriera, poichè dopo accurate analisi si evince che il corpicino rinvenuto è quello della piccola Jessica Collins, una bambina di pochi anni scomparsa dal vialetto di casa più di vent'anni prima, e di cui, nonostante ci fosse anche un sospettato, non fu mai trovato il vero colpevole.


Caparbia come sempre, Erika Foster, con il suo team composto da vecchie e nuove conoscenze si metterà all'opera per trovare tutte le risposte alle molteplici domande sulla scomparsa della bambina e sulla sua conseguente morte, con la speranza di poter assicurare finalmente tra le braccia della giustizia la persona che si è macchiata di un reato così spietato e rendere così la famiglia dal peso delle non risposte che negli ultimi anni l'hanno totalmente logorata ed annientata.
Costretta a destreggiarsi tra il suo lavoro e la sua vita privata in costante mutamento, Erika lavorerà senza sosta alla ricerca di risposte, ma sarà così fortunata da ottenerle? Oppure dentro quel sacco logoro di iuta insieme al corpo della piccola Jessica si nasconde qualcosa di più?


Quando la scorsa estate ho letto il secondo romanzo di questo autore che ha sempre come protagonista Erika Foster l'ho trovato interessante e mi è molto piaciuto, ma mi hanno tutti assicurato che era il primo romanzo d'esordio ad essere la vera punta di diamante dell'autore, ed ora capisco che, effettivamente questo romanzo ha una spinta in più rispetto al precedente, e ho compreso quello che intendevano gli altri quando tessevano le lodi del primo romanzo.
Come nel precendente romanzo lo stile dell'autore merita una menzione speciale, poichè è evidente che prima di iniziare a scrivere si sia informato ed abbia studiato a pieno l'argomento rendendo ogni dettaglio accurato, realistico e ben aderente a quelle che sono le reali tecniche e procedure investigative.


L'autore, che ha tessuto per noi una complessa trama ricca di suspense e tensione, scrive in maniera pulita, chiara, nitida, veloce e dinamica e dissemina lungo tutto l'arco narrativo un quantitativo enorme di indizi, molti dei quali pronti a depistarci, rendendo interattiva l'esperienza del lettore, anche grazie alla presenza di più voci e tre filoni narrativi e temporali ben distinti e ben collimanti.
Nonostante il lettore sia, grazie alla visione ampia che gli viene fornita dall'alternanza dei filoni narrativi, il più informato su tutta la storia, la tensione non accetta a calare e dalla prima all'ultima pagina l'attenzione del lettore viene totalmente catalizzata, anche grazie all'utilizzo di capitoli veloci, dinamici e scattanti, che tendono tutti ad esplodere in finali tensivi.


Erika Foster, la nostra detective, ad ogni passo che compie svolge un lavoro su se stessa che le permette di maturare sempre di più e lavorare al meglio: Erika è una donna estremamente forte, segnata nel profondo dalla tragica morte di suo marito, avvenuta pochi anni prima durante un'operazione di polizia da lei gestita, e dotata di spiccate doti investigative che le permettono di raggiungere sempre gli obiettivi che le sono prefissati.
E' piuttosto evidente che il dolore si sia fatto largo tra le pieghe del suo corpo e della sua anima intaccandola, ma rendendola al contempo più forte, più ponderante, più spericolata e più coraggiosa; come avevo evidenziato anche nella mia precedente analisi , un aspetto sul quale è interessante porre attenzione è come la donna sia in grado di rapportarsi con il suo team, i suoi colleghi e subalterni che la rispettano e le sono leali, e che le danno un grande e fondamentale aiuto.
Sono piuttosto convinta che Erika Foster e le sue investigazioni ci continueranno a fornire soddisfazioni, spingendoci a contintuare questa splendida serie thriller.


VOLETE SAPERE COSA PENSANO LE MIE COLLEGHE DEL ROMANZO?
SEGUITE LE RECENSIONI DI QUESTO REVIEW PARTY DIVISO IN DUE GIORNATE!




lunedì 7 gennaio 2019

REVIEW PARTY "Sette giorni perfetti" di Rosie Walsh {LONGANESI}

Buon lunedì amici dei libri, bentornati!
Com'è andata la vostra prima settimana di questo nuovo anno?
Avete riposato? Io in realtà per nulla, dovendo lavorare, ahimè.
Oggi ritorniamo con il botto con la recensione, in occasione del Review Party che lo vede come protagonista, di un romanzo Longanesi, che potrete trovare da oggi in tutte le librerie!



Titolo: Sette giorni perfetti
Titolo originale: The man who didn't call
Autore: Rosie Walsh
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja Scienza
Genere: Narrativa contemporanea - Mistery
Pagine: 391
Prezzo: 16,90€
Data di uscita: 7 Gennaio 2019


IN UNA SETTIMANA SI SONO DETTI TUTTO. TRANNE LA VERITÀ


Si incontrano per caso in un caldo pomeriggio di giugno alla fermata dell'autobus e fin dal primo momento Sarah e Eddie si piacciono da morire. A quasi quarant'anni e con un divorzio alle spalle, Sarah non si è mai sentita così viva. E le sembra che Eddie la aspettasse da sempre. Così, dopo una settimana perfetta passata insieme, quando Eddie parte per un viaggio fissato molto prima di conoscerla e promette di chiamarla dall'aeroporto, Sarah non ha motivo di dubitare. Ma quella telefonata non arriva. E non arriva nemmeno il giorno dopo, né gli altri a seguire. Incredula, gli occhi fissi sullo schermo del cellulare che non suona, Sarah si chiede se lui l'abbia semplicemente scaricata o se invece gli sia successo qualcosa di grave. Dopo giorni di silenzio, mentre tutti gli amici le consigliano di dimenticarlo, Sarah si convince sempre più che ci sia qualcosa dietro l'improvvisa sparizione. Tuttavia le settimane passano e Sarah non sa più darsi spiegazioni. Fino al giorno in cui inaspettatamente scopre di aver avuto sempre ragione. C'è un motivo se Eddie non l'ha più chiamata. Un segreto doloroso che li avvicina e insieme li allontana. L'unica cosa che non si sono detti in quei sette giorni trascorsi insieme... 



Sette giorni: è questo il lasso di tempo che basta a Sarah per vedere la sua vita prendere una piega inaspettata.
Sarah, tornata in patria per le vacanze, si imbatte in Eddie ed insieme a lui trascorre una settimana di travolgente amore: sette giorni di amore puro, di complicità, di dolcezza e di promesse; ai loro occhi non esiste altra soluzione che stare insieme, viversi ogni giorni e darsi un'opportunità.
Dopo i loro meravigliosi sette giorni, Eddie deve partire per una breve vacanza, e promette a Sarah di non sparire dalla sua vita e di farsi sentire appena possibile.
Passano i giorni, ma la tanto agoniata telefonata non arriva, e nonostante Sarah cerchi di contattarlo in tutti i modi, Eddie sembra essere sparito nel nulla, risucchiato dall'oblio.
Nessuna chiamata, nessun messaggio, nessuna mail, nessuna gif su facebook, nessuna videochiamata su WhatsApp. Nulla, Eddie David è totalmente sparito.
Sarah è devastata da questo silenzio, e nonostante i suoi amici pensino che Eddie abbia volutamente fatto perdere le sue tracce, lei non riesce a farsene una ragione, ed è convinta che dietro alla scomparsa del suo amato ci sia nascosto molto più di quanto potrebbe sembrare.
Dopo giorni e giorni di ricerche infruttuose un messaggio, inviatole da un anonimo, le intima di smetterla di cercare l'uomo, e la scovolge. E' stato Eddie ad inviarle il messaggio? E' lui che non vuole essere trovato oppure, come Sarah sospetta da tempo, c'è molto di più sotto la sua sparizione?


Questo nuovo anno comincia con il botto!
"Sette giorni perfetti" mi è piaciuto molto, e nonostante si sia rivelato un romanzo diverso da quello che mi aspettavo mi ha pienamente soddisfatta.
Sarah è una donna ormai vicina ai quaranta che si trova ad un bivio, con un matrimonio fallito alle spalle, lontana dai suoi affetti e costretta ad occuparsi di un'organizzazione no profit che si sente sul punto di esplodere, ma l'incontro con Eddie le scombussola la vita e infonde nuova linfa pronta a ricaricarla.
La settimana che vivono insieme è magica, ed entrambi sono terribilmente incantati ed incastrati in questa relazione che ci viene raccontata dall'autrice attraverso dei capitoli che ci trascinano indietro nel tempo, e ci fanno vivere la gioia e l'intensità dei momenti vissuti insieme dai due protagonisti.


Una cosa che mi spaventava all'inizio era proprio la questione "instant love", ovvero il fatto che il loro amore si sviluppasse in un lasso di tempo brevissimo, e che fosse legato ad un colpo di fulmine iniziale, ma devo dire che le mie paura sono state spazzate via dalla dolcezza che trasudano i momenti che i due protagonisti vivono insieme: la delicatezza del loro amore, la potenza della loro connessione e la gioia di aver trovato la propria anima gemella la fanno da padrone e rendono il loro amore "all'improvviso" non banale ne stucchevole, e decisamente molto maturo, nonostante la spensieratezza con cui viene vissuto.


Logicamente questo romanzo non è solo una storia d'amore, ma al suo interno è piuttosto evidente che si celi un mistero, capace di rivelarsi molto più torbido ed oscuro del previsto; il lettore, sin dalla prima pagina, desidera sapere dove è finito Eddie, e le ricerche che lo porteranno insieme a Sarah sulle tracce del suo amato si incastreranno alla vita della sorella della donna e a quello che è stato il suo triste destino, e il tutto prende una piega decisamente sinistra, capace perfino di inquietare il lettore.
Una cosa che mi ha davvero sorpresa è che sono riuscita anche a ridere durante la lettura, infatti l'autrice, in tutte e tre le parti in cui ha suddiviso il romanzo è stata capace di dosare il mistero e l'ironia, facendo cogliere al lettore in quanti modi è possibile vedere e focalizzarsi su una situazione.
Ho letto il libro davvero in fretta grazie allo stile fluido dell'autrice, che scandisce attraverso salti temporali un buon ritmo, che rendono il romanzo coinvolgente, veloce e penetrante, anche grazie al mistero che serpeggia sibilante nei meandri delle pagine che culmina in una serie di colpi di scena, piccoli e grandi, ed alla caratterizzazione interessante dei personaggi, in particolare della protagonista Sarah, che si dimostra essere più forte di quanto avrebbe mai potuto immaginare, caparbia e determinata.
Lo consiglio? Si, soprattutto se siete alla ricerca di un mistery non troppo angosciante, o di una storia d'amore non troppo normale.